
Il sindacato: "Casi del genere non sono isolati, è urgente la convocazione di un tavolo prefettizio per analizzare la situazione nel settore"
Venerdì a Scandicci un gruppo di ispettori del lavoro è stato aggredito mentre svolgeva un controllo in un cantiere edile. Un atto grave, vile, che colpisce direttamente chi ogni giorno lavora per garantire il rispetto delle regole, della sicurezza e della dignità dei lavoratori.
Condanniamo con fermezza questa aggressione: casi del genere non sono isolati e non possono essere minimizzati. Chi alza le mani contro un ispettore alza le mani contro l’intera comunità dei lavoratori onesti e delle imprese che rispettano le regole.
Il settore edile resta uno dei più a rischio e, nonostante i proclami, rischia di rimanere terra di nessuno perché:
1. Salute e sicurezza ignorate: DPI assenti, formazione mancante, cantieri aperti senza le minime condizioni di sicurezza. Il risultato sono infortuni e morti che potevano essere evitati.
2. Illegalità diffusa e catena degli appalti: subappalti a cascata, cooperative fittizie, lavoro nero e caporalato. Ogni anello della catena scarica il rischio su chi sta più in basso, fino all’operaio in cantiere.
Quando i controlli arrivano, danno fastidio. Perché mettono in luce un sistema che su illegalità e sfruttamento costruisce profitti facili. Serve una risposta forte e immediata, per tutelare gli ispettori che hanno sempre più responsabilità individuali e poche tutele, e un’alta esposizione al rischio. Oltre a chiedere più ispettori e più risorse per i controlli, perché non si contrasta l’illegalità con organici ridotti all’osso. Serve lo stop alla catena degli appalti senza responsabilità e chi subappalta deve rispondere in solido per salari, contributi e sicurezza. Occorre poi l’applicazione integrale del Contratto nazionale edile come condizione per lavorare nei cantieri pubblici e privati.
Visto che questo succede nella nostra Firenze è urgente la convocazione di un tavolo prefettizio per analizzare la situazione legalità nei cantieri edili, per una task force di supporto all’attività ispettiva.
Da una parte ci sono le imprese serie, i lavoratori, i tecnici e gli ispettori che vogliono un settore trasparente. Dall’altra ci sono chi specula sulla pelle delle persone e chi usa la violenza per fermare i controlli. Non faremo un passo indietro. La legalità nei cantieri non si negozia. La sicurezza non è un costo, è un diritto. Il rispetto del contratto non è un favore, è un obbligo. Ai colleghi aggrediti va tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno. Continueremo a fare il nostro lavoro nei cantieri, a fianco dei lavoratori, perché è lì che si difende la dignità del lavoro.
Nessun silenzio, nessuna resa. La legalità si costruisce ogni giorno, mattone dopo mattone.
Giulia Bartoli, segretaria generale Fillea Cgil Firenze
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