
L'assessora Torrini: "Un contributo per scardinare disparità che costringono le donne a rinunciare al lavoro per la cura di bambine, bambini e delle persone anziane"
Questo primo momento di incontro ha coinvolto sindacati, associazioni di categoria, la Commissione Pari Opportunità, ARTI-Centri per l'Impiego Regione Toscana, l'Agenzia per lo Sviluppo Empolese Valdelsa ASEV e la Fondazione Rigel.
A guidare l'incontro l'assessora alle Pari Opportunità e al Lavoro, Valentina Torrini. Presente l'assessore al Commercio e alle Attività Produttive Adolfo Bellucci per mostrare le attività del Piano per il Terrafino dove l'amministrazione comunale ha intenzione di portare servizi a sostegno delle tante persone impiegate nella zona industriale a ovest della città.
A raccontare il percorso compiuto e le prossime tappe è stata l'assessora Torrini: "Durante questo primo incontro abbiamo riflettuto sul fatto che, nonostante le competenze del tema della conciliazione vita-lavoro siano a carico principalmente dello Stato, noi non possiamo stare a guardare. In attesa che lo Stato fornisca un supporto pubblico adeguato alla cura dei bambini, delle bambine e delle persone più fragili, senza il quale è difficile per le madri mantenere una partecipazione continua al lavoro, è giusto domandarsi quali strumenti può mettere in campo l'amministrazione comunale con le tante realtà virtuose che compongono il nostro territorio, per favorire la conciliazione vita lavoro delle donne, perché più le differenze tra generi diventano distanze e quindi ingiustizie e più ad entrare in crisi è tutto il sistema democratico".
Il lavoro è partito dalla relazione del maggio scorso di Save the Children chiamato Le Equilibriste: la maternità in Italia nel 2026 dove si specifica che in Italia il supporto alla cura dei bambini è più limitato rispetto ad altri Paesi europei e che la dimensione culturale ripete l'assunto sbagliato per cui i bambini e le bambine soffrono se le mamme tornano a lavoro dopo la loro nascita. Le conseguenze di queste due cose è che si rinuncia al contributo lavorativo femminile e al maggior tempo che i padri potrebbero mettere a disposizione per la crescita dei figli e delle figlie
Fonte: Comune di Empoli - Ufficio Stampa
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