Sciopero nazionale del settore cultura: presidio a Firenze

Alla base delle rivendicazioni il riconoscimento della dignità professionale ed economica, applicazione di contratti di filiera, superamento della precarietà


"La Cultura italiana non esiste senza le persone che la producono ogni giorno. Eppure, le lavoratrici e i lavoratori dei settori della Cultura operano troppo spesso in condizioni inaccettabili dovute ai ripetuti tagli al finanziamento pubblico: carenze di organico strutturali che agevolano i processi di esternalizzazioni e precarietà, sotto remunerazione, contratti impropri o inesistenti, precarietà strutturale, part time involontari, assenza di tutele previdenziali e sociali per chi è precaria/o. È un paradosso che un Paese come l’Italia, che deve alla Cultura una parte essenziale della propria identità e del proprio valore nel mondo, tratti in questo modo chi quella ricchezza la costruisce e la preserva e la valorizza ogni giorno". Così anche a Firenze FP CGIL, NIdiL CGIL e FILCAMS CGIL in una nota che proclama il primo sciopero nazionale del settore Cultura, con presidio per la nostra città alle ore 9.30 di domani venerdì 12 giugno presso il piazzale degli Uffizi, insieme ad altre realtà.

Venerdì 12 giugno, quindi, lavoratrici e lavoratori culturali, con qualunque tipologia di rapporto di lavoro, si fermano uniti. Questa iniziativa non nasce dall’improvvisazione: è il frutto di un percorso costruito nell’arco di oltre un anno da associazioni e sindacati, che hanno condiviso rivendicazioni e lavorato insieme per dare vita alla prima mobilitazione nazionale del settore.

Alla base delle rivendicazioni il riconoscimento della dignità professionale ed economica del lavoro culturale con l’applicazione di contratti di filiera che restituiscano autorità alla contrattazione collettiva; il superamento strutturale della precarietà attraverso la reinternalizzazione dei servizi esternalizzati e la stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari e che operano con contratti di somministrazione attraverso un piano straordinario di assunzioni nel Ministero della Cultura e nelle istituzioni pubbliche e la valorizzazione del personale; l’istituzione di un reddito di discontinuità per tutte le professioni culturali caratterizzate da intermittenza strutturale e da contratti di lavoro autonomo, la piena applicazione delle norme di salute e sicurezza anche per chi lavora con contratti atipici o discontinui, il superamento del falso lavoro autonomo e dei compensi imposti dal datore di lavoro. A tutto ciò si aggiunge una denuncia politica netta: è inaccettabile che il governo scelga di tagliare i finanziamenti alla Cultura per alimentare la corsa al riarmo. "Noi scegliamo la Cultura, il Lavoro, la pace", commentano le categorie confederali.
Non tutti hanno stessi diritti, tutele e retribuzioni. Bisogna investire risorse nei settori culturali.

Anche a Firenze servono assunzioni e stabilizzazioni, il superamento dei contratti part time involontari e l’applicazione del miglior contratto di settore sotto il profilo economico e normativo. Percorso, quest’ultimo, già avviato negli appalti dei musei civici e delle biblioteche del nostro territorio. La FP CGIL e la FILCAMS CGIL, grazie alla contrattazione di anticipo, hanno già da tempo permesso il passaggio di 230 operatori della provincia di Firenze al CCNL Federculture, contratto nazionale dedicato ai lavoratori privati della cultura.

Fonte: Cgil Toscana e Firenze - Ufficio Stampa

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