
Il contratto con il concessionario prevede l'adeguamento al costo della vita: il ticket ordinario passerà da 1,70 euro a 2 euro
Aumenta il costo del biglietto del trasporto pubblico locale in Toscana. Dall’1 agosto il ticket ordinario passerà da 1,70 euro a 2 euro. L’annuncio è stato dato dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.
L’aumento è dovuto sia all’adeguamento inflattivo obbligatorio FOI (indice nazionale dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati) previsto dal contratto di gestione, che consente alle aziende di adeguare le tariffe ogni anno all’indice del tasso di inflazione, sia alle tensioni internazionali e alla crisi dello Stretto di Hormuz, criticità globali che stanno incidendo pesantemente sui costi dell’energia e dei carburanti (Benzina +37%, Gasolio +30%).
Il presidente della Regione ha ricordato che il contratto di gestione del trasporto pubblico, "sottoscritto prima del mio mandato", prevede l’aggiornamento delle tariffe in parallelo all’andamento del costo della vita: “Abbiamo cercato di contenere questo aumento ma di fronte alla possibilità di un contenzioso che ci avrebbe fatto spendere di più abbiamo acconsentito”.
“Dal 2023 il prezzo del biglietto urbano in Toscana è di 1,7 euro – ha detto Giani - dopo tre anni di aumento del costo della vita, di guerra e di crisi del carburante si passa a 2 euro. Non potevamo fare altro perché dobbiamo rispettare un contratto sottoscritto circa 10 anni fa che dà al concessionario Autolinee Toscane la possibilità di aumentare le tariffe in base al costo della vita e all'inflazione. Noi abbiamo cercato di opporci, ma di fronte alla possibilità di un contenzioso, che alla fine si sarebbe risolto a loro favore, abbiamo acconsentito ad un lieve aumento, che è comunque in linea con i costi dei biglietti nelle altre principali città italiane del centro-nord: a Bologna il biglietto costa già € 2,30; a Milano € 2,20; a Genova e Torino € 2. Siamo però intervenuti, mettendo ulteriori 12 milioni del bilancio regionale, per tutelare gli abbonamenti, sia su ferro che su gomma”.
“Ricordo che la Regione Toscana da sola l’anno scorso ha messo 144 milioni per il tpl risorse cui si sommano ogni anno 450 milioni dello Stato e risorse da Comuni e Province, che nel complesso non arrivano a 40 milioni. Noi stiamo facendo la nostra parte e siamo disponibili a concertare nuove agevolazioni e proposte ma è necessario il coinvolgimento degli altri enti coinvolti”.
Il presidente ha inoltre ricordato anche un aspetto vantaggioso per il servizio pubblico collegato ai vincoli contrattuali che legano la Toscana al gestore del servizio di tpl su gomma: “Il contratto in vigore – ha detto – ha previsto dal 2021 ad oggi un progressivo rinnovo del parco mezzi, che ha portato sulle strade già più di mille bus nuovi, con un abbattimento dell’età media del mezzi da 13 a 7 anni. Quest'anno è previsto un inserimento particolarmente consistente di nuovi mezzi, per cui entro fine anno potrebbero essere ben 1500 i mezzi nuovi in circolazione. Dunque è giusto guardare alle tariffe, ma ricordiamo anche che lo stesso contratto che ci impone gli adeguamenti all’inflazione, ci consente di avere bus più nuovi, che non si fermano, non hanno guasti e sono più sicuri e confortevoli”.
L'intervento della Regione
Per contenere, ed in alcuni casi annullare, questi aumenti la Regione Toscana interverrà con uno stanziamento di quasi 12 milioni di euro, che andrà a limitare l’impatto sui titolari degli abbonamenti, sia ferroviari che di bus, tutelando così pendolari, utenti abituali e fasce sociali più esposte. (Leggi qui)
Tra le novità annunciate figura anche la gratuità del biglietto per i bambini sotto gli 11 anni, superando così il precedente criterio basato sull’altezza inferiore a un metro. Nessun aumento, invece, è previsto per il trasporto ferroviario regionale.
L’assessore regionale ai trasporti Filippo Boni ha spiegato che gli studenti under 26 non subiranno aumenti sugli abbonamenti extraurbani regionali. Prevista inoltre la possibilità, per la prima volta, di rateizzare il costo dell’abbonamento autobus in quattro quote.
"Chiederemo contributo ai Comuni"
"Il 21 luglio faremo una conferenza dei servizi: chiederemo ai Comuni un contributo maggiore per tenere le tariffe più basse. Se arrivassero altre risorse il costo potrebbe anche a quel punto scendere a 1,8 o 1,9 euro", così il presidente Giani.
Sulle polemiche legate ai dialoghi con i Comuni "noi la concertazione la facciamo. Non è che aumentiamo domani le tariffe. Ci sono poche parole da fare, quello che conta sono i fatti e quindi i soldi. Se andiamo a vedere tutto il trasporto pubblico la Regione Toscana arriva a mettere quasi 700 milioni l'anno".
L'ADUC: "Quando la matematica è un’opinione"
"Un aumento del 15%, dicono, ma che in realtà è del 17,6%. Percentuale a cui sono arrivati con operazioni in cui la matematica è funzionale alle opinioni di chi, per propri problemi gestionali e non solo per il rincaro del costo della vita, non è in grado di far fronte all’impegno preso con le pubbliche amministrazioni", questo il commento dell'ADUC che analizza il dettaglio dei rincari e contesta la cifra stabilita: "Il 7%, previsto per il 2026 da contratto di servizio come scaglione tariffario, si somma all’8% come recupero del tasso di inflazione. Il livello di inflazione attuale è al 3,2%. Per arrivare a questa percentuale l’Istat considera gli aumenti di vari prodotti e servizi, inclusi carburante ed energia elettrica. Donde viene, quindi, l’8% per recuperare il tasso inflattivo?Donde viene il 7% che è riferito ad adeguamento Istat e costi di gestione? Sette e Otto percento vengono dalla fantasia contabile di At, ché, se consideriamo il 3,2% Istat (molto alto a maggio e che, comunque andrebbe considerato in una media come minimo annuale…), l’aumento del biglietto dovrebbe essere di questa percentuale, cioè poco più di 5 centesimi… che per essere magnanimi e non “ingrullire” coi centesimi nei resti avrebbe potuto essere arrotondato a 1,80 euro, non certo a 2".
Insomma, continua ADUC, "la Regione che approva gli aumenti e At che li chiede non ce li impongono per la crescita del costo della vita, ma perchè sono incapaci di mantenere gli impegni economici assunti e perché vogliono guadagnare di più. Intanto gli utenti dei loro servizi (che sarebbe meglio qualificare come sudditi) sono costretti a pagare questa decisione, visto che il loro servizio è monopolista. Un servizio che è complessivamente deficitario (corse saltate, orari non rispettati,..), e che non finisce nel baratro solo grazie alla tramvia, che ce la stanno facendo pagare salata con gli eterni e bloccanti lavori di estensione"
Federconsumatori: "Sacrificio agli utenti, senza confronto"
Anche Federconsumatori esprime forte preoccupazione per l’ipotesi di aumento delle tariffe del trasporto pubblico locale in Toscana e si chiede "quale sia stato il reale coinvolgimento dei cittadini, dei pendolari, degli studenti e delle famiglie che ogni giorno utilizzano autobus e servizi pubblici per studio, lavoro e necessità quotidiane".
Così Laura Grandi, presidente di Federconsumatori Toscana: "Possiamo dirlo: ancora una volta si rischia di chiedere un sacrificio economico agli utenti senza un adeguato confronto pubblico e senza garanzie certe sui miglioramenti del servizio. La mobilità pubblica rappresenta un diritto fondamentale e uno strumento essenziale per la sostenibilità ambientale. Aumentare il costo dei biglietti rischia di penalizzare proprio coloro che scelgono responsabilmente il trasporto collettivo e che già affrontano difficoltà economiche dovute all’aumento del costo della vita".
Federconsumatori ritiene che "prima di qualsiasi aumento tariffario sia necessario aprire un confronto con le associazioni dei consumatori e i rappresentanti degli utenti, perché bisogna garantire la massima trasparenza sui costi che giustificano il rincaro. Ma al tempo stesso sarebbe importante presentare un piano dettagliato di miglioramento del servizio, cosa molto molto sentita dalla cittadinanza. Come Federconsumatori Toscana pensiamo che sia importante rafforzare e cambiare i sistemi di rimborso automatico in caso di disservizi, ritardi e soppressioni. I cittadini non possono essere considerati soltanto soggetti chiamati a pagare di più. Devono essere ascoltati e coinvolti nelle decisioni che incidono direttamente sul loro diritto alla mobilità".
Federconsumatori rende quindi noto che continuerà a raccogliere segnalazioni, osservazioni e proposte degli utenti affinché "le scelte sul trasporto pubblico siano orientate non solo all’equilibrio economico del servizio, ma anche alla tutela dei diritti dei consumatori e dell’interesse collettivo. Prima di aumentare i biglietti, si aumenti la partecipazione dei cittadini alle scelte che li riguardano".
Fratelli d’Italia: "Aumento semplicemente inaccettabile"
Dura presa di posizione di Fratelli d’Italia contro il rincaro delle tariffe del trasporto pubblico locale in Toscana. I consiglieri regionali Jacopo Cellai, Alessandro Capecchi, Claudio Gemelli e Matteo Zoppini definiscono l’incremento del costo dei biglietti “semplicemente inaccettabile” e parlano di “una gabella che rappresenta la fotografia di una situazione chiaramente sfuggita di mano”.
Nel mirino anche le condizioni del servizio: “Sono mesi che gli utenti del servizio subiscono condizioni allucinanti sia in rapporto alla frequenza delle corse che alla velocità commerciale del mezzo”, affermano gli esponenti FdI, denunciando inoltre autobus con passeggeri “stipati come sardine”.
Secondo il partito, il rincaro dimostrerebbe che “la gara unica sull’intero territorio regionale voluta dal Partito Democratico e fortemente osteggiata da Fratelli d’Italia non regge economicamente”. I consiglieri accusano inoltre la Regione di aver favorito il gestore del servizio, parlando di “ennesimo atto di sudditanza di Giani & C. nei confronti di una multinazionale straniera”.
Forza Italia: "I cittadini pagheranno di più senza garanzie"
Critica anche la deputata e segretaria provinciale di Forza Italia Livorno, Chiara Tenerini, secondo cui l’aumento rappresenta “un nuovo aumento deciso dalla Regione guidata da Eugenio Giani” dopo i rincari del 2023 e dell’Irpef regionale.
Per Tenerini, “quando i conti non tornano o i servizi non funzionano, la risposta non è una vera riorganizzazione, ma un nuovo costo per gli utenti”. La parlamentare contesta inoltre il richiamo all’adeguamento Istat previsto dal contratto con il gestore: “Non basta invocare una clausola tecnica per sottrarsi a una valutazione politica”.
Forza Italia sottolinea poi che “i cittadini pagheranno di più senza avere, ad oggi, alcuna garanzia concreta di un miglioramento del servizio”, citando “collegamenti insufficienti, frequenze non adeguate, disagi per lavoratori, famiglie e cittadini”. Tenerini conclude chiedendo alla Regione di chiarire “quali interventi concreti intenda mettere in campo per migliorare qualità, puntualità, copertura territoriale e affidabilità del servizio”.
Lega: “Uno schiaffo ai lavoratori pendolari”
Contraria all’aumento anche la Lega Toscana. Elena Meini, responsabile regionale enti locali del partito, parla di “grande disappunto” per una decisione che andrà “principalmente a penalizzare chi quotidianamente usa i mezzi pubblici per recarsi al lavoro”.
Secondo Meini, “non è certo aumentando i biglietti e gli abbonamenti che s’incentivano le persone a non utilizzare le proprie auto per spostarsi”. La Lega chiede quindi che “questa decisione venga rivista” attraverso “la convocazione di un immediato tavolo a cui partecipino tutti gli attori in campo, ovviamente Comuni compresi”.
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