Giani al terzo posto tra i presidenti che 'parlano' meglio sui social

(Foto da Facebook, Eugenio Giani presidente Regione Toscana)

La Regione Toscana si conferma all’undicesimo posto nella classifica nazionale. Lo dice DeRev


La Toscana resta indietro nella comunicazione istituzionale sui social, mentre Eugenio Giani consolida la propria presenza personale. È quanto emerge dal report 2026 di DeRev, società specializzata in strategia e comunicazione digitale, che analizza l’efficacia social delle Regioni italiane e dei presidenti di Regione.

La Regione Toscana si conferma all’undicesimo posto nella classifica nazionale, mantenendo il piazzamento dello scorso anno ma mostrando un lento arretramento rispetto al passato: era nona nel 2022 e decima nel 2023 e 2024. A pesare, secondo il report, è soprattutto la difficoltà di coinvolgere i cittadini sui social network. Il tasso medio di engagement della Toscana si ferma infatti allo 0,08%, uno dei più bassi d’Italia, mentre la crescita dei follower appare limitata rispetto alle regioni più dinamiche.

Il report prende in esame Facebook, Instagram, TikTok e X nel periodo compreso tra il 13 maggio 2025 e il 13 maggio 2026, valutando presenza sulle piattaforme, ampiezza delle community, frequenza di pubblicazione e capacità di coinvolgere gli utenti.

A dominare la classifica è ancora una volta la Lombardia, al primo posto per il quinto anno consecutivo, seguita dalla Puglia e dal Friuli-Venezia Giulia, che registra la crescita più significativa grazie a un forte incremento dell’interazione online.

Diversa invece la situazione sul fronte personale del presidente Eugenio Giani. Nella graduatoria dedicata ai governatori, il presidente toscano conquista il terzo posto nazionale, alle spalle di Roberto Fico e Antonio Decaro. Giani può contare su oltre 425 mila follower e su un engagement del 2,61%, dato nettamente superiore a quello fatto registrare dagli account istituzionali della Regione Toscana.

Secondo Roberto Esposito, ceo di DeRev, “quando la comunicazione personale del presidente cresce in modo autonomo rispetto a quella istituzionale il rischio è che il dialogo con i cittadini resti legato alla figura politica più che all’Ente”.

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