Lucca, donna scomparsa da 14 anni: una segnalazione riapre il caso

Proseguono le ricerche del corpo di Rosita, 35 anni, donna di origine peruviana scomparsa nel 2012. Vigili del fuoco e Squadra Mobile impegnati nelle campagne di Farneta


A distanza di 14 anni si riapre il caso della scomparsa di Rosita, una 35enne di origine peruviana scomparsa nel novembre 2012 dalle campagne di Farneta. All'epoca la vicenda era stata archiviata come allontanamento volontario, ma dal 26 maggio le ricerche sono riprese dopo una nuova segnalazione arrivata in Procura, ritenuta rilevante dagli inquirenti. Nel registro degli indagati è stato iscritto, come atto dovuto, l'ex marito della donna, nell'ambito di un fascicolo che ipotizza i reati di omicidio e occultamento di cadavere.

Era il novembre 2012 quando Rosita lasciò l'abitazione sulle colline di Farneta, dove viveva con il marito e i figli, facendo perdere le proprie tracce e lasciando a casa il telefono cellulare. In un primo momento l'ipotesi prevalente fu quella dell'allontanamento volontario: secondo alcune testimonianze la donna era stanca della vita agreste insieme al marito, un connazionale poco più grande di lei che per la donna abbandonò il saio, continuando comunque a lavorare per i frati della Certosa. La donna manifestò l'intenzione di fare ritorno in Sudamerica, dove però non risultò mai arrivata. Dopo la denuncia dei familiari, preoccupati per la sua sorte, venne aperta un'inchiesta coordinata all'epoca dal sostituto procuratore Sara Polino e affidata alla Squadra Mobile. Il marito fu sentito più volte in questura, ribadendo sempre la stessa versione.

Nel corso delle indagini furono ascoltati diversi testimoni, tra cui alcuni frati della Certosa, e vennero effettuati accertamenti anche con scavi nell'area di via del Formentale, nei pressi del monastero. L'abitazione della coppia fu perquisita, ma non emersero elementi concreti tali da sostenere altre ipotesi e il fascicolo venne successivamente archiviato.

A riaprire il caso sarebbe stata una nuova segnalazione, contenuta in una missiva dettagliata inviata in Procura, che avrebbe indicato alcuni punti della zona dove concentrare le verifiche, tra cui un'area boschiva e una grotta nei pressi della Certosa. Sulla base di questi elementi il pubblico ministero Enrico Corucci ha disposto nuovi accertamenti, affidando le indagini alla Squadra Mobile diretta dal vice questore Rossana Di Laura.

Le ricerche sono riprese nei giorni scorsi con l'impiego del nucleo speleo-alpino-fluviale dei vigili del fuoco, mezzi meccanici e unità cinofile, inclusi cani molecolari. Le operazioni si sono concentrate in più punti della zona collinare, ma non hanno al momento dato esito. Le attività sono state temporaneamente sospese e potrebbero riprendere con ulteriori verifiche in altre aree del territorio.

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