Allarme sicurezza a Empoli, il centrodestra: "Situazione fuori controllo, amministrazione tace"

In conferenza stampa Fratelli d'Italia, Forza Italia ed Empoli del Fare chiedono maggiore attenzione all'ordine e alla sicurezza pubblica del territorio empolese, pubblica sul territorio empolese, con particolare attenzione al centro storico e alle vie limitrofe


"Siamo giunti a una situazione che supera il limite della tolleranza e la cittadinanza non accetta più il leitmotiv di 'Empoli città sicura' o della 'semplice percezione soggettiva'". Così si è aperta la conferenza stampa del centrodestra empolese che oggi, 28 maggio 2026, ha presentato una situazione definita "ormai insostenibile" sul fronte della sicurezza e dell'ordine pubblico nel centro di Empoli.

Presenti alla conferenza Danilo Di Stefano, consigliere comunale di Fratelli d'Italia Empoli; Maurizio Ceccarini, membro del coordinamento di Fratelli d'Italia Empoli; Claudia Ghezzi, capogruppo in consiglio comunale di Empoli del Fare; Alessandra Campagna, coordinatrice di Azzurro Donna; e Nicola Nascosti, dirigente regionale di Forza Italia.

Il tema della sicurezza e dell'ordine pubblico, come sottolineato più volte nel corso della conferenza stampa, è sempre più al centro del dibattito pubblico. Tra gli episodi ricordati dal centrodestra figurano il recente accoltellamento di un 19enne in centro a Empoli e la rapina a mano armata avvenuta lo scorso 15 maggio in un negozio di via Roma.

"Ciò che ci ha convinti, come coalizione di centrodestra, a convocare questa conferenza è stato uno degli ultimi post del gruppo 'Sei di Empoli se...', in cui veniva denunciato che una famiglia empolese era stata avvicinata in pieno centro, in orario serale, da persone che avrebbero proposto l'acquisto di droga davanti a una bambina di cinque anni - ha dichiarato Di Stefano -. Il centro di Empoli, la sera dopo le 21, è desolato ed è popolato solo da personaggi dediti ad attività illegali, e questo è un dato di fatto. Parte del centro storico ha cambiato la propria natura".

"È una situazione che ci viene segnalata dai cittadini: come forze politiche di opposizione non possiamo più tacere di fronte a questa situazione - ha proseguito Di Stefano -. Laddove tutti dicono che la città va in una certa direzione, l'unico attore che, nonostante le leggi nazionali attribuiscano al sindaco competenze in materia di sicurezza urbana, continua a tacere è l'amministrazione comunale".

Di Stefano ha poi posto l'attenzione sull'organizzazione della polizia municipale: "Se in città omologhe per numero di abitanti, come Scandicci o Sesto Fiorentino, il numero di agenti della polizia locale si attesta sulle 40-50 unità, a Empoli, da quando esiste l'Unione dei Comuni, le unità sono scese da 40 a 12. Questo vuol dire - ha commentato - che il modo in cui è stata centralizzata la gestione della polizia municipale dell'Unione, che conta complessivamente 95 uomini, non garantisce una visione della sicurezza tale da organizzare il servizio quando le necessità lo richiedono. Chiediamo maggiore attenzione all'ordine e alla sicurezza pubblica sul territorio comunale e che finisca il silenzio del grande assente: l'amministrazione comunale".

"La situazione non è più sostenibile per nessuno, per le famiglie come per i ragazzi e gli adolescenti - ha dichiarato Alessandra Campagna -. Si sente parlare di bande di ragazzini che colpiscono e picchiano altri giovani. Empoli era una città ricca e oggi soffre la presenza di persone che arrivano da fuori senza lavoro e vivono alla giornata, tra spaccio e furti. Non è l'Italia di pochi anni fa, non è più pensabile camminare da soli la sera. Dobbiamo far fronte a questa situazione, che è pericolosa per tutti".

"Questa Amministrazione si deve rendere conto che non si contrasta il degrado e la micro criminalità attraverso inaugurazioni e tagli di nastri, che non si evita il degrado togliendo le panchine che poi mancano alla collettività - ha commentato Claudia Ghezzi -. Ci vogliono regole e personale per farle rispettare".

"A Empoli non ci sentiamo più sicuri - ha aggiunto Nicola Nascosti -. Non è una questione di percezione. Ci sono diversi episodi, tra cui l'accoltellamento e la rapina a mano armata, che dimostrano un'oggettiva sottovalutazione del problema da parte dell'amministrazione. Gli strumenti ci sono ma non vengono richiesti: l'operazione ‘'Strade Sicure' è una di queste. Lo stesso sindaco siede nel Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, dove si discute anche dell'utilizzo della polizia municipale con funzioni di tutela dell'ordine pubblico. Sono preoccupato perché, in certe ore del giorno, non ci si sente più sicuri come una volta".

Secondo Nascosti, uno dei modi per contrastare e prevenire questi episodi sarebbe effettuare un censimento dei residenti effettivi del centro storico e delle vie limitrofe. "Così facendo - ha spiegato - si potrebbe verificare se i residenti vivono realmente lì oppure altrove", ricordando che, in occasione dell'evacuazione per la bomba, il Comune aveva ammesso che una parte dei cittadini stranieri residenti nel centro storico ospitava altre persone "non registrate nelle liste ufficiali". Secondo il Centrodestra, conoscere gli irregolari potrebbe aiutare a prevenire il ripetersi di certi reati. "Questo censimento non può farlo il governo ma il Comune, per comprendere i movimenti all’interno del centro, ed è un obbligo dell'amministrazione", ha aggiunto.

Infine, Nascosti ha affrontato anche il tema dell'accoglienza: "L'accoglienza è sostenibile quando non crea disequilibri sociali", ricordando che il presunto autore della rapina del 15 maggio sarebbe un giovane ospite di un Centro di accoglienza straordinaria (Cas) di Fucecchio.

L'intenzione del centrodestra è quella di portare nuovamente la questione all'attenzione dei prossimi Consigli comunali.

Niccolò Banchi

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