
Botta e risposta tra Sinistra Italiana e il consigliere FdI Di Stefano accusato di aver "denigrato" il consigliere Di Cuio
“[…] Quello che dice, ormai lo conosciamo il consigliere Dicuio, che collega tutta una serie di discorsi ideologici a provvedimenti normativi. Ormai lo consideriamo per quello che è, per quello che dice, gli piace tanto riempirsi la bocca di queste parole attaccando questo governo […]”.
Così il consigliere Di Stefano si sarebbe rivolto ieri sera al capogruppo di Sinistra Italiana Dicuio in risposta ad un intervento in supporto dei vigili del fuoco colpiti da contestazioni disciplinari per aver manifestato in solidarietà con il popolo palestinese lo scorso settembre.
"Il consigliere Di Stefano - scrivono in una nota da SI - dovrebbe ricordarsi che, dopo l’infelicissima uscita da parte del suo ex coordinatore cittadino Cantini, costretto a dimettersi dopo la nostra segnalazione pubblica che ne ha poi fatto un caso nazionale" dichiara Davide Carpentieri, segretario del circolo di Sinistra Italiana di Empoli Mori-Salvadori, "non è né bello né conveniente usare toni denigratori nei confronti degli avversari politici, cosa che invece ha fatto nei confronti del consigliere e capogruppo AVS nel consiglio comunale di Empoli, accusandolo di ideologismo senza entrare nel merito delle argomentazioni, sollevate invece in modo rispettoso e consono ad un consiglio comunale".
Non sono certo, ovviamente, uscite di pari livello di gravità (quella di Cantini era un obbrobrioso inno all’uccisione di altri esseri viventi), ma con le sue parole il consigliere Di Stefano dimostra quanto la sua parte politica sia sempre pronta a sminuire la persona con uscite quanto meno infelici e poco urbane, piuttosto che entrare nel merito delle questioni con argomentazioni serie e puntuali.
La sua "uscita" di ieri sera, oltretutto, non è consona nemmeno al clima di rispetto che dovrebbe albergare nel consesso più importante della città, cioè il consiglio comunale, organo di rappresentanza delle cittadine e dei cittadini empolesi tutti. Entrando nel merito di quanto espresso dal nostro consigliere nell’intervento di ieri, Di Stefano sminuisce come “serie di discorsi ideologici a provvedimenti normativi” il riferimento del nostro consigliere al parere contrario (formalizzato proprio questa settimana) da parte dell’Ufficio del Massimario della Corte di Cassazione dell’ultimo decreto sicurezza del governo Meloni, simbolicamente approvato il 25 aprile di questo anno e portato ad esempio dal nostro consigliere come tentativo di repressione indiretta delle libertà di manifestazione.
Protestare è ancora legale in Italia, ma il confine tra protesta civile e comportamento sanzionabile sta diventando sempre più stretto e messo in discussione. Il nostro gruppo consiliare conferma che continuerà ad opporsi, nell'aula del consiglio comunale empolese contro qualsiasi tentativo di normalizzazione dell’irrigidimento di questo governo nei confronti delle manifestazioni di dissenso pubblico.
In riferimento alla nota di Sinistra Italiana Empoli, lo stesso Di Stefano risponde con una nota alle accuse rivoltegli parlando di "confronto politico" e "nessuna denigrazione":
A differenza di quanto sostenuto da Sinistra Italiana, il mio intervento non ha avuto alcun intento denigratorio nei confronti della persona del consigliere Di Cuio. Si è trattato, invece, di una normale risposta politica, all’interno di un dibattito consiliare, rispetto ai toni e al metodo utilizzati dal capogruppo AVS nel riferirsi al Governo Meloni e a quello che è stato rappresentato come un presunto restringimento del diritto di protesta, “senza entrare nel merito delle questioni giuridiche con argomentazioni serie e puntuali”, mutuando il concetto espresso da Sinistra Italiana nel proprio commento.
Noto, peraltro, che, riferendosi al mio intervento, chi scrive formula le stesse considerazioni che io ho fatto riferendomi al modo di esprimersi del collega consigliere Di Cuio, ritenendolo un linguaggio non idoneo al luogo e al clima di confronto consiliare, improntato, sino a oggi, al reciproco rispetto. Ma questa, come quella di Sinistra Italiana, è una valutazione personale.
Non ho mai contestato al consigliere Di Cuio il diritto di esprimere le proprie idee. Anzi, nel corso del dibattito ho più volte ribadito che ogni consigliere ha piena facoltà di sostenere le proprie posizioni politiche, anche quando fortemente critiche verso il Governo. Allo stesso modo, però, deve essere riconosciuto anche il diritto di replica di chi, destinatario di determinate affermazioni, ritenga doveroso contestarne il contenuto, il metodo e l’impostazione politica.
Definire “ideologico” un intervento politico non significa offendere una persona. Significa rilevare che una determinata lettura dei fatti è orientata da una visione politica di parte. Ed è singolare che proprio chi rivendica il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero pretenda poi di stabilire quali parole possano o non possano essere utilizzate dagli avversari politici per rispondere, usando il medesimo paradigma.
Va inoltre ricordato che il consigliere Di Cuio ha avuto piena possibilità di replicare nell’aula consiliare. Pur essendo collegato da remoto, è intervenuto successivamente: dapprima in occasione della discussione di una mozione seguente, sostenendo di non aver potuto rispondere immediatamente, e poi chiedendo i tre minuti previsti per intervenire su quelli che riteneva essere “fatti personali”, possibilità che è stata concessa a entrambi.
Quindi, se dire che una posizione “è ideologica” è diventato sinonimo di “denigratorio”, allora, da oggi, dobbiamo impegnarci tutti perché il confronto politico sia fatto a colpi di “preghiere” e “invocazioni” al proprio Dio, in ragione della religione di appartenenza.
Tuttavia, chiunque voglia farsi un’idea completa e non parziale di quanto accaduto può ascoltare la registrazione integrale del dibattito consiliare. È lì che si comprende il contesto, il tono complessivo degli interventi e il fatto che non vi sia stato alcun attacco personale, ma una dialettica politica anche ferma, come accade ordinariamente quando in Consiglio comunale si discutono temi particolarmente sensibili. Come ho avuto modo di ricordare anche in altra occasione, parlando delle “Foibe”, usai la frase “conosciamo il consigliere Di Cuio”, ma in quella circostanza nessuno ebbe nulla da dire: forse, all’epoca, non era denigratorio.
Appare, invece, una contraddizione sostenere, da un lato, il diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero politico e, dall’altro, invitare gli avversari politici “a ricordarsi dell’uscita del proprio ex coordinatore cittadino Cantini”, evocando vicende diverse, riferite ad altre persone e ad altri contesti, che nulla hanno a che vedere con il confronto odierno tra due consiglieri comunali. Comunque, ha fatto bene Sinistra Italiana a riconoscere che si tratta di situazioni non comparabili. Proprio per questo sarebbe stato opportuno evitare accostamenti impropri che non aiutano il confronto, ma cercano di spostare l’attenzione dal merito delle questioni.
Quando ho affermato che “conosciamo il consigliere Di Cuio”, in entrambe le occasioni, mi riferivo evidentemente alle sue posizioni politiche, diverse dalle mie, ai suoi interventi in Consiglio comunale e al modo con cui imposta determinate battaglie politiche nel contesto di riferimento: non certo alla sua persona, nei confronti della quale ho sempre mantenuto un rapporto di correttezza e cordialità, pur nella profonda diversità delle rispettive visioni politiche. Anzi, in questa ottica, non ritenendo di dovermi scusare con lui, ho concluso il mio ultimo intervento dicendomi disponibile, come sempre, a eventuali chiarimenti.
Sinistra Italiana continuerà legittimamente a sostenere le proprie battaglie politiche, orientate dalla visione ideologica che le appartiene e che nessuno intende impedirle di avere. Allo stesso modo, io e i consiglieri di Fratelli d’Italia continueremo a esprimere liberamente le nostre opinioni, in Consiglio comunale e in ogni altra sede, secondo la nostra visione ideologica, analizzando, discutendo e contestando, quando necessario, le posizioni espresse dalle altre forze politiche rappresentate dai consiglieri che siedono in Consiglio comunale.
Il rispetto istituzionale non significa rinunciare al confronto. Significa discutere con fermezza, ma restando sui fatti, sulle parole pronunciate, sugli atti e sulle responsabilità politiche. Ed è esattamente ciò che è avvenuto in Consiglio comunale.
Per il futuro, auspico che i consiglieri chiamati in causa vogliano circoscrivere le proprie risposte all’ambito del dibattito consiliare, senza trasformare un normale confronto politico tra tesi e antitesi in una polemica esterna alimentata da soggetti terzi. Le questioni politiche si discutono nel merito, con argomenti seri e puntuali, ma anche con “sintesi” argomentative espresse mediante concetti che, in relazione al tempo disponibile, sintetizzano il pensiero dell’oratore: come ha fatto anche il consigliere Di Cuio. Ed è su questo terreno che continuerò a confrontarmi; naturalmente, ove Sinistra Italiana, o il consigliere Di Cuio, lo ritenessero opportuno, sono disponibile, come sempre, a partecipare a incontri in ogni luogo in cui si volesse organizzare un dibattito per “esprimersi in modo serio e puntuale”.
Danilo Di Stefano
Consigliere comunale Fratelli d’Italia Empoli
Sinistra Italiana Empoli
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