
Il contratto con il concessionario prevede l'adeguamento al costo della vita: il ticket ordinario passerà da 1,70 euro a 2 euro
Aumenta il costo del biglietto del trasporto pubblico locale in Toscana. Dall’1 agosto il ticket ordinario passerà da 1,70 euro a 2 euro. L’annuncio è stato dato dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha motivato il rincaro con l’aumento del costo della vita e con le clausole previste dal contratto di servizio del Tpl.
Secondo quanto spiegato dal governatore, l’adeguamento arriva dopo tre anni senza aumenti tariffari. “Dopo tre anni si passa a due euro”, ha dichiarato Giani, sottolineando come l’incremento sia collegato all’inflazione, ai rincari energetici e ai costi del carburante.
Il presidente della Regione ha ricordato che il contratto di gestione del trasporto pubblico, sottoscritto prima del suo mandato, prevede l’aggiornamento delle tariffe in parallelo all’andamento del costo della vita. “Abbiamo cercato di contenere questo aumento ma di fronte alla possibilità di un contenzioso che ci avrebbe fatto spendere di più abbiamo acconsentito”, ha aggiunto.
Giani ha inoltre definito il rincaro “contenuto”, mettendo a confronto le tariffe toscane con quelle di altre città italiane: “Due euro costa il biglietto a Genova, Roma, 2,3 euro a Bologna, 2,2 euro a Milano”.
Tra le novità annunciate figura anche la gratuità del biglietto per i bambini sotto gli 11 anni, superando così il precedente criterio basato sull’altezza inferiore a un metro. Nessun aumento, invece, è previsto per il trasporto ferroviario regionale.
Sul fronte delle risorse destinate al trasporto pubblico locale, Giani ha evidenziato che la Regione Toscana nel 2025 ha stanziato 144 milioni di euro, mentre Comuni e Province complessivamente si fermano a 38 milioni. Firenze, ha precisato, contribuisce con circa 12 milioni.
“Una volta i Comuni mettevano più risorse rispetto alla Regione, ora è l’opposto”, ha dichiarato il governatore, rivendicando gli investimenti effettuati negli ultimi anni sul rinnovo della flotta autobus. Secondo i dati forniti dalla Regione, sulle strade toscane sono entrati in servizio oltre mille nuovi mezzi, riducendo l’età media degli autobus da 13 a 7 anni.
L’assessore regionale ai trasporti Filippo Boni ha spiegato che gli studenti under 26 non subiranno aumenti sugli abbonamenti extraurbani regionali. Prevista inoltre la possibilità, per la prima volta, di rateizzare il costo dell’abbonamento autobus in quattro quote.
"Chiederemo contributo ai Comuni"
"Il 21 luglio faremo una conferenza dei servizi: chiederemo ai Comuni un contributo maggiore per tenere le tariffe più basse. Se arrivassero altre risorse il costo potrebbe anche a quel punto scendere a 1,8 o 1,9 euro", così il presidente Giani.
Sulle polemiche legate ai dialoghi con i Comuni "noi la concertazione la facciamo. Non è che aumentiamo domani le tariffe. Ci sono poche parole da fare, quello che conta sono i fatti e quindi i soldi. Se andiamo a vedere tutto il trasporto pubblico la Regione Toscana arriva a mettere quasi 700 milioni l'anno".
L'ADUC: "Quando la matematica è un’opinione"
"Un aumento del 15%, dicono, ma che in realtà è del 17,6%. Percentuale a cui sono arrivati con operazioni in cui la matematica è funzionale alle opinioni di chi, per propri problemi gestionali e non solo per il rincaro del costo della vita, non è in grado di far fronte all’impegno preso con le pubbliche amministrazioni", questo il commento dell'ADUC che analizza il dettaglio dei rincari e contesta la cifra stabilita: "Il 7%, previsto per il 2026 da contratto di servizio come scaglione tariffario, si somma all’8% come recupero del tasso di inflazione. Il livello di inflazione attuale è al 3,2%. Per arrivare a questa percentuale l’Istat considera gli aumenti di vari prodotti e servizi, inclusi carburante ed energia elettrica. Donde viene, quindi, l’8% per recuperare il tasso inflattivo?Donde viene il 7% che è riferito ad adeguamento Istat e costi di gestione? Sette e Otto percento vengono dalla fantasia contabile di At, ché, se consideriamo il 3,2% Istat (molto alto a maggio e che, comunque andrebbe considerato in una media come minimo annuale…), l’aumento del biglietto dovrebbe essere di questa percentuale, cioè poco più di 5 centesimi… che per essere magnanimi e non “ingrullire” coi centesimi nei resti avrebbe potuto essere arrotondato a 1,80 euro, non certo a 2".
Insomma, continua ADUC, "la Regione che approva gli aumenti e At che li chiede non ce li impongono per la crescita del costo della vita, ma perchè sono incapaci di mantenere gli impegni economici assunti e perché vogliono guadagnare di più. Intanto gli utenti dei loro servizi (che sarebbe meglio qualificare come sudditi) sono costretti a pagare questa decisione, visto che il loro servizio è monopolista. Un servizio che è complessivamente deficitario (corse saltate, orari non rispettati,..), e che non finisce nel baratro solo grazie alla tramvia, che ce la stanno facendo pagare salata con gli eterni e bloccanti lavori di estensione"
Federconsumatori: "Sacrificio agli utenti, senza confronto"
Anche Federconsumatori esprime forte preoccupazione per l’ipotesi di aumento delle tariffe del trasporto pubblico locale in Toscana e si chiede "quale sia stato il reale coinvolgimento dei cittadini, dei pendolari, degli studenti e delle famiglie che ogni giorno utilizzano autobus e servizi pubblici per studio, lavoro e necessità quotidiane".
Così Laura Grandi, presidente di Federconsumatori Toscana: "Possiamo dirlo: ancora una volta si rischia di chiedere un sacrificio economico agli utenti senza un adeguato confronto pubblico e senza garanzie certe sui miglioramenti del servizio. La mobilità pubblica rappresenta un diritto fondamentale e uno strumento essenziale per la sostenibilità ambientale. Aumentare il costo dei biglietti rischia di penalizzare proprio coloro che scelgono responsabilmente il trasporto collettivo e che già affrontano difficoltà economiche dovute all’aumento del costo della vita".
Federconsumatori ritiene che "prima di qualsiasi aumento tariffario sia necessario aprire un confronto con le associazioni dei consumatori e i rappresentanti degli utenti, perché bisogna garantire la massima trasparenza sui costi che giustificano il rincaro. Ma al tempo stesso sarebbe importante presentare un piano dettagliato di miglioramento del servizio, cosa molto molto sentita dalla cittadinanza. Come Federconsumatori Toscana pensiamo che sia importante rafforzare e cambiare i sistemi di rimborso automatico in caso di disservizi, ritardi e soppressioni. I cittadini non possono essere considerati soltanto soggetti chiamati a pagare di più. Devono essere ascoltati e coinvolti nelle decisioni che incidono direttamente sul loro diritto alla mobilità".
Federconsumatori rende quindi noto che continuerà a raccogliere segnalazioni, osservazioni e proposte degli utenti affinché "le scelte sul trasporto pubblico siano orientate non solo all’equilibrio economico del servizio, ma anche alla tutela dei diritti dei consumatori e dell’interesse collettivo. Prima di aumentare i biglietti, si aumenti la partecipazione dei cittadini alle scelte che li riguardano".
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