
Il rettore contesta le nomine e parla di "lottizzazione del patrimonio culturale", Giuli replica: "Motivazioni pretestuose e deludenti"
Tomaso Montanari ha annunciato le proprie dimissioni dal Comitato scientifico delle Gallerie degli Uffizi, contestando le nomine del ministro Alessandro Giuli del nuovo consiglio di amministrazione del museo fiorentino. Lo storico dell'arte e rettore dell'Università per Stranieri di Siena ha spiegato la propria decisione durante la trasmissione Otto e mezzo, denunciando quella che considera una "lottizzazione" del patrimonio culturale. Secondo Montanari, il nuovo Cda sarebbe composto da figure scelte sulla base di appartenenze e percorsi politici piuttosto che per competenze specifiche nel settore museale. Non tarda ad arrivare la replica del ministro Giuli che giudica le motivazioni "pretestuose e decisamente deludenti, considerando la sua incompresa caratura intellettuale".
In una nota, lo storico dell'arte ha affermato di aver appreso dalla stampa il decreto di nomina del nuovo Cda degli Uffizi, nel quale - ha dichiarato - "si nominano il segretario alla presidenza del Consiglio già braccio destro di Brunetta, un professore universitario già direttore della fondazione Farefuturo di Fini, un ex candidato di Fi alla regione Toscana trombato. Si riempiono la bocca con 'nazione', ma qui c'è un cambio di consonante: 'fazione'. Si stanno prendendo tutto. Non si tratta di egemonia culturale, ma lottizzazione del patrimonio culturale".
"Come ciliegina e foglia di fico - prosegue la nota - siccome erano tutti maschi e nessuno sapeva niente di storia dell’arte, è stata nominata anche una storica dell’arte di rilievo, curatrice di un dipartimento del Metropolitan Museum di New York, che richiede spesso opere in prestito agli Uffizi, configurando così un possibile conflitto di interessi. Non si può governare così il patrimonio del Paese. È uno scandalo e io non posso far altro che dire ‘Non in mio nome’, dimettermi e denunciare pubblicamente quello che sta accadendo al patrimonio culturale della patria, distrutto dai patrioti".
Alle parole di Montanari ha replicato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha accolto con ironia le dimissioni citando Palmiro Togliatti: "Montanari se n'è ghiuto, e soli ci ha lasciato".
Giuli ha inoltre difeso le scelte effettuate per gli organismi di governance degli Uffizi, sottolineando il profilo tecnico e professionale dei nominati. In particolare ha richiamato la figura del segretario generale della Presidenza del Consiglio Carlo Deodato e quella della studiosa Carmen Bambach, descritta come una delle più autorevoli storiche dell'arte a livello internazionale.
Secondo il ministro, le critiche avanzate da Montanari non troverebbero riscontro nei curricula delle persone coinvolte e risulterebbero "pretestuose e decisamente deludenti".
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