Sanità a Montopoli in Val d’Arno: oltre 50 cittadini chiedono prossimità delle cure

Si è svolto a montopoli l’incontro dedicato alla prossimità delle cure e il libero accesso al SSR. Dopo la PEC alla Regione e l'incontro con la Sindaca, i residenti delle frazioni si organizzano: "Non è un problema nuovo, è un problema ignorato"


Più di cinquanta persone hanno partecipato all'incontro pubblico del 4 giugno a Capanne per discutere della disparità di accesso ai servizi sanitari che vivono quotidianamente. Un'iniziativa apartitica e civica che ha presentato 28 testimonianze rappresentative delle difficoltà giornaliere. "Non abbiamo riportato opinioni o convinzioni, ma fatti reali", sottolineano i promotori.

"Non siamo anonimi e non è un appuntamento al buio", precisano Barbara e Antonio, promotori dell'iniziativa insieme ad altri concittadini. "Siamo residenti che vivono sulla propria pelle le difficoltà di accesso alla sanità. Usufruiamo del Servizio Sanitario Regionale a prescindere da come si vota: siamo cittadini toscani, ma riceviamo trattamenti diversi".

Per chi abita a Casteldelbosco o Marti, ma anche a Capanne, San Romano e perfino Castelfranco, l'ospedale di Pontedera è raggiungibile in 5-15 minuti, mentre Empoli richiede 17-28 minuti – FIPILI permettendo. Eppure, i cittadini vengono spesso indirizzati verso strutture più lontane, come il Mugello, Firenze Sud o Arezzo. Le testimonianze parlano chiaro: ambulanze che non possono portare i pazienti all'ospedale più vicino, prenotazioni negate, anziani costretti a viaggi estenuanti per cure croniche o oncologiche, trasporti sanitari annullati e a carico dell’utente.

L'iniziativa ha seguito un iter istituzionale: il 14 dicembre 2025 è stata inviata una PEC alla Regione Toscana, alle ASL e al Comune; il 22 gennaio 2026 c'è stato un incontro con la Sindaca e la Vice-Sindaca; dopo nessuna risposta, finché il 4 giugno l'incontro pubblico.

"Non è un problema nuovo: è un problema ignorato", sottolineano i cittadini. "Già nel 2016-2018 esisteva un accordo con l'ASL Toscana Nord-Ovest, poi non rinnovato. A marzo 2025 la Regione ha sottoscritto accordi di confine tra ASL Centro e ASL Sud-Est per26 comuni, applicando il principio di prossimità. Perché gli stessi principi non valgono per Montopoli? Ci sentiamo discriminati nell'esercizio dei nostri diritti fondamentali". Da qui abbiamo cercato Roebrta Salvadori e Lara Reali che si sono attiate in merito.

L’accordo di confine che chiediamo è analogo a quello già stipulato per gli altri 26 comuni della Toscana. Chiediamo misure transitorie immediate per i pazienti più fragili nell'attesa dell'accordo” sostiene Barbara Bini promotore del gruppo che si costituirà in comitato.

L'iniziativa è stata apartitica e aperta a tutti i cittadini. I promotori annunciano che il percorso non si ferma qui: "Prevediamo di incontrarci nuovamente a breve per costituirci in modo formale e modulare al meglio le prossime azioni da intraprendere insieme”.

Roberta Salvadori, coorganizzatrice dell’incontro, ha dichiarato: "L’incontro è stato un momento importante: una sala gremita, tanta partecipazione, tante voci che finalmente hanno trovato uno spazio di ascolto. È l’impegno che amo, quello che nasce dai bisogni reali delle persone e non dalle dinamiche interne. Ne abbiamo parlato con Marco Stella, in qualità di consigliere regionale di minoranza di Forza Italia, che si è reso immediatamente disponibile ad ascoltare e prendere in carico il problema dei cittadini. Lo ringrazio sinceramente per la presenza e per l’impegno. Desidero anche chiarire un punto: sono stata cercata dai cittadini perché non erano stati ascoltati da nessuno, né a livello locale né regionale. Il nostro intervento nasce proprio da questo vuoto di risposte istituzionali. Per questo procederemo con una interrogazione in Consiglio regionale e con mozioni dedicate a favorire l’accordo di confine, così da garantire percorsi sanitari più equi e coerenti con le esigenze del territorio. E proprio perché questa richiesta nasce da un’esigenza fisica, concreta, quotidiana, chiederemo la condivisione anche alle altre forze politiche. Quando si parla di salute e di accesso ai servizi, non esistono bandiere: esistono persone. Continueremo a lavorare con serietà, ascolto e determinazione, perché la partecipazione di ieri ci conferma che questa è la strada giusta".

Fonte: Ufficio Stampa

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