
Il gruppo consiliare Alleanza Verdi e Sinistra di Empoli esprime il proprio convinto sostegno all’iniziativa promossa dal Comitato Empoli per la Pace per promuovere un boicottaggio attivo dei prodotti dell’azienda farmaceutica TEVA da parte di medici, farmacisti e cittadini. Di seguito la nota del gruppo.
TEVA trae enormi vantaggi dal regime di occupazione israeliano nei Territori Palestinesi Occupati. Ha infatti la possibilità di vendere i propri farmaci sul mercato vincolato palestinese senza avere le limitazioni poste alle aziende farmaceutiche della Palestina stessa. Come AVS Empoli lo scorso anno siamo stati promotori, insieme ad altri gruppi consiliari empolesi, di una mozione che ha impegnato sindaco e giunta a prendere ufficialmente posizione per interrompere le collaborazioni con enti e istituzioni israeliane, seguendo quanto iniziato a Sesto Fiorentino dall’ex sindaco Falchi.
Quella mozione ha fatto richiedere, dal comune alle proprie società ed enti partecipati, di valutare il boicottaggio di prodotti realizzati da aziende israeliane, comprendendo in particolar modo i farmaci da banco ma escludendo farmaci prescritti in maniera specifica, oltre a tutti quei farmaci salvavita necessari per garantire la prosecuzione di eventuali terapie in corso. Abbiamo deciso di porre questo vincolo perché non abbiamo ritenuto in alcun modo opportuno che fosse un’amministrazione comunale il soggetto corretto per spingere una categoria come quella di medici ed infermieri ad un boicottaggio forzato, qualora non ne valutassero indipendentemente e clinicamente le conseguenze e le effettive alternative di prescrizione e/o somministrazione.
Lo faremo però convintamente supportando questa campagna organizzata dalla società civile, anche prendendo attivamente parte al volantinaggio, per contribuire a una maggiore consapevolezza dei cittadini e degli operatori del settore nel rispetto dei rispettivi ruoli e competenze. Come AVS siamo consapevoli che vi siano lavoratrici e lavoratori impiegati in TEVA anche in Italia, e che un eventuale boicottaggio possa avere ricadute occupazionali.
Questo tipo di iniziativa si configura tuttavia come uno strumento di pressione economica volto a sollecitare cambiamenti nelle politiche aziendali e non come un’azione finalizzata alla chiusura dell’impresa o alla perdita dei posti di lavoro. In questo senso, riteniamo che l’utilizzo di forme di mobilitazione e pressione non violenta sia già stato storicamente parte di percorsi politici e civili significativi, come nel caso del referendum sul nucleare del 1987 e di altre campagne su temi ambientali e di tutela della salute pubblica come quella sui limiti di consumo ai pesticidi del referendum del 1990. Anche quei posizionamenti hanno (o avrebbero, nel caso dei referendum sui pesticidi) avuto grosse ripercussioni sulla catena del valore italiana del settore energetico e agricolo. Con lo stesso approccio riteniamo sia corretto schierarsi oggi anche su questo tema.
Nel consiglio comunale di Empoli continueremo, come gruppo consiliare AVS, a presentare atti orientati a promuovere il rispetto dei diritti umani e a rafforzare l’impegno dell’amministrazione contro ogni forma di violazione del diritto internazionale e contro soggetti che contribuiscono a conflitti e violazioni dei diritti fondamentali.
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