Regione, al via percorsi di monitoraggio dei 'Pfas': coinvolte imprese e gestori del servizio idrico

L'obiettivo è rafforzare il quadro conoscitivo regionale sulla presenza di queste sostanze nelle principali matrici ambientali


La Regione Toscana compie un nuovo passo avanti nell'attività di conoscenza e monitoraggio dei ‘Pfas’, le sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche sempre più al centro dell'attenzione internazionale per il loro impatto sull'ambiente.

Prendono infatti il via due percorsi volontari di raccolta e condivisione dei dati relativi alla presenza di Pfas nelle matrici ambientali, coinvolgendo da un lato le installazioni soggette ad Autorizzazione integrata ambientale (‘Aia’) e dall'altro gli impianti di depurazione del Servizio idrico integrato.

L'obiettivo è rafforzare il quadro conoscitivo regionale attraverso l'acquisizione di dati omogenei e scientificamente validati sull'intero territorio toscano, approfondendo la presenza di queste sostanze nelle principali matrici ambientali, nelle emissioni e negli scarichi. Le informazioni raccolte costituiranno una base fondamentale per orientare le future valutazioni e le attività istituzionali della Regione.

Il primo percorso sarà presentato il 29 giugno nel corso di un incontro online rivolto alle imprese titolari di installazioni autorizzate in Aia. L'iniziativa, realizzata con il supporto tecnico di Arpat e la collaborazione del sistema Confindustria territoriale, consentirà di condividere modalità operative, schede informative e dati tecnici eventualmente già disponibili.

Il secondo tavolo, dedicato agli impianti di depurazione del Servizio Idrico Integrato, si svolgerà invece il 1° luglio e vedrà il coinvolgimento dei gestori del servizio in collaborazione con Arpat e Cispel Toscana. Anche in questo caso saranno condivisi strumenti operativi, criteri di raccolta dei dati e modalità di coordinamento delle attività sul territorio regionale.

Questo - sottolinea l'assessore regionale all’ambiente David Barontini - è solo il primo atto concreto nell'ambito della maxi-indagine conoscitiva sulla presenza degli ‘inquinanti eterni’ Pfas in scarichi idrici, emissioni in atmosfera e rifiuti, con un focus mirato sui comparti produttivi più rilevanti del territorio, dopo la delibera approvata ad aprile. Vogliamo costruire un quadro conoscitivo sempre più solido e trasparente, fondato su dati scientifici e sulla collaborazione tra istituzioni, sistema produttivo e gestori dei servizi pubblici”.

Conoscere - aggiunge Barontini - è il primo passo per prevenire, programmare e intervenire in modo efficace nella tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini. Per questo desidero ringraziare la Direzione tutela dell’ambiente ed energia della Regione Toscana, guidata da Andrea Rafanelli, che ha predisposto e coordinato questo importante percorso di monitoraggio, insieme ad Arpat, ai gestori e a tutti i soggetti che contribuiranno alla raccolta e alla condivisione dei dati”.

Le due iniziative rappresentano dunque l'avvio operativo di un percorso regionale che punta a rafforzare il monitoraggio ambientale e ad accrescere il patrimonio di conoscenze a disposizione delle istituzioni, in un ambito che sta assumendo un'importanza crescente a livello europeo e nazionale.

Fonte: Regione Toscana

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