
“Gli studenti non sono prodotti” si legge su alcuni cartelli di protesta contro la riforma Valditara,
che andrà a impattare immediatamente su oltre il 30 % delle studentesse e degli studenti italiani, ossia quelli che frequentano gli istituti tecnici.
Il Decreto Ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026 prevede una ristrutturazione al ribasso, che sacrifica la formazione generale sull'altare dell'efficienza aziendale e lascia studenti, famiglie e insegnanti in un caos del tutto evitabile.
Negli istituti tecnici è prevista la decurtazione dell'ultimo anno di scuola (da 5 a 4), con un taglio di oltre 500 ore di insegnamento delle materie di base (come italiano e matematica) a favore dei cosiddetti “insegnamenti a indirizzo flessibile”. A titolo di esempio: in prima le ore “a indirizzo flessibile” (ossia richieste dalle aziende) saranno 66, in quinta 231. In pratica, meno cultura per tutti. Si va verso una subordinazione delle studentesse e degli studenti alle esigenze del sistema produttivo. E il ritorno a una scuola classista che contrasta nettamente con ogni idea di diritto allo studio e pari opportunità. Facile infatti immaginare che le famiglie con fragilità indirizzino i loro figli verso una scuola che promette posti di lavoro a breve termine, invece che verso una formazione più completa.
Durante l’assemblea comunale, che si è tenuta ieri presso il circolo Arci “Moreno Gracci” del Turbone, è stato accolto all’unanimità il documento dei Giovani democratici di Empoli del 14 maggio scorso, nel quale definiscono la riforma Valditara “oscurantismo culturale”, nonché dato l’appoggio alla lotta della FLC/CGIL, che chiede il ritiro o il rinvio del DDL, e ha proclamato unosciopero in concomitanza degli scrutini di fine anno, la sospensione dell'adozione dei libri di testo e l'astensione dalle attività aggiuntive.
«Come PD di Montelupo organizzeremo a breve un evento informativo su questo importante tema- annuncia Aglaia Viviani, segretaria del Pd di Montelupo-. Chiediamo con forza ai nostri rappresentanti sovralocali di farsi portavoce di questa istanza nelle sedi opportune: perché quando si mettono le mani sulla scuola, si mette in discussione il futuro del nostro Paese».
Fonte: PD Empolese Valdelsa - Ufficio stampa
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