Condanna per diffamazione alla vicepresidente Diop, Giani risponde

(foto gonews.it)

Il presidente ha espresso solidarietà alla consigliera Amadio, che ha presentato l'interrogazione, sottolineando: "Per me non ha rilevanza ciò che è avvenuto in Consiglio comunale a Livorno"


"In questi mesi ho avuto modo di conoscere e apprezzare la vicepresidente Diop, è persona corretta, attenta e garbata nei modi" e "le parole che pronuncia sono sempre di profondo rispetto", "per me non ha rilevanza ciò che è avvenuto nel dibattito del consiglio comunale di Livorno". Così ha risposto il presidente della Regione Eugenio Giani all’interrogazione presentata da Marcella Amadio (FdI) in merito alla condanna per diffamazione a mezzo stampa a carico della vicepresidente regionale Mia Diop ai danni di un consigliere del Comune di Livorno.

In particolare nella condanna, al pagamento di 1200 euro di multa per delle parole contenute in una lettera riferite ad un consigliere di opposizione, oltre a Diop sono coinvolti altri tre consiglieri comunali. Il decreto penale di condanna, come riportava nel maggio scorso Il Tirreno, vedeva incriminata la parola "squadrista" per la quale fu presentata querela. Nella lettera dei consiglieri si parlava di "reazione sproporzionata e inqualificabile" con riferimento a "un'aggressione verbale" nei confronti di una dipendente comunale. Per altri esponenti della nota la posizione è stata archiviata mentre Diop, allora consigliera comunale di Livorno e oggi vicepresidente della Regione Toscana, e altri tre sono stati riguardati dal decreto.

Giani ha spiegato che "il decreto penale di condanna per il reato di diffamazione a mezzo stampa è per espressioni che si riferiscono ad una situazione avvenuta nel comune di Livorno – si legge nell’interrogazione - parole come sdegno, usate da Diop, nei confronti del ‘comportamento violento, squadrista ed intimidatorio’ tenuto da alcuni consiglieri di opposizione". "In realtà queste espressioni nascono perché sui social vi era un commento denigratorio da parte di una dipendete comunale nei confronti della consigliera Amadio". Giani ha espresso solidarietà ad Amadio e "rispetto e considerazione per il lavoro corretto che svolge in Consiglio regionale, un lavoro costruttivo e dialetticamente fondato. Per tutto quello che ne è derivato, il dibattito in Consiglio comunale a Livorno rimane in consiglio comunale". "Non vado oltre alla solidarietà per una vicenda che sarà superata nella sua dimensione di rilevanza penale".

Nella sua replica la consigliera di Fratelli d'Italia Marcella Amadio si è definita "fortemente insoddisfatta dalla risposta del presidente Giani" e ha ricostruito la vicenda: "Una dipendente del Comune, che dovrebbe mantenere una posizione di terzietà, sui social scrisse ‘altro che Regione, la Amadio deve essere cancellata’", ma "io non sono un tratto di penna – continua Amadio in una nota - e nemmeno trasparente, così sono andata nell’ufficio per chiedere spiegazioni, accompagnata da un collega e registrando un video per evitare falsità. Il colloquio è stato civile. Eppure i consiglieri di maggioranza dell'epoca firmarono un comunicato indecente parlando di "aggressione squadrista" e parlando persino di un malore della dipendente". Secondo Amadio "siamo stati accusati di abuso di potere e di aver impedito di esprimere il libero pensiero". "Quando una persona firma un comunicato stampa così è una persona irresponsabile, priva di esperienza, con molta superficialità e le conseguenze sono l’incapacità totale, finché si tratta del consigliere comunale Diop è un conto, ma quando diventa vicepresidente della Regione e ci rappresenta, questo preoccupa. Si diventa vicepresidente con esperienza e per capacità, oltretutto ha anche delega alla legalità".

Da parte del Pd espressa "solidarietà alla vicepresidente della Regione Toscana, Mia Diop, per i toni e le espressioni inaccettabili utilizzati oggi in Aula dalla consigliera di Fratelli d’Italia Marcella Amadio nel corso del dibattito consiliare su un’interrogazione relativa a una vicenda riguardante il Comune di Livorno. Rimaniamo convinti che la funzione ispettiva e di controllo rappresenti una prerogativa fondamentale delle opposizioni, ma respingiamo l’ennesimo utilizzo dello strumento dell’interrogazione come mero mezzo di attacco personalistico, anziché come occasione di confronto nel merito delle questioni amministrative e politiche. Le parole rivolte alla vicepresidente Diop hanno assunto un carattere denigratorio che riteniamo grave. A Mia Diop rinnoviamo la nostra fiducia e il nostro sostegno per il lavoro che sta svolgendo al servizio della Toscana e delle sue comunità" dichiara Simone Bezzini, capogruppo Pd in Consiglio regionale.

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