Denuncia l'uso di droga in azienda, poi viene licenziato. Il tribunale lo reintegra

Stabilito per il lavoratore anche un indennizzo di 12 mensilità


Dopo aver denunciato la presenza di droga nella ditta in cui lavorava, durante una riunione sulla sicurezza, è stato riguardato da un procedimento disciplinare e licenziato, nell'aprile 2024, "per aver formulato gravi e infondate accuse, lesive dell'immagine aziendale". A raccontare la vicenda è il Corriere Fiorentino, finita con l'ordine da parte del Tribunale di Firenze di immediato reintegro del lavoratore e un indennizzo pari a 12 mensilità: per i giudici "lo scopo non era diffamare l'azienda o insinuare sospetti" ma "allertare i preposti alla vigilanza sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, in modo da mettere l'azienda in condizioni di predisporre gli opportuni controlli".

L'uomo, che faceva parte della rsu aziendale, durante la riunione alla quale erano presenti medico aziendale e datore di lavoro, aveva riportato lamentele di alcuni dipendenti in merito all'uso di droga in azienda. In particolare di una bustina di stupefacenti, trovata negli spogliatoi da un impiegato e consegnata a un diretto superiore che gli avrebbe chiesto di farla sparire. A sostegno della vicenda aveva portato anche una foto e messaggi vocali. L'uomo non aveva rivelato all'azienda il nome dell'impiegato, ascoltato dai giudici a cui ha confermato il racconto, mentre il superiore lo avrebbe smentito, fornendo una diversa versione. Come riporta il quotidiano per il tribunale "nonostante l'insanabile contrasto in merito alla veridicità del fatto storico, è evidente che le dichiarazioni del sindacalista sono state rese in quella riunione senza alcun intento accusatorio" ma "al solo fine di informare la società su fatti di una certa gravità dei quali era venuto a conoscenza".

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