
La Provincia di Pisa avrebbe individuato una soluzione definitiva per la sede del Liceo Marconi, prevedendo un investimento superiore agli undici milioni di euro per la ristrutturazione degli edifici attualmente utilizzati in via provvisoria a La Scala. Una notizia che, sul piano politico, viene accolta con favore dai Riformisti di San Miniato, i quali però invitano a non considerare l'annuncio come una soluzione definitiva.
"Si tratta, senza dubbio, di una notizia che merita attenzione e che accogliamo con favore nella misura in cui sembra porre fine a una lunga stagione di incertezze. Tuttavia, sarebbe un errore confondere l'annuncio con la reale soluzione del problema. Dietro questa scelta permangono infatti interrogativi rilevanti ai quali, ad oggi, nessuno ha fornito risposte convincenti".
Secondo i Riformisti, restano ancora molti gli elementi da chiarire, partendo dai criteri che avrebbero guidato la scelta della Provincia: "La prima considerazione riguarda il criterio che avrebbe orientato la decisione. Tutto lascia pensare che essa sia stata determinata essenzialmente da ragioni di carattere economico: undici milioni contro i ventitré previsti per l’ipotesi di Fontevivo. Ma quando si programma il futuro dell’istruzione e di un intero territorio, il parametro del costo non può essere l’unico elemento di valutazione. Tanto più che la soluzione di Fontevivo era stata rapidamente archiviata per ragioni diverse, quindi non c'è un reale e trasparente confronto tra le alternative possibili".
Vengono anche sollevati dubbi sull'assenza di una valutazione complessiva delle infrastrutture necessarie a rendere pienamente funzionale una struttura scolastica moderna: "Vi è poi un'altra questione che appare ancora più significativa. Si parla dei costi di ristrutturazione degli edifici, ma non si parla delle opere complementari che una struttura scolastica moderna richiede inevitabilmente: parcheggi, viabilità, collegamenti, servizi e infrastrutture adeguate. Sono aspetti essenziali e non certo dettagli marginali. E confidare che tali criticità possano essere risolte attraverso il prolungamento di Via Capitini (che dovrebbe rappresentare una priorità) appare invece, allo stato dei fatti, più una speranza che una concreta prospettiva amministrativa".
Il nodo centrale, però, riguarda la coerenza delle decisioni amministrative nel tempo. I Riformisti ricordano infatti come già nel 2017 fosse stato elaborato un progetto sugli stessi edifici, poi però accantonato per ragioni tecniche: "Ma il punto più sorprendente è che nel lontano 2017 era già stato predisposto un progetto di recupero e adeguamento degli stessi edifici. Fu però la stessa Provincia a ritenerlo non praticabile, sostenendo che quelle strutture non fossero adeguabili se non attraverso una sostanziale demolizione e ricostruzione. Oggi ci viene invece detto il contrario. È dunque legittimo domandarsi: cosa è cambiato? Se sono intervenuti elementi nuovi, essi devono essere spiegati pubblicamente. Se invece nulla è cambiato, allora bisogna prendere atto che sono stati perduti nove anni preziosi tra rinvii, indecisioni e contraddizioni".
Accanto alla vicenda del Liceo Marconi, il gruppo politico riporta anche l’attenzione sull’ex edificio scolastico di via Catena, da tempo in stato di abbandono: "A tutto questo si aggiunge la vicenda dell'ex liceo di Via Catena, sulla quale continua a regnare il silenzio. Noi riteniamo che il progetto del polo scolastico Cattaneo e quello del Liceo Marconi debbano procedere parallelamente, come parti di una medesima strategia per l’edilizia scolastica del comprensorio. L'edificio di Via Catena versa oggi in uno stato di progressivo degrado, esposto all'abbandono e agli atti vandalici. Eppure qualcuno continua a considerare la demolizione come una soluzione accettabile. Noi non condividiamo questa impostazione. Quell'immobile appartiene alla storia urbana e architettonica della collina di San Miniato e rappresenta un patrimonio che merita di essere recuperato, valorizzato e posto al servizio delle esigenze dell’Istituto Cattaneo, che necessita di spazi e strutture adeguate".
Infine, il movimento punta il dito anche sul "silenzio" delle istituzioni locali, in particolare dei sindaci del comprensorio: "Vi è infine un elemento politico che non può passare sotto silenzio. Colpisce il mutismo dei sindaci del comprensorio e, in particolare, del sindaco di San Miniato, che per anni ha sostenuto con fermezza che il Liceo Marconi sarebbe sorto a Ponte a Egola. Oggi, di fronte a una scelta radicalmente diversa, assistiamo a un silenzio incomprensibile".
Dunque, per i Riformisti, il comunicato della Provincia appare più come un messaggio indirizzato agli amministratori locali che come una decisione effettivamente consolidata. Una sorta di "avvertimento preventivo, quasi a voler ricordare che tra gli annunci e la loro concreta realizzazione esiste spesso una distanza considerevole".
"Noi Riformisti di San Miniato guardiamo a questa vicenda con grande preoccupazione. Il Liceo Marconi non appartiene soltanto a un comune: è una realtà scolastica comprensoriale che riguarda migliaia di famiglie e l’intero territorio. Una scelta così importante dovrebbe nascere da un confronto aperto, da una condivisione istituzionale reale e da una visione strategica del futuro. Invece assistiamo all’ennesimo annuncio calato dall’alto, accolto da un silenzio generale che non rassicura nessuno. E quando le istituzioni tacciono su decisioni di tale portata, il rischio è che le comunità si ritrovino ancora una volta a subire scelte sulle quali non sono mai state realmente chiamate a esprimersi. Viva la Democrazia partecipata!".
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