Sollicciano, disposto il sequestro di reparti del carcere per criticità igienico-sanitarie

Il carcere di Sollicciano

Intervento del Tribunale di Firenze su più sezioni. Dap: "Già avviati lavori di riqualificazione e trasferimenti programmati"


Il Tribunale di Firenze ha disposto il sequestro preventivo di alcune sezioni del carcere di Sollicciano, intervenendo su diversi reparti dell’istituto penitenziario a seguito di criticità igienico-sanitarie riscontrate nelle celle e negli spazi comuni. Il provvedimento comporterà il trasferimento di numerosi detenuti verso altre strutture penitenziarie.

Secondo quanto comunicato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap), l’amministrazione ha già avviato interventi di ristrutturazione su singoli reparti e ha inoltre stanziato 9 milioni di euro, a valere sul fondo previsto dalla legge di bilancio 2025, per un più ampio progetto di riqualificazione dell’istituto.

Il Dap ha riferito che “è stata già finanziata per la complessiva riqualificazione dell’istituto la somma di 9 milioni di euro” e che il 15 maggio è stata aggiudicata la progettazione degli interventi destinati al completo rinnovamento della casa circondariale.

Nel quadro della programmazione dei lavori, l’amministrazione sta valutando anche un intervento per fasi, con lo stralcio delle opere ritenute prioritarie, al fine di accelerare le attività di riqualificazione.

Il Dipartimento ha inoltre precisato che “si è previsto un trasferimento di detenuti con destinazione in altri Istituti penitenziari, dove sono presenti sezioni o reparti di recente ristrutturazione”, così da garantire la continuità della gestione e consentire l’avvio dei lavori nelle aree interessate dal sequestro.

Il provvedimento del Tribunale riguarda, secondo quanto emerso, tre sezioni del reparto giudiziario maschile, tre del reparto penale maschile e la sezione cosiddetta “Accoglienza”. Le misure sono state adottate in seguito a un’indagine coordinata dalla Procura di Firenze, sviluppata anche sulla base di ricorsi presentati dai detenuti.

Le verifiche sono state condotte dalla squadra mobile, dal Dipartimento di prevenzione Igiene e sicurezza dell’Asl e dalla Guardia di Finanza, con riferimento al rispetto delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro previste dal decreto legislativo 81 del 2008.

Gli accertamenti hanno riguardato, tra gli altri aspetti, le condizioni di pulizia, l’abitabilità dei locali destinati alla detenzione e la conformità degli impianti elettrici, in un contesto giudicato non pienamente adeguato ai requisiti previsti dalla normativa vigente.


I COMMENTI

Fanfani: "Conseguenza inevitabile"

“È una conseguenza inevitabile considerato lo stato di enorme degrado in cui versa il carcere di Sollicciano. È un atto inedito perché in tanti anni di avvocatura non avevo mai visto un fatto simile e va reso merito ai magistrati, dalla Procura alla sorveglianza, perché hanno messo il dito in una piaga a tutti evidente e sollecitando una soluzione a questo problema”. Così il Garante dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, commenta la notizia del sequestro preventivo di reparti del carcere fiorentino.

È – continua - un esempio e una sollecitazione nei confronti di altre carceri perché, non scordiamolo, Sollicciano non è l’unico penitenziario in Italia ad avere grandi problemi. Il provvedimento adottato può a ben vedere definirsi di qualità sotto questo profilo”.

La sindaca Funaro: "Situazione oltre il limite"

"Quando si arriva al sequestro di alcune sezioni vuol dire che la situazione è arrivata oltre il limite. Noi è tantissimo tempo che stiamo dicendo che il carcere di Sollicciano andrebbe chiuso, abbattuto e ricostruito. Io continuo a sostenere questa tesi". Così la sindaca di Firenze Sara Funaro.
"Continuo a sostenere che le condizioni disumane che ci sono a Sollicciano non sono più tollerabili, oggi purtroppo ne abbiamo avuto la conferma - ha aggiunto -. Il nostro auspicio è che possano essere prese a livello ministeriale delle decisioni drastiche e adeguate per avere dei luoghi che abbiano quel minimo di dignità che devono avere"

Pantagruel: "Ora tutelare le persone che saranno trasferite"

“Il provvedimento di sequestro preventivo emesso dalla Procura di Firenze per le condizioni disumane e insalubri di Sollicciano rappresenta un atto senza precedenti, ma purtroppo è la conferma di ciò che denunciamo pubblicamente e instancabilmente da anni. Le nostre relazioni, i nostri appelli e i costanti gridi d’allarme, rimasti troppo a lungo inascoltati, trovano oggi un riscontro formale e incontrovertibile nell’azione della magistratura”. A dirlo è l’associazione Pantagruel, dopo la decisione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze di disporre il sequestro preventivo di sei sezioni del carcere di Sollicciano e dell’area accoglienza dell’istituto penitenziario, al termine di un’indagine della Procura Fiorentina nata dai ricorsi presentati da alcuni detenuti ai magistrati di sorveglianza sulle condizioni igienico-sanitarie della struttura.

“Le celle invase dall’umidità, l’inabitabilità dei dormitori, la sporcizia e il rischio costante legato agli impianti elettrici fatiscenti non sono emergenze dell’ultima ora, ma una realtà strutturale degradante con cui detenuti e operatori sono costretti a convivere ogni giorno, in aperta violazione dell’articolo 27 della Costituzione. Chi frequenta il carcere quotidianamente - spiegano da Pantagruel - sa che questa situazione non nasce oggi: oggi, semplicemente, non è più possibile fingere di non vederla”.

“Come associazione accogliamo il provvedimento del Gip come un punto di non ritorno ed esprimiamo forte preoccupazione per le conseguenze che potrebbero derivare dai trasferimenti immediati dei detenuti. Lo spostamento  verso altre strutture - dicono da Pantagruel -  rischia infatti di sradicare ulteriormente queste persone dai loro percorsi di reinserimento e dai legami territoriali e familiari, oltre a sovraccaricare altri istituti già al collasso”.

“La magistratura ha fatto il proprio dovere di fronte all’illegalità diffusa della struttura. Ora la politica e le istituzioni non possono più girarsi dall’altra parte. Non basta chiudere le sezioni o spostare le persone : serve un ripensamento radicale dello spazio e della dignità della pena a Firenze”, conclude Pantagruel.

Fp e Cgil Firenze: "Da anni denunciamo"

 Il commento di Fp e Cgil Firenze: "Il provvedimento di sequestro preventivo disposto dal Tribunale di Firenze per sette sezioni di Sollicciano rappresenta una decisione coraggiosa. Da anni denunciamo che la struttura versa in condizioni non dignitose né per le persone detenute né per le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno vi operano. I problemi legati alla sicurezza degli ambienti, alle condizioni igienico-sanitarie, alla manutenzione degli impianti e più in generale alla salubrità dei luoghi di lavoro sono stati più volte segnalati dalle organizzazioni sindacali. E' servito un provvedimento del giudice per mettere tutti di fronte alle proprie responsabilità: non è più possibile rinviare le scelte necessarie per affrontare in modo strutturale l’emergenza di Sollicciano. Occorrono interventi immediati e un piano certo di riqualificazione della struttura. Allo stesso tempo chiediamo la massima tutela per tutto il personale coinvolto. Parliamo sia dei dipendenti pubblici – Polizia Penitenziaria, personale del Ministero della Giustizia, personale Usl TC – sia delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati attraverso gli appalti, a partire da quelli dei servizi sanitari e socio-assistenziali. Qualsiasi riorganizzazione conseguente al sequestro non può scaricare i costi sui lavoratori né creare situazioni di ulteriore precarietà e insicurezza. Sia sul piano dell'organizzazione del lavoro sia su quello della gestione delle persone detenute, chiediamo che tutte le parti sociali e i soggetti coinvolti siano convocati e partecipino ai tavoli che verranno aperti per affrontare questa situazione. La vicenda conferma quanto da tempo sosteniamo: garantire condizioni dignitose di detenzione significa anche garantire condizioni di lavoro sicure e rispettose per chi opera negli istituti penitenziari. Su questo non sono più accettabili rinvii".

Fossi (Pd): "Fallimento del governo"

“Il sequestro preventivo di sette sezioni del carcere di Sollicciano è un fatto gravissimo e certifica il fallimento del governo e del Ministero della Giustizia. Non siamo davanti a un’emergenza improvvisa, ma al risultato di anni di promesse, annunci e passerelle senza interventi concreti. Le condizioni igienico-sanitarie delle celle e degli spazi comuni sono arrivate a un punto tale da rendere necessario l’intervento dell’autorità giudiziaria. Questo provvedimento è la dimostrazione che Sollicciano è stato lasciato solo, mentre chi governa il Paese ha preferito propaganda e slogan sulla pelle di detenuti, operatori e agenti. La dignità delle persone recluse e la sicurezza di chi lavora ogni giorno in carcere non possono essere considerate questioni secondarie. Il governo Meloni e il ministro Nordio si assumano fino in fondo le proprie responsabilità. Servono risorse vere, tempi certi e un progetto serio di riqualificazione complessiva della struttura. La Toscana e Firenze non possono più pagare l’inerzia di un esecutivo incapace di affrontare la crisi del sistema penitenziario. Sollicciano non ha bisogno di annunci: ha bisogno di interventi immediati, strutturali e verificabili” così in una nota il segretario del Pd Toscana Emiliano Fossi.

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