Redazionale magazine

La radioterapia e le sue applicazioni: Ecomedica Empoli ne parla su Radio Lady

L'intervista ai professionisti del poliambulatorio, tra tecnologie all'avanguardia e lavoro di équipe nel trattamento di tumori e di patologie benigne


Che cos'è la radioterapia, quali sono i campi di utilizzo, come funziona il lavoro dell'équipe affiancato alla tecnologia dalla precisione chirurgica. Una panoramica del settore quella emersa dall'intervista su Radio Lady dei professionisti di Ecomedica Poliambulatorio di Empoli, parte di Ergéa Group, ospiti ai microfoni di Irene Rossi. Focus dell'appuntamento, che si può riascoltare e rivedere di seguito, la "Radioterapia e le sue varie applicazioni" affrontato dagli ospiti in studio Francesca Giannetti, medico radioterapista, Gabriella Pastore fisico medico e Daniele Giannoni, tecnico di radiologia, in servizio nel reparto di radioterapia di Ecomedica diretto dal dottor Alessandro Fanelli.

L'intervista completa: il video

"La radioterapia, il bisturi che non si vede"

"La radioterapia è uno dei tre pilastri per la cura dei tumori, insieme all'oncologia e alla chirurgia", spiega la dottoressa Pastore. "Come dice la parola stessa, la radioterapia utilizza le radiazioni come cura, in particolare le radiazioni ionizzanti. Vogliamo tranquillizzare chi ci ascolta in merito ai trattamenti: se sono controllate, le radiazioni sono nostre alleate e non dobbiamo averne paura. Mi piace immaginare la radioterapia come un fascio di luce ad alta energia: il bisturi invisibile. Dietro a questa terapia ci sono una tecnologia avanzata e un incredibile lavoro di équipe. Le macchine che governiamo hanno una precisione millimetrica, tale da distruggere i tumori risparmiando i tessuti sani circostanti, esattamente come fa il chirurgo".

Il fisico medico in forze all'Ecomedica rassicura: "Non solo siamo precisi, ma riusciamo anche a vedere cosa andiamo a colpire prima di farlo. Queste macchine 'hanno gli occhi' perché integrano a bordo la TAC o la risonanza magnetica. È tutto iper-controllato e calcolato al millimetro". A dirigere gli strumenti c'è il lavoro di squadra: "Il medico pensa alla terapia migliore per il paziente e il fisico la elabora. Uno è la mente e l'altro è il braccio", spiega Pastore in merito alla sua specializzazione. "Calibriamo le macchine ed eseguiamo numerosi controlli giornalieri insieme ai tecnici. Ogni giorno, prima che il paziente inizi il trattamento, il piano che sarà erogato viene verificato e testato".

Altri campi di applicazione

"La radioterapia è una via di mezzo tra l'oncologia e la radiologia classica", spiega la dottoressa Francesca Giannetti, medico radioterapista. "Ci integriamo con queste branche nella cura dei tumori, con l'obiettivo di offrire al paziente un approccio multidisciplinare e personalizzato. Cerchiamo di curare molto anche la parte umana del rapporto medico-paziente, offrendo il supporto emotivo e psicologico necessario per fronteggiare la malattia".

Sul fronte tecnologico, la dottoressa sottolinea: "Per noi è fondamentale disporre di strumenti sempre avanzati. Nella radioterapia, la tecnologia a supporto delle capacità del singolo professionista, determina il 90% della qualità della cura, sia in termini di precisione ed efficacia, sia per quanto riguarda la qualità della vita. È vero che dobbiamo curare il tumore, ma dobbiamo anche far sì che il paziente stia bene. C'è poi un'altra applicazione del tutto nuova in Italia applicata alle patologie benigne come artrosi, tendiniti e infiammazioni delle articolazioni: siamo andati in Germania con un gruppo di colleghi per studiare questo aspetto della Radioterapia, ed in Ecomedica è già realtà".

"I pazienti che non possono sottoporsi a un intervento chirurgico a causa di altre comorbidità possono trovare un grande beneficio nel trattamento radioterapico. In Germania questo tipo di applicazione si esegue da circa quarant'anni; in Italia è meno conosciuta, ma siamo stati tra i primi a metterla in atto, effettuando sedute sia per patologie della mano che del ginocchio, con ottimi riscontri".

"Su questo tema abbiamo organizzato un incontro con i medici di famiglia per sensibilizzarli su una parte della radioterapia che è oggettivamente poco nota", aggiunge la dottoressa Giannetti. "Siamo aperti a qualunque domanda, sia tramite il nostro sito internet che attraverso la segreteria, per valutare insieme ai pazienti quali casi possano beneficiare di questo tipo di trattamento".

"L'aspetto umano è fondamentale"

A sottolineare l'importanza della presa in carico dei pazienti, tra precisione tecnica e approccio relazionale, è il tecnico di radiologia Daniele Giannoni: "Dopo la visita del medico, siamo noi la figura che il paziente vede di più durante la terapia". Per questo si crea un legame, "ed è la parte più bella di questo lavoro. La prima volta le persone affrontano un grande ventaglio di emozioni tra paura, ansia, tensione e a volte rabbia. Il nostro compito è capire in un paio di minuti chi abbiamo davanti e cosa prova: dobbiamo trovare un approccio che sia un compromesso tra la rigorosità professionale e l'empatia. Siamo tecnici, sì, ma l'aspetto umano e la capacità di mettere a proprio agio il paziente sono fondamentali per la corretta esecuzione del trattamento; per questo cerchiamo di creare un ambiente sereno, alleggerendo la tensione anche attraverso la musica".

Giannoni introduce poi il workflow della terapia, ricordando che Ecomedica di Empoli "è stato uno dei primi centri in Italia ad utilizzare la risonanza magnetica al posto della TC per il centraggio del paziente" con vantaggi "innanzitutto sulla salute e da un punto di vista clinico". Il tecnico spiega infatti: "Dopo la prima visita medica, il paziente esegue la TC o la risonanza di centraggio". Un passaggio fondamentale che "serve al fisico medico per creare il piano di trattamento e a noi tecnici per poter riposizionare il paziente sempre nella stessa identica posizione, garantendo una precisione millimetrica". Questa innovazione tecnologica è sostenuta "dal direttore, il dottor Fanelli, che promuove l'attività scientifica della struttura, stimolando l'équipe a sviluppare annualmente progetti di ricerca presentati poi a congressi nazionali e internazionali".

Completata la pianificazione da parte del fisico medico, il workflow prosegue con la prima seduta di radioterapia. Tra i primati a livello nazionale in questa fase, "siamo stati il primo centro in Italia ad utilizzare un riconoscimento biometrico del paziente". All'ingresso nel bunker, spiega il tecnico, "il sistema identifica in automatico il paziente e inserisce i suoi dati, il piano di cura e i relativi mezzi di immobilizzazione personalizzati, garantendo elevati standard di sicurezza procedurale". Dopo il posizionamento sul lettino, il flusso operativo prevede un ulteriore controllo prima di erogare il fascio: "Il sistema effettua una TC a bassissima dose che andiamo a confrontare e a matchare con quella di centraggio; a quel punto il lettino esegue degli spostamenti millimetrici necessari per essere accurati sul target e inizia la terapia". Il trattamento, rassicura infine Giannoni, è breve e indolore: "Le sessioni sono rapide e gli eventuali effetti collaterali a lungo termine, tipici dei trattamenti che prevedono, sono ampiamente prevedibili, minimi e costantemente monitorati fino alla loro completa risoluzione".

Ecomedica Poliambulatorio - Ergéa Centri Medici

Via Luigi Cherubini 2 - 50053 - Empoli (FI)

Telefono: 0571 99281

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