Sindacati proclamano stato di agitazione nella sanità toscana

Cisl-Fp, Fials, Nursind, Nursing Up: "La Regione non può sottrarsi al confronto sull’applicazione del Contratto nazionale". Chiesta procedura di 'raffreddamento': se non avrà esito, annunciata manifestazione


Stato di agitazione nel comparto della sanità toscana. A proclamarlo sono state oggi le Segreterie regionali di Cisl-Fp, Fials, Nursind e Nursing Up, "di fronte al rifiuto da parte dell’Assessorato regionale alla Salute - si legge in una nota dei sindacati - di confrontarsi sull’applicazione in Toscana del contratto nazionale Sanità 2022-2024 sottoscritto dalle quattro sigle".

L’annuncio è stato dato questa mattina in una conferenza stampa a Firenze dai segretari generali regionali dei quattro sindacati, Andrea Nerini (Cisl-Fp), Massimo Ferrucci (Fials), Giampaolo Giannoni (Nursind) e Nicola Lunetti (Nursing Up).

Contestualmente partirà anche la richiesta alla Prefettura di avviare la procedura di 'raffreddamento', con la possibilità di conciliazione; qualora le procedura non producesse risultati concreti, le organizzazioni sindacali hanno annunciato fin da ora una manifestazione davanti alla sede dell’Assessorato regionale alla Salute e non escludono ulteriori iniziative di protesta, fino alla proclamazione dello sciopero della sanità pubblica in Toscana.

Da mesi le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto nazionale, viene spiegato da Cisl-Fp, Fials, Nursind e Nursing Up, chiedono "un tavolo di confronto regionale, come previsto dall’articolo 7 del CCNL, senza aver ricevuto alcuna disponibilità da parte dell’Assessorato". Il confronto richiesto – hanno spiegato i sindacati in conferenza stampa - riguarda "questioni strategiche per il futuro della sanità toscana e per le condizioni di lavoro delle professioniste e dei professionisti del servizio sanitario pubblico, tra cui:

la carenza di personale sanitario e l’attivazione di concreti percorsi di stabilizzazione;
i progetti di riorganizzazione collegati agli investimenti del PNRR;
la mobilità del personale tra le aziende sanitarie toscane;
il fondo incarichi, le progressioni economiche e le indennità professionali;
il fondo premialità e le condizioni di lavoro;
le linee di indirizzo per le prestazioni aggiuntive;
il pagamento degli arretrati dell’indennità di pronto soccorso per il 2025 e la relativa messa a regime per il 2026;
l’incremento delle risorse aggiuntive fino al limite massimo dell’1% del monte salari;
l’applicazione dell’articolo 11 della Legge 60/2019 (cosiddetto Decreto Calabria) relativamente alle risorse aggiuntive per gli anni 2022, 2023 e 2024".

Le organizzazioni sindacali "giudicano inaccettabile il rifiuto del confronto su temi così rilevanti, soprattutto in una fase in cui le difficoltà organizzative e la persistente carenza di personale stanno producendo effetti sempre più pesanti sia sulle lavoratrici e sui lavoratori della sanità pubblica sia sulla qualità dei servizi garantiti ai cittadini toscani".

"La Regione – ha detto il segretario generale Cisl Funzione Pubblica, Andrea Nerini - non può continuare a sottrarsi al confronto su questioni che riguardano il futuro del servizio sanitario regionale, le condizioni di lavoro degli operatori e il diritto dei cittadini a ricevere servizi sanitari adeguati. È necessario aprire immediatamente un tavolo di confronto e assumere decisioni concrete".

"La Regione deve comprendere che senza professionisti motivati, rispettati e valorizzati, non esiste alcun rilancio della sanità pubblica" ha affermato Nicola Lunetti, segretario generale Nursing Up. "Non esiste PNRR che tenga, non esiste casa di comunità, ospedale di comunità, medicina territoriale, riorganizzazione o innovazione digitale che possa funzionare se mancano le persone, se chi lavora è sfinito, se chi entra nel sistema dopo pochi anni se ne va, se chi resta viene trattato come un costo e non come la risorsa principale".

"Il personale infermieristico – ha spiegato il segretario regionale del NurSind Giampaolo Giannoni - già pesantemente in difficoltà a causa della situazione generale di abbandono della professione da parte di moltissimi professionisti, si trova ulteriormente penalizzato dall’immobilismo della Regione, che ha chiuso ogni relazione sindacale su temi particolarmente cari agli infermieri. Basti pensare all'indennità di pronto soccorso, alle risorse del 2025 e del 2026 che aspettano di essere assegnate e più in generale a tutto il sistema di valorizzazioni che potrebbe dare risposte importanti alle legittime richieste del personale".

"Fials – ha affermato il segretario generale toscano, Massimo Ferrucci - ritiene inaccettabile la negazione del confronto, da parte della Regione Toscana con i firmatari del contratto nazionale Sanità 2022/24 sui temi ivi previsti. Rivendichiamo tale confronto per fornire risposte alle carenze di personale che si sono aggravate anche alla luce della apertura delle Case di Comunità e alla assegnazione delle risorse e la definizione di indirizzi per la contrattazione integrativa collettiva aziendale".

Fonte: Cisl Toscana


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