
Il gruppo Coordinamento Montespertoli con la Palestina: "Utilizzo palesemente politico degli strumenti repressivi"
Il gruppo Coordinamento Montespertoli con la Palestina comunica che un componente ha ricevuto un verbale di accertamento in seguito al flash mob pacifico svoltosi il 22 maggio. L’iniziativa era dedicata all’ultima flottiglia diretta verso Gaza e agli arresti compiuti dallo Stato di Israele nei confronti di numerosi volontari.
Come realtà solidale e nonviolenta, scrivono da Montespertoli, "riteniamo grave che un’azione di sensibilizzazione su questi fatti venga oggetto di sanzione, mentre rimangono senza adeguata condanna le violazioni dei diritti umani che abbiamo inteso denunciare pubblicamente".
Il comunicato di Montespertoli Con la Palestina
Una persona del gruppo Coordinamento Montespertoli con la Palestina ha ricevuto un verbale per violazione dell’articolo 18 del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza) con sanzione da 1.000 a 10.000 euro, fondato sull'accusa di aver promosso e partecipato ad un presidio che non era stato preventivamente preavvisato al Questore.
In questi anni il gruppo ha organizzato sul territorio molte iniziative in sostegno del popolo palestinese tra cui diversi flash-mob, forme di contestazione spontanee per le quali non si era mai resa necessaria alcuna comunicazione alle autorità, sempre pacifici e senza mai intralciare il traffico o causare problemi all’ordine pubblico. Adesso invece, per effetto del Decreto Sicurezza DL 23/2026, convertito in legge il 24 aprile scorso, le tutele di ordine pubblico sono state ridefinite e l’art. 18 TULPS è stato trasformato da reato penale di lieve entità a pesante illecito amministrativo, il quale viene contestato mediante verbale emesso all’esito di un rapido procedimento amministrativo, privo di adeguate garanzie difensive, ed ora anche i flash-mob vengono puniti con sanzioni amministrative fino a 10.000 euro.
Si tratta di una pesante privazione dei diritti di riunione e manifestazione e la sua applicazione nei confronti delle azioni del Coordinamento Montespertoli con la Palestina rappresenta un precedente gravissimo nel nostro territorio. Gli effetti del Decreto Sicurezza ricadono (a pioggia) sul movimento in sostegno del popolo palestinese. Un movimento antimilitarista, anticolonialista e antisionista, che non vede la questione palestinese come un fatto isolato ma come espressione di un osceno capitalismo di guerra, che innesca conflitti su scala mondiale distruggendo territori e demonizzando intere popolazioni, con conseguenze dirette sul nostro vivere quotidiano e sulla vita di milioni di esseri umani.
Invece, vengono denunciati coloro che contestano queste politiche, portate avanti da criminali condannati ma a piede libero nel silenzio generale. Sono i presidenti e i governi di gran parte degli Stati occidentali ad essere complici del genocidio del popolo palestinese e a trascinare con le loro scelte intere popolazioni nella rovina, nella povertà e nella guerra infinita.
Con questa sanzione si inaugura nel nostro territorio un utilizzo palesemente politico degli strumenti repressivi in mano alle forze dell'ordine. Si tratta di un primato molto triste. Tutto questo è un aggressione nei confronti di chi dissente. È un vero affronto alla libertà di espressione. Il nodo,oltre la sanzione, è il tentativo di intimidire e zittire un movimento che lotta per la giustizia. Proprio per questa ragione questo movimento continuerà la sua lotta, per la liberazione del popolo palestinese e per la fine del genocidio in corso per rispetto dell’umanità, e perché questi provvedimenti di stampo fascista vengano ritirati al più presto, possibilmente insieme al governo che li ha emessi.
Un territorio antifascista come Montespertoli non può accettare un decreto del genere, non può accettare che il dissenso venga represso con multe dai 1.000 ai 10.000 euro. È un provvedimento pericoloso e lesivo della libertà di partecipazione, democratica e plurale, alla vita politica del nostro Paese. Per questo il Coordinamento Montespertoli con la Palestina e la Rete antifascista di Montespertoli fanno appello alle associazioni, ai partiti, ai movimenti e a tutte le realtà sociali del territorio, invitandole a prendere una posizione chiara in merito e a mostrare coraggio di fronte a un governo che sta portando l’Italia allo sgretolamento democratico e sociale.
Il Coordinamento Montespertoli con la Palestina non è un’associazione, non ha un presidente, non ha un “responsabile” da usare come capro espiatorio. È un gruppo spontaneo, fatto di persone che condividono idee e pratiche. È una realtà informale composta da cittadini del territorio di Montespertoli e delle immediate vicinanze, attivi in campo sociale, culturale e politico. È espressione di una responsabilità collettiva e condivisa, orizzontale, non verticistica, non delegata né rappresentativa di un volere altrui, quindi non c'è un singolo individuo da colpevolizzare. Al contrario di quanto si ricerca nell'applicazione individualista del Decreto Sicurezza, le idee collettive non si possono condannare e soprattutto non si può decidere arbitrariamente a chi attribuirle. Un’idea politica si concretizza solo quando prende forma nella realtà, e quella forma è sempre collettiva.
CIl gruppo Coordinamento Montespertoli con la Palestinaolpire una persona significa, in questo caso, colpire un intero movimento spontaneo ed il diritto stesso di pensare, organizzarsi e dissentire insieme. Portiamo la nostra solidarietà a tutte le realtà che fanno parte di questo Movimento, in qualunque forma si organizzino e a tutte le persone che hanno subito i danni di questo decreto. Facciamo appello a unirci per trovare insieme forme di manifestazione e dissenso. La libertà di espressione non si tocca e il metodo fascista di “colpirne uno per educarne 100” non funzionerà più!
Falchi (AVS): "Uso politico della repressione"
"Esprimo la mia totale e convinta solidarietà al componente del Coordinamento Montespertoli con la Palestina ingiustamente colpito da una sanzione amministrativa che può arrivare fino a 10.000 euro per un flash mob pacifico". Lo dichiara Lorenzo Falchi, capogruppo in consiglio regionale per Alleanza Verdi e Sinistra.
"Siamo di fronte alle prime, gravissime applicazioni sul nostro territorio del nuovo Decreto Sicurezza voluto dal Governo. Trasformare le tutele di ordine pubblico in pesanti illeciti amministrativi significa utilizzare il braccio di ferro economico per aggirare le garanzie della difesa e intimorire chi dissente. È inaccettabile che in una terra dalla profonda storia antifascista come Montespertoli e la Toscana si colpisca chi manifesta pacificamente contro le violazioni dei diritti umani e contro il genocidio, lasciando invece impuniti i veri criminali".
Gruppo Consiliare Vivo Montespertoli
Prendiamo atto dai giornali che un componente del Coordinamento Montespertoli con la Palestina ha ricevuto un verbale per violazione dell'articolo 18 del TULPS, con una sanzione fino a diecimila euro, per aver organizzato un flash mob pacifico senza preventiva comunicazione al Questore. Un'iniziativa come tante altre svolte negli anni sul territorio, sempre senza incidenti e senza alcun impatto sull'ordine pubblico.
Il Decreto Sicurezza ha trasformato quello che era un illecito penale di modesta entità in una pesante sanzione amministrativa, irrogabile con un procedimento rapido e con margini di difesa ridotti. Le forze dell'ordine non possono fare altro che fare rispettare la legge; legge che da tempo consideriamo da abrogare.
Come gruppo consiliare di maggioranza, avevamo già preso posizione: il 22 ottobre 2024 abbiamo presentato un Ordine del Giorno formale, firmato da dieci consiglieri, opponendoci pubblicamente al provvedimento e chiedendo all'amministrazione di attivarsi tramite ANCI per richiederne lo stralcio.
"A chi è stato colpito dal provvedimento va la mia solidarietà. Comunque la si pensi sull'oggetto delle manifestazioni, il Decreto Sicurezza è una legge sbagliata: colpisce iniziative pacifiche, comprime diritti costituzionalmente garantiti e costringe le forze dell'ordine ad applicare norme che limitano le libertà democratiche. Lo avevamo detto in consiglio comunale, lo ribadiamo oggi: questo provvedimento va ritirato", così Giacomo Giusti, Capogruppo Vivo Montespertoli
Madau (Sinistra Italiana - AVS): "Inaccettabile colpire il dissenso pacifico"
Come segreteria provinciale di Sinistra Italiana esprimiamo la nostra piena solidarietà al componente del Coordinamento Montespertoli con la Palestina destinatario di una sanzione amministrativa in seguito al flash mob pacifico dello scorso 22 maggio.
Riteniamo profondamente preoccupante che un'iniziativa nonviolenta di sensibilizzazione sui drammatici eventi che continuano a colpire il popolo palestinese possa essere oggetto di provvedimenti sanzionatori così pesanti, mentre continuano a susseguirsi, nel sostanziale silenzio della comunità internazionale, gravissime violazioni dei diritti umani a Gaza e nei Territori palestinesi occupati.
Le prime applicazioni del cosiddetto Decreto Sicurezza mostrano con chiarezza il rischio che avevamo denunciato fin dalla sua approvazione: l'utilizzo di strumenti repressivi e di sanzioni economiche particolarmente onerose nei confronti di chi esercita il proprio diritto democratico a manifestare e a dissentire ha senza dubbio un effetto intimidatorio verso cittadini, associazioni e movimenti.
La libertà di riunione, di manifestazione e di espressione rappresenta uno dei pilastri fondamentali della nostra democrazia. Colpire chi manifesta pacificamente per richiamare l'attenzione su una tragedia umanitaria significa inviare un messaggio sbagliato e pericoloso, soprattutto in territori come Montespertoli e la Toscana, che affondano le proprie radici nei valori dell'antifascismo, della partecipazione democratica e della solidarietà internazionale.
Sinistra Italiana - AVS continuerà a sostenere tutte le iniziative pacifiche di solidarietà con il popolo palestinese e tutte le battaglie in difesa delle libertà democratiche sancite dalla nostra Costituzione.
La Casa del Popolo di Montespertoli: "Ferma condanna"
Così la presidente della casa del popolo di Montespertoli Serena Fontanelli: "L’associazione Casa del Popolo di Montespertoli esprime la più ferma condanna per la misura repressiva a cui è stato sottoposto uno degli attivisti del coordinamento Montespertoli per la Palestina per aver espresso liberamente il proprio pensiero, a causa del vergognoso Decreto Sicurezza che le forze dell'ordine naturalmente non possono esimersi dal far rispettare. Alla persona coinvolta e al gruppo va la nostra solidarietà".
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