
Una ricerca dell'Università di Pisa svela l'universo microbico nascosto nelle spore dei funghi micorrizici che colonizzano le spiagge del Parco Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli
Le dune sabbiose costiere, ambienti apparentemente aridi e ostili, nascondono una straordinaria complessità biologica sotto la superficie. Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Environmental Microbiome da Arianna Grassi, Irene Pagliarani, Giorgia Cantini, Luciano Avio, Manuela Giovannetti, Monica Agnolucci e Alessandra Turrini del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell'Università di Pisa, getta luce su un fenomeno ancora poco esplorato: le comunità di batteri che vivono all'interno e attorno alle spore dei funghi micorrizici presenti nella rizosfera, cioè la sottile porzione di suolo intorno alle radici, dell'Ammophila arenaria, la comune spiga di mare delle dune mediterranee.
I funghi micorrizici sono microrganismi benefici che stabiliscono simbiosi con le radici della maggior parte delle piante, sostenendone la nutrizione e la salute, soprattutto in ambienti poveri di nutrienti e difficili come le dune costiere. Le loro spore, tuttavia, non sono strutture isolate: ospitano al loro interno comunità batteriche la cui distribuzione nei diversi tipi di funghi era finora scarsamente compresa.
Lo studio si è concentrato su due specie di funghi particolarmente abbondanti nella rizosfera di Ammophila arenaria nelle dune sabbiose marine del Parco: Racocetra fulgida e Racocetra persica, che hanno rivelato una composizione altamente eterogenea delle comunità batteriche associate alle rispettive spore.
La vera sorpresa è emersa dall’analisi del DNA dei batteri presenti nei campioni, che ha rivelato una comunità microbica molto ricca e diversificata, con 69 generi associati a R. persica e 34 generi associati a R. Fulgida.
Non si tratta di batteri qualunque: il rilevamento regolare di Attinobatteri ha confermato una relazione relativamente stabile con le spore fungine, e la maggior parte dei batteri identificati apparteneva a generi e specie coltivabili, con documentate attività benefiche chiave.
La conclusione più importante dello studio riguarda il ruolo del genotipo fungino: diversi funghi reclutano comunità batteriche altamente diversificate. In altre parole, ogni specie di fungo "sceglie" i propri compagni batterici in modo selettivo.
Questi risultati aprono prospettive interessanti anche in campo applicativo. La comprensione di queste interazioni nei fragili ecosistemi dunali — ambienti cruciali per il contrasto all'erosione costiera e ai cambiamenti climatici — potrebbe consentire in futuro di sviluppare inoculi microbici mirati per il ripristino delle dune e per rendere le piante più resistenti alla siccità.

Il team di ricerca del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell'Università di Pisa
Fonte: Università di Pisa - Ufficio Stampa
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