Asili nido pubblici "h24", la proposta di Empoli in Azione: "Orari estesi per sostenere famiglie e lavoro"

La crisi demografica che sta attraversando l’Italia non è un fenomeno astratto: riguarda direttamente il futuro delle nostre città, della nostra economia e della qualità della vita delle famiglie. Tra le principali cause del drastico calo delle nascite vi è anche la difficoltà concreta di conciliare lavoro e genitorialità, soprattutto in una società in cui sempre più persone lavorano su turni, anche in orari serali e notturni”.

Con queste parole Luca Ferrara, a nome di Empoli in Azione, propone all’Amministrazione comunale di Empoli l’avvio di un progetto pilota di asili nido pubblici aperti con orario esteso (provocatoriamente si potrebbe dire “H24”, per estremizzare il concetto della proposta), pensato per rispondere ai bisogni delle famiglie moderne e dei lavoratori turnisti.

A Empoli – prosegue Ferrarala situazione degli asili nido negli orari tradizionali, mattina e pomeriggio, non è drammatica come in altre realtà italiane. Tuttavia, esiste un vuoto enorme nei servizi all’infanzia durante le ore serali, notturne e nei fine settimana. Un problema che colpisce in particolare giovani coppie impiegate nella sanità, nelle forze dell’ordine, nei servizi pubblici, nel turismo, nella logistica e in tutte quelle professioni che richiedono turnazioni”.

Secondo Empoli in Azione, l’assenza di servizi adeguati produce conseguenze sociali ed economiche molto pesanti: “Troppo spesso le alternative diventano il cambio di mansione, il part-time – sostenuto prevalentemente dalle donne – o addirittura le dimissioni dal lavoro. In altri casi molte famiglie scelgono di lasciare Empoli e tornare nelle proprie città di origine per poter contare sull’aiuto dei nonni e della rete familiare”.

A questo si aggiunge il tema del caro vita: “Con il costo sempre più elevato delle case e degli affitti, permettersi una babysitter è diventato impossibile per moltissime famiglie. Anche coppie con stipendi normali si trovano nella condizione di non potersi concedere per anni nemmeno una serata fuori o un cinema senza figli. Questo non è solo un problema economico: è un problema di qualità della vita, di tenuta delle relazioni familiari e di libertà personale”.

Empoli in Azione sottolinea inoltre come molti Paesi europei abbiano già iniziato ad adeguare i servizi educativi ai cambiamenti del mondo del lavoro.

In Francia esistono strutture con orari estesi dedicate ai lavoratori turnisti; nei Paesi nordici i servizi all’infanzia sono organizzati con grande flessibilità; in alcune città della Germania e dei Paesi Bassi sono stati sperimentati modelli di assistenza notturna per bambini figli di operatori sanitari e lavoratori essenziali. L’Italia non può continuare a ignorare questa trasformazione sociale”.

La proposta avanzata da Empoli in Azione pone però un punto centrale e non negoziabile: “Questo progetto deve avere una guida e una garanzia pubblica. Il Comune di Empoli deve essere il soggetto promotore e coordinatore dell’iniziativa, perché il diritto all’infanzia e il sostegno alle famiglie non possono essere demandati esclusivamente al mercato o lasciati alle sole possibilità economiche dei cittadini”.

Per questo Empoli in Azione propone la nascita di un progetto sperimentale pubblico, sostenuto attraverso collaborazioni con il terzo settore, le fondazioni bancarie, il mondo cooperativo e altri soggetti interessati a contribuire alla sua sostenibilità economica e organizzativa. "Siamo pienamente consapevoli che con le esclusive risorse proprie del Comune probabilmente questo tipo di operazione non sarebbe sostenibile, ma con accordi, partecipazioni e collaborazioni da sviluppare sulla base appunto di un progetto pilota, potrebbe essere verificata la sostenibilità di un modello e l’effettiva risposta della cittadinanza alla proposta a fronte di costi sostenibili per tutti, e proporzionati al reddito dei richiedenti".

Non parliamo di un servizio di lusso, ma di una nuova infrastruttura sociale necessaria per una città moderna”. L’obiettivo, conclude Ferrara, è duplice: sostenere le famiglie e rendere Empoli una città capace di attrarre e trattenere professionalità fondamentali.

Se non vogliamo che Empoli perda insegnanti, medici, infermieri, operatori sanitari, personale delle forze dell’ordine e tanti altri lavoratori indispensabili, dobbiamo creare servizi adeguati ai tempi in cui viviamo. Un progetto pubblico di asili nido h24 significherebbe più tutela della comunità, più parità di genere, più libertà per le famiglie e una città più giusta, moderna e vicina ai bisogni reali delle persone”.


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