L'empolese Alessio Arzilli debutta sul grande schermo con "Non è un paese per single"

Il debutto dell'attore empolese Alessio Arzilli in "Non è un paese per single": una storia di crescita, amicizie nate sul set e aneddoti.


Non è un paese per single” è il titolo della commedia romantica che ha visto recitare l’empolese Alessio Arzilli. Il film è ambientato in un piccolo borgo toscano chiamato Belvedere in Chianti, dove l’atmosfera è magica, tutti, o almeno, quasi tutti, sono alla ricerca dell’amore, di una persona da avere al proprio fianco,. Un lungometraggio che parla di amore, di aspettative, racconta la vita della provincia e il desiderio di chiunque di sentirsi accettati e trovare il proprio posto.

Interpretare un personaggio genuino, semplice, concreto, è questa la sfida vinta da Alessio per dare vita al personaggio di Roberto, il volto buono e concreto di Laura Chiassone, regista. Questo ruolo ha colpito subito l’attore per la sua straordinaria umanità e la capacità di esserci sempre per la protagonista Elisa: “Quello che mi ha colpito subito di Roberto è stata la sua dolcezza. Si innamora della protagonista e cerca di avvicinarsi a lei con la sua spontaneità, anche con una certa goffaggine. Però non volevo che diventasse ridicolezza. Roberto non vive il rifiuto con cattiveria, mantiene uno sguardo buono sulle persone”, dice Alessio.

Nonostante la classica tensione che precede il ciak, l’esperienza si è rivelata un momento di grande crescita professionale e personale: “E’ stato un set molto accogliente, ho avuto la possibilità di confrontarmi con attrici di grande esperienza come Matilde Gioli, attrice generosissima – ci racconta Alessiopiù che solo un’esperienza lavorativa, per me è stato anche un incontro umano molto bello”.

Per l’attore si tratta di un debutto assoluto in una grande produzione: “E’ stata la mia prima esperienza su una piattaforma così importante e con un riscontro così grande” racconta. Alle spalle però c’era già molta gavetta tra cortometraggi, teatro e cinema indipendente, di recente infatti lo abbiamo visto co-protagonista nel film drammatico “Le sorelle”, di Francesco Lezzi, ed è proprio nel suo passato che è nata la chiave per interpretare il nuovo personaggio. Per dare vita a Roberto, infatti, rivela di essersi ispirato a un vecchio ruolo teatrale che aveva la sua stessa ingenuità e lo stesso sguardo sognatore.

Dietro l’assegnazione del ruolo c’è un retroscena curioso: “Per il self-tape sono andato a Radda in Chianti da un amico in un’azienda agricola. Mi sono fatto prestare i vestiti da lui e abbiamo girato tra le colline. Ci tenevo troppo”. Un’energia che si è trasferita nel set, dove si è creato un clima spontaneo. “Con Matilde Gioli abbiamo giocato molto nelle scene, alcune reazioni sono nate fuori copione. E’ un’attrice generosa, una fortuna averla conosciuta”.

Oltre alla complicità non sono mancati i grandi insegnamenti. “Porto nel cuore i confronti con Cecilia Dazzi, che mi ha dato consigli e regalato bellissime parole”. Un’esperienza che ha lasciato anche legami veri. “Ho conosciuto attori bravissimi e alcuni sono diventati amici. Alla fine, queste sono le cose migliori”.

Il bilancio finale di questa avventura non può che essere positivo: “Lavorare con una produzione di questo livello, e su un personaggio così giocoso, è stata un’esperienza preziosissima”.

Teresa Vitrano

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