
In studio Giulia Doretti e Luca Bracali raccontano il funzionamento della rete idrica, dal prelievo alla distribuzione nelle abitazioni
Continua la rubrica su Radio Lady con il nuovo appuntamento di Acque in Diretta. In studio sono intervenuti Giulia Doretti, responsabile reti e impianti idrici di Acque Spa, e Luca Bracali, responsabile reti e impianti idrici dell'Empolese Valdelsa.
Questo nuovo spazio, dedicato al servizio idrico di Acque in onda ogni giovedì alle ore 12.15, nasce dall'esigenza dell'azienda di dialogare con le cittadine e i cittadini e approfondire cosa si nasconde dietro al semplice gesto di aprire il rubinetto. Quello di oggi è solo uno di tanti appuntamenti, che vedranno protagonisti ospiti e responsabili dell'azienda.
L'intervista su Radio Lady
La puntata si è concentrata sul viaggio dell'acqua attraverso la rete idrica: come funziona e come arriva l'acqua nelle nostre case. "Dietro ogni goccia d'acqua che esce dai nostri rubinetti c’è un lavoro molto complesso – ha spiegato Doretti –. È un lavoro che parte dal prelievo dell’acqua, che nel caso di Acque avviene tramite pozzi, ma anche sorgenti, corsi d’acqua e fiumi. L’acqua così prelevata viene trattata con metodologie più o meno complesse, a seconda delle condizioni iniziali, per renderla potabile e batteriologicamente sicura attraverso sistemi di disinfezione. Solo dopo viene immessa nella rete idrica e raggiunge le nostre case".
Il processo di potabilizzazione avviene attraverso circa 160 impianti gestiti da Acque. Per quanto riguarda Empoli e le zone limitrofe, "la rete idrica è alimentata principalmente da una sola centrale - ha spiegato Bracali -. Esistono altre piccole centrali nelle aree più periferiche, ma quella situata accanto allo stadio di Empoli produce quasi il 90% dell’acqua distribuita". L'acqua viene prelevata dai pozzi vicini alla centrale, nell'area del parco di Serravalle.
Tra le curiosità affrontate durante la trasmissione anche quella relativa alla distribuzione dell'acqua e al mantenimento della pressione nelle abitazioni. "L'acqua viene prelevata, depurata e poi spinta tramite pompe verso un deposito, solitamente posto in altura - ha spiegato Bracali -. Da lì il deposito rilascia l'acqua per gravità, permettendo di mantenere la pressione nelle case. Altrimenti l'acqua non uscirebbe dai rubinetti".
Con il passare degli anni e l'avanzare delle tecnologie, anche gli impianti di distribuzione idrica si sono evoluti. "È cambiato tutto: dalle pompe, oggi molto più efficienti, ai sistemi di telecontrollo. In ogni centrale monitoriamo portata e pressione, grazie a punti di misura dislocati lungo tutta la rete. In questo modo possiamo individuare aumenti anomali di portata o cali di pressione e capire se ci sono guasti o perdite, spesso ancora prima delle segnalazioni dei cittadini".

Proprio sulle perdite si è soffermato Bracali: "Spesso le perdite sono occulte, ed è proprio in questi casi che si verificano le dispersioni più ingenti. Si parte dall'individuazione delle aree con cali di pressione, poi si procede con la ricerca puntuale del guasto. Molto spesso questi interventi vengono effettuati di notte, perché utilizziamo strumenti che ascoltano i rumori e nelle ore notturne ci sono meno interferenze dovute al traffico e alla città". Le perdite, ha aggiunto, "sono continue: ogni giorno ci sono situazioni da affrontare e risolvere".
Si è parlato anche delle principali criticità del territorio. "Le aree collinari hanno maggiori problemi di approvvigionamento - ha spiegato Bracali - perché portare l'acqua in pressione nelle zone più alte richiede pressioni molto forti a valle, con il rischio di danneggiare le utenze più vicine. Nel nostro territorio il problema principale resta comunque la disponibilità della risorsa idrica: i pozzi hanno una durata limitata, vanno mantenuti e spesso devono essere sostituiti con nuovi impianti".
Per questo motivo vengono monitorati costantemente i livelli delle falde acquifere. "In estate, quando i livelli si abbassano, abbiamo meno acqua disponibile. Per far fronte alla situazione sfruttiamo le interconnessioni con altri comuni e altre zone. Più la rete è interconnessa, maggiore è la sicurezza idrica dal punto di vista della quantità d'acqua disponibile".
Sul tema delle interruzioni idriche è intervenuta Doretti: "Le interruzioni possono essere di due tipi: programmate, per consentire interventi su reti e impianti e sempre comunicate da Acque, oppure dovute a guasti improvvisi, sia come causa diretta del disservizio sia per permettere le riparazioni". In questi casi, ha spiegato, sono attivi canali social informativi e un call center dedicato. "Abbiamo inoltre un servizio di reperibilità attivo 24 ore su 24 per rispondere alle esigenze dei cittadini".
Fondamentale anche la manutenzione preventiva, necessaria per garantire il corretto funzionamento della rete e il rispetto dei parametri di qualità del servizio.
Si tratta di un lavoro complesso che coinvolge un grande numero di persone. "Sono circa 110 gli addetti alla manutenzione su tutto il territorio - ha concluso Doretti - a cui si aggiungono le imprese collegate e le squadre operative interne all'azienda. Dietro il servizio idrico lavorano davvero tante persone".
In chiusura, l'invito a non dare per scontato il grande lavoro che si nasconde dietro il semplice gesto di aprire un rubinetto e a considerare l'acqua come un bene prezioso da non sprecare, soprattutto alla luce dei cambiamenti climatici che stiamo affrontando.







