Turismo e strutture ricettive: approvate le modifiche al Testo Unico

Via libera a maggioranza in consiglio regionale. Confermati gli obiettivi del Testo Unico, introdotte misure transitorie per strutture extra-alberghiere già attive all’entrata in vigore della norma e ampliata la platea dei Comuni che potranno regolamentare le locazioni turistiche brevi


Approvata in Aula a maggioranza la proposta di legge Strutture ricettive extra-alberghiere, professioni turistiche e somministrazione di alimenti e bevande nelle strutture alberghiere. Modifiche alla l.r. 61/2024 e alla l.r. 62/2018. Hanno votato a favore i gruppi del Pd, Casa Riformista, Avs e Movimento 5 stelle; contrari Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Modifica Testo unico turismo, Marras: "Più chiarezza ed equilibrio"

"Con questo provvedimento – dichiara l’assessore al turismo, Leonardo Marras – interveniamo in modo puntuale e pragmatico su alcuni aspetti del nuovo Testo unico, recependo le indicazioni della Corte costituzionale, introducendo ulteriori semplificazioni amministrative e risolvendo questioni interpretative che erano state segnalate da Comuni, operatori e associazioni di categoria. L’obiettivo è rafforzare un quadro normativo moderno, chiaro ed efficace, capace di sostenere la competitività del sistema turistico toscano e al tempo stesso garantire regole certe e uniformi".

Le principali novità

Tra le principali novità, viene spiegato in una nota della Regione Toscana, figura l’adeguamento della disciplina delle professioni turistiche alla sentenza n. 196 del 2025 della Corte costituzionale. La legge recepisce le formulazioni indicate dalla Corte in materia di maestri di sci e guide alpine. Viene inoltre introdotta la disciplina della nuova figura professionale dell’accompagnatore di media montagna.

Un altro capitolo rilevante riguarda la cessazione delle attività turistiche. La nuova legge chiarisce che la cessazione, sia comunicata dall’interessato che accertata d’ufficio, comporta la decadenza del titolo abilitativo o della comunicazione di avvio prevista dalla normativa. Ciò consentirà alle amministrazioni di aggiornare con maggiore efficacia elenchi e banche dati.

La legge interviene anche sulle locazioni turistiche brevi. Da un lato viene ampliata la platea dei Comuni nei quali potranno trovare applicazione i criteri e i limiti previsti dall’articolo 59 del Testo unico, estendendo gli strumenti di governo del fenomeno alle realtà caratterizzate da elevata pressione turistica. Importanti novità inoltre sul fronte della semplificazione amministrativa. Le comunicazioni di avvio, variazione e cessazione delle locazioni turistiche in forma non imprenditoriale saranno indirizzate direttamente agli Sportelli unici per le attività produttive (SUAP).

L’intervento più significativo è però la revisione delle disposizioni transitorie riguardanti le strutture ricettive che operano in immobili con caratteristiche di civile abitazione. La legge elimina l’obbligo di dimezzamento della capacità ricettiva per gli affittacamere e bed & breakfast esistenti alla data di entrata in vigore del Testo unico (9 gennaio 2025) e collocati nello stesso edificio, salvaguardando i diritti acquisiti dagli operatori già attivi. Viene inoltre chiarito che tali limitazioni non si applicano alle residenze d’epoca esistenti alla stessa data. Resta fermo il principio introdotto dal nuovo Testo unico e già ritenuto conforme dalla Corte costituzionale: le nuove strutture ricettive dovranno insediarsi esclusivamente in immobili con destinazione d’uso turistico-ricettiva.

Per venire incontro alle esigenze delle numerose strutture esistenti alla data di entrata in vigore del Testo unico (9 gennaio 2025) e alle sollecitazioni dei Comuni, si è stabilito che tali strutture siano esentate dall’obbligo, almeno finché non mutino le condizioni riguardanti l’esercizio dell’attività o la titolarità dell’immobile; viene però individuata una finestra temporale – fino al 30 giugno 2027 – entro la quale alle stesse strutture sarà garantita la possibilità di passare alla destinazione d’uso turistico-ricettiva anche in deroga agli strumenti urbanistici comunali.

Per accompagnare invece le strutture insediatesi in immobili residenziali successivamente all’entrata in vigore del Testo unico e fino al 30 giugno 2026 ad una transizione ordinata verso il mutamento della destinazione d’uso, favorendo l’operato delle Amministrazioni comunali e dando maggior respiro agli operatori, si prevede un termine differito al 31 dicembre 2027 per l’adempimento dell’obbligo.

"Abbiamo ascoltato con attenzione le osservazioni dei Comuni e degli operatori – conclude Marras – e costruito una soluzione che conferma gli obiettivi strategici della riforma, ma rende più graduale e sostenibile il percorso di adeguamento. Si tratta di un intervento che rafforza la certezza del diritto, semplifica le procedure e offre risposte concrete a chi investe e lavora nel turismo, senza rinunciare agli strumenti necessari per governare un settore sempre più importante per l’economia toscana".

Ordini del giorno ed emendamenti

Approvati all’unanimità due ordini del giorno presentati da Forza Italia. Il primo che impegna la Giunta a implementare e rafforzare le attività di Toscana Promozione Turistica volte alla promozione dell'accessibilità turistica, con particolare attenzione alla creazione ed al miglioramento di percorsi turistici alternativi destinati alle famiglie con persone con disabilità o ai singoli turisti con esigenze specifiche; a realizzare una campagna pubblicitarie dedicata e a coinvolgere le comunità turistiche locali nel monitoraggio della qualità e nella promozione delle infrastrutture accessibili, favorendo azioni coordinate per migliorare l'offerta turistica inclusiva della Regione Toscana.

Il secondo impegna la Giunta a verificare attraverso la Commissione consiliare competente con appositi approfondimenti e audizioni gli effetti del nuovo testo unico del turismo concludendo entro il dicembre 2026 i lavori. Illustrando l’ordine del giorno il consigliere Marco Stella ha auspicato la reazione di un apposito gruppo di lavoro. Un’idea apprezzata dalla presidente della commissione Sviluppo economico e rurale Brenda Barnini (Pd).

Approvati anche tre emendamenti al testo di legge presentati da Pd e Casa Riformista, che applica le condizioni di legge previste dal comma 3 articolo 3 della legge 61/2024 sia alle attività esercitate da persone fisiche sia alle attività esercitate in forma societaria o mediante altri soggetti collettivi; riguardo alle attività previste articolo 41 della legge 61 resta ferma la possibilità di procedere, entro il 30 dicembre 2027, “al mutamento della destinazione d’uso verso la destinazione turistico-ricettiva, anche in deroga alle previsione degli strumenti urbanistici comunali”.

Approvato anche alcuni emendamenti al testo della legge presentato da Forza Italia, primo firmatario Marco Stella; in particolare uno di essi amplia su tutto il territorio regionale il concetto di turismo accessibile anche agli anziani e a famiglie con il passeggino. Respinti, invece, un’altra serie di emendamenti presentati dai gruppi di Fratelli d’Italia e di Forza Italia.

I commenti

La Toscana è stata la prima regione in Italia a dotarsi di un Testo Unico organico del turismo. Una scelta coraggiosa e lungimirante che tiene insieme sviluppo economico, tutela dei territori, qualità della vita delle comunità e sostenibilità dei flussi turistici. Il provvedimento approvato oggi aggiorna e rafforza il Testo Unico alla luce delle esigenze emerse dagli enti locali e delle indicazioni fornite dalla Corte Costituzionale, che ha sancito la solidità dell’impianto della legge regionale e la correttezza della strada intrapresa dalla Toscana. Nella stessa direzione si colloca anche la sentenza del Tar della Toscana che ha respinto i ricorsi contro il regolamento adottato dal Comune di Firenze sulle locazioni turistiche brevi. Le modifiche al Testo unico di oggi non cambiano dunque la direzione scelta dalla Toscana: rimane infatti fermo il principio del cambio di destinazione d’uso per le attività extra-alberghiere, così come le misure relative alle locazioni brevi. In particolare, viene rivista la disciplina transitoria per le strutture extra-alberghiere con le caratteristiche della civile abitazione (bed and breakfast, affittacamere, case vacanza e residenze d’epoca) già in esercizio all’entrata in vigore del Testo Unico, prevedendo modalità di adeguamento più graduali alla nuova normativa. Si tratta di correttivi introdotti a seguito dell’ascolto dei territori e degli enti locali e intervengono per migliorare alcuni aspetti applicativi del Testo Unico del turismo. Viene inoltre eliminato l’obbligo del dimezzamento della capacità ricettiva massima per affittacamere e bed and breakfast collocati nello stesso edificio ed è introdotto un regime transitorio differenziato per le attività avviate tra l’entrata in vigore del Testo Unico e il 30 giugno 2026, prevedendo misure di semplificazione e un termine differito per il cambio di destinazione d’uso, così da evitare distorsioni del mercato e garantire condizioni di concorrenza eque tra gli operatori. Un intervento analogo riguarda le disposizioni transitorie relative agli alloggi inseriti negli alberghi diffusi. Il lungo lavoro svolto nella scorsa legislatura dalla Giunta regionale e dalla commissione sviluppo economico, guidata da Gianni Anselmi, resta il punto di riferimento da cui nasce anche questo intervento. La proposta approvata oggi rappresenta un ulteriore passo avanti per rendere la normativa pienamente applicabile ed efficace”. È quanto dichiara Brenda Barnini, consigliera regionale Pd e presidente della commissione sviluppo economico e rurale, a margine dell’approvazione.

Con il Testo unico del turismo approvato nel 2024 la Toscana ha costruito uno dei modelli più avanzati del Paese per governare un settore strategico come il turismo, tenendo insieme sviluppo economico, tutela dei territori e qualità della vita delle comunità locali. La sentenza della Corte Costituzionale ha confermato la piena legittimità di quell’impianto e della strada intrapresa dalla nostra Regione – sottolineano Simone Bezzini, capogruppo Pd e Andrea Vannucci, vicecapogruppo Pd- Le modifiche approvate oggi rappresentano un ulteriore passo avanti. Recepiscono infatti esigenze concrete emerse dai territori, dagli enti locali e dagli operatori, introducendo correttivi puntuali che rendono la disciplina più chiara, graduale e pienamente applicabile senza modificarne i principi fondamentali. Restano confermate sia le norme sulle locazioni turistiche brevi sia il principio della destinazione d’uso turistico-ricettiva per le strutture extra-alberghiere con le caratteristiche della civile abitazione. Allo stesso tempo si rafforzano gli strumenti a disposizione degli enti locali, ampliando la platea dei Comuni che potranno adottare regolamenti per governare il fenomeno delle locazioni brevi in relazione alle caratteristiche e alle esigenze dei propri territori. Facciamo così un passo importante nel governo di un settore strategico per la Toscana, rafforzando una normativa che rappresenta oggi un punto di riferimento a livello nazionale. Il turismo è una risorsa fondamentale per la nostra economia, ma proprio per questo deve essere governato con strumenti capaci di coniugare sviluppo, sostenibilità, qualità dell’offerta e tutela delle comunità locali. Le modifiche approvate oggi vanno esattamente in questa direzione”.

"L'approvazione delle modifiche al Testo Unico del Turismo è un'ulteriore dimostrazione che la Toscana sa governare con visione e concretezza. Siamo stati la prima regione in Italia a dotarsi di una normativa organica sul turismo, e oggi la rafforziamo ulteriormente raccogliendo le istanze dei territori, degli enti locali e degli operatori” così il deputato dem e segretario del Pd Toscana Emiliano Fossi. "La Corte Costituzionale ha sancito la piena legittimità del nostro impianto normativo, e il TAR della Toscana ha respinto i ricorsi contro il regolamento del Comune di Firenze sulle locazioni turistiche brevi. Queste sentenze ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta - sottolinea Fossi -. Non ci siamo fermati, però: abbiamo ascoltato e migliorato, introducendo correttivi che rendono la disciplina più graduale e applicabile, senza tradire i principi fondamentali. Ringrazio le consigliere e i consiglieri regionali del Pd per il lavoro svolto. Il turismo è una risorsa straordinaria per la nostra economia e per le nostre comunità, ma proprio per questo va governato con strumenti seri. La Toscana lo sta facendo e il Paese ce lo riconosce” conclude Fossi.

Il dibattito in Aula sulle modifiche al Testo Unico

Colpendo gli affitti brevi non si risolve il problema della residenzialità”, così Luca Minucci (FdI), aprendo il dibattito sulla proposta di legge inerente alle “Strutture ricettive extra-alberghiere, professioni turistiche e somministrazione di alimenti e bevande nelle strutture alberghiere. Modifiche alla l.r. 61/2024 e alla l.r. 62/2018”. Nella consapevolezza di trovarsi ad esaminare un tema dei più complicati e controversi, il consigliere ha annunciato la conferma degli emendamenti del proprio gruppo, poiché siamo di fronte ad una “norma da correggere, che rischia di diventare una spada di Damocle sulla proprietà privata”. Inoltre, “la Toscana non è solo Firenze, e noi consiglieri non possiamo ignorare le differenze territoriali”; conseguentemente non possiamo secondo Minucci non pensare che una casa colonica in un piccolo paese può rappresentare un motore economico non indifferente. “Siamo favorevoli a regolamentare il turismo, in modo intelligente e programmato – ha concluso – ma diciamo no ad un meccanismo che congela il mercato e comprime la proprietà privata”.

Alessandro Capecchi (FdI), partendo dall’iter che ha caratterizzato la proposta di legge, nata per modificare il Testo unico sul Turismo, in seguito ad una sentenza della Corte Costituzionale, è andato al cuore del problema: “questo testo non risponde alle esigenze e non segue le linee generali del Ministero del Turismo”. Ovvero: non rafforza la competitività; non tutela la proprietà privata; non sostiene l’ospitalità diffusa; non rispetta il riparto di competenze in materia tra Stato e Regione. Ancora: invece di semplificare finisce per complicare ulteriormente una materia già delicata, basti pensare a quanto sono ingestibili le norme transitorie o quanto ambigui i limiti per le locazioni brevi. In sintesi, per il consigliere, si tratta di un “attacco alla certezza del diritto”, che ridimensiona l’attività di pianificazione dei Comuni e rappresenta una sorta di clava per il Comune di Firenze, grazie ad un “quadro normativo discriminatorio” che introduce vincoli, colpendo il turismo diffuso e l’ospitalità familiare. “La Toscana ha bisogno di una riforma moderna ed in coerenza con le linee-guida del Ministero”, ha concluso Capecchi.

Sulla stessa lunghezza d’onda Jacopo Cellai (FdI), che ha invitato a riflettere su questo “intervento regolatorio” sulle strutture extralberghiere, collegandolo al tema della residenza, non solo a Firenze ma in tutta la Toscana, per verificare fino in fondo se la strada del contingentamento del numero delle attività esistenti sia percorribile. Secondo il consigliere dobbiamo chiederci, se e dove la presenza di attività extralberghiere abbia prodotto fenomeni di degrado e di disagio; quindi, se sia opportuno attaccare frontalmente l’extralberghiero, anziché concentrarsi sulla concorrenza tra chi esercita un tipo di attività e chi un'altra. Una cosa è certa, rispetto alla chiarezza del Governo Meloni, basti pensare all’obbligo del Cil o alla normativa antincendio, questo testo di legge rischia di essere più punitivo della situazione precedente. “Tali scelte vanno considerate nel loro insieme – ha concluso il consigliere – nella consapevolezza, come Consiglio regionale, di evitare penalizzazioni”.

Marco Stella (FI) ha esordito con i ringraziamenti: rivolti agli uffici, alla presidente della commissione competente ed ai commissari, nonché alla “vittima politica” ovvero all’assessore Leonardo Marras, padre della prima stesura della legge, su cui era possibile trovare ampia convergenza; invece poi sono arrivate le audizioni, il parere del Consiglio delle Autonomie locali e “faccio fatica a capire come dei consiglieri regionali eletti si facciano dettare le leggi dal Cal”, ha sottolineato. Senza il turismo cosa sarebbe Firenze e tutta la Toscana? Ha chiesto retoricamente Stella. La domanda di turismo è alta, così come la richiesta di strutture extralberghiere, ma con questa norma andiamo al contrario a combatterle, inibendo – ad esempio nel comune di Firenze – l’ottanta per cento della domanda turistica, oppure negli altri territori regionali, quelle strutture presenti nei piccoli comuni che danno respiro e arricchiscono le comunità locali. “Quale ragionevolezza in tutto questo? – ha affermato andando alle conclusioni – ma avete ragione, perché avete vinto sia in Regione che nel Comune di Firenze”.

Lorenzo Falchi (Avs) ha tenuto a ricordare che nelle decisioni della Consulta, “il Testo unico, con il suo contenuto importante e innovativo, ha visto confermare il proprio impianto, in particolare nella regolamentazione degli affitti brevi”, ha osservato che “la turistificazione porta con sé una trasformazione sociale: quando si spopola un quartiere, lo si rende al servizio di turismo mordi e fuggi, significa che il mercato immobiliare è stato lasciato senza nessun vincolo. Con questo intervento normativo ci occupiamo delle strutture extra-alberghiere, il cambio di destinazione d’uso con una formulazione equilibrata, che tiene conto di varie esigenze”. Si tratta di norme, ha tenuto a chiarire Falchi, “non animate da furore ideologico, più semplicemente non vogliamo lasciar fare solo al mercato. ‘L’iniziativa privata è libera e non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale’, ci dice la nostra Costituzione e su questo orientiamo la nostra azione, con il Testo unico e con la proposta di legge che oggi andiamo ad approvare”.

Il capogruppo di Casa riformista Francesco Casini (Cr) ha voluto riconoscere “il magistrale lavoro di Brenda Barnini, che ha condotto l’iter in commissione. Il Testo unico del turismo – ha aggiunto – ha rappresentato un intervento organico di riordino, ma che spesso, come accade nella fase d’avvio, può trovare aspetti che necessitano di essere precisati. Le modifiche sono positive, vanno a migliorare il testo, la politica non deve mai avere paura di ascoltare, deve avere la capacità di confrontarsi con la realtà per migliorare e risolvere i problemi”. Casini considera “significativo il contributo dei sindaci, portato da Anci Toscana. Positiva l'introduzione della disciplina transitoria. A Firenze, credo che abbia ragione Stella, siamo andati anche oltre, si sono create complicazioni per chi ha investito, ha attività e ha programmato interventi, sostenendo dei costi. Serve molto pragmatismo, riconosciamo questo tipo di approccio che coniuga interesse pubblico, sviluppo economico, qualità dell’offerta turistica e anche la sostenibilità. La Toscana ha bisogno di un turismo forte, qualificato e regolato”.

In una regione che soffre terribilmente il caro-affitti, ci sono due Toscane, la stessa legge può tener conto di entrambe”, ha dichiarato Diego Petrucci (FdI), secondo cui “l’obiettivo di questa Regione non può essere quello di vivere solo di turismo, trasformandosi in una grande Disneyland. È altrettanto inviolabile il principio secondo il quale la proprietà privata deve essere esercitata all’interno di norme e regolamenti. C’è il tema dell’abitare, il Piano casa annunciato dal Governo ci fa tornare finalmente a parlare di questo argomento dopo decenni di disinteresse. Il diritto all’abitare è uno dei temi fondamentali dei prossimi anni. Il tema degli affitti brevi non è più soltanto quello che abbiamo visto negli anni, sta cambiando, secondo interessi legittimi, ma che devono essere regolati. Le nostre città vengono e verranno stravolte da questo fenomeno, ma rimarranno tali fino a quando ci vivranno soprattutto i cittadini. Girarsi dall’altra parte non risolverà il problema. Abbiamo la responsabilità, come politica, di difendere le nostre città”.

Mi ritrovo in tante parole del vicepresidente Petrucci. Il fenomeno turistico, la sua evoluzione rapidissima, multiforme, davvero un’onda difficile da ‘surfare’ – ha detto il consigliere Andrea Vannucci (Pd) –. Sono orgoglioso del Testo unico votato nel dicembre 2024, una riforma che ha rappresentato un passo importante nell’ottica di difendere e rendere accessibili le nostre città. La Corte costituzionale ha detto che la nostra operazione legislativa era assolutamente legittima. Il Partito democratico – ha ribadito Vannuccinon è contro il turismo, ci assumiamo delle responsabilità. Non c’è furia ideologica nei nostri provvedimenti, non c’è crociata, non ci sono nemici. Si valorizza il ruolo dei Comuni, operazione di assoluto buon senso, si cerca di fare”.

Per il portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi (FdI), “anche a Pistoia il fenomeno è in accelerazione vertiginosa, ne tratteremo con i nostri emendamenti e ordini del giorno”. Riguardo a Firenze, “la domanda che vorrei porre è questa: il sindaco Funaro farà ricorso? Alla luce degli emendamenti che ci apprestiamo ad approvare, risulta commissariata. Si apre uno spiraglio di un anno, ho avuto la percezione che nella scrittura di questa legge non c’è stato un dialogo con la città capoluogo, la stessa che ha creato, con la variante urbanistica, i problemi che stiamo cercando di risolvere ora”. In generale, Tomasi ha affermato che “le funzioni pubbliche fuori dal centro storico sono una vostra scelta, le grandi città si sono si sono svuotate delle funzioni e del commercio e i vuoti si sono riempiti con il turismo: ci sono 20mila air b&b a Firenze, di cui 6mila abusivi. È tardi – ha concluso il portavoce dell’opposizione –, non chiuderanno. Questo testo non modificherà il fenomeno. Date gli strumenti ai sindaci”.

In chiusura del dibattito, l’assessore regionale Leonardo Marras ha voluto ricordare “perché siamo arrivati a questa modifica e non è un lavoro tardivo: il Testo unico faceva una scelta di fondo, il turismo è affidato alle imprese e solo alle imprese e il mezzo dell’impresa è l’immobile: di qui, la decisione di destinare l’extra-alberghiero al turistico ricettivo”. La discussione sul tema, ha proseguito Marras, è viziata da “un equivoco di fondo: stiamo ragionando di valori immobiliari e non di mezzi e strumenti per l’impresa e per il lavoro. Chi lo fa antepone la rendita, noi la vogliamo combattere, cercando di mettere a pulito la materia e non rompere le scatole più di tanto. A fronte degli innumerevoli attacchi del Governo al testo unico, abbiamo avuto ragione su tutta la linea. Tutte le Regioni si stanno uniformando a questa norma, siamo la punta più avanzata della regolazione del turismo in Italia”. Riguardo al Comune di Firenze, ha osservato Marras, “non lo stiamo massacrando, c’è stato il confronto con i Comuni, stiamo cercando di dare una disciplina che tenga conto di tutti. Confermiamo la destinazione d’uso turistico-ricettiva; abbiamo rispetto della pianificazione dei Comuni; con l’emendamento che approveremo tra poco, diamo una facoltà di scelta agli imprenditori. Non siamo contro il turismo, né pensiamo mai di aver affrontato il tema della casa con la legge sul turismo”.

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