
Giovanni Guerri racconta a Radio Lady la storia delle tre cinte murarie della città di Empoli e i suoi sviluppi urbani
Al via la terza puntata della rubrica 'Pillole di Storia di Empoli' con Giovanni Guerri, medico appassionatissimo di storia, intervistato da Irene Rossi su Radio Lady 97.7.
L'INTERVISTA COMPLETA
In questa nuova puntata si è continuato a parlare delle origini della città di Empoli sulla scia dello scorso episodio, soffermandoci in particolare sulla storia delle cinte murarie della città: "Erano tre. La prima risale al 1119, costruita su iniziativa dei conti Guidi, era probabilmente l'incastellamento di Empoli, che quasi certamente corrisponde all'attuale 'giro d'Empoli', ovvero via del Giglio, via Ridolfi e Via del Papa" spiega Guerri. Intorno alla metà del XIII secolo la struttura risultava troppo stretta, per questo vennero effettuate delle espansioni verso Sud. Già intorno alla metà del XIII venne effettuato un'ampliamento strategico e strutturale delle mura. I costruttori decisero di proiettare la maggior parte del nuovo spazio difensivo verso Sud. A Nord invece si verificò un'espansione abitativa spontanea, dove vennero costruite la Porta del Noce, infondo a via del Papa, e la Porta dell'Ospedale, in via del Giglio, di cui però ad oggi non vi è traccia.

Nel 1233 l'alluvione dovuta allo straripamento dell'Arno distrusse gran parte della struttura empolese. A seguito di questa catastrofe presero avvio i lavori per la costruzione della seconda cinta muraria.
La nascita della seconda cerchia muraria aprì la strada alla riconfigurazione degli spazi urbani esterni al vecchio castello, che iniziarono a ospitare importanti complessi religiosi e strategiche strutture civili: "A Sud, poco oltre via dei Neri, sorse la Chiesa di Santo Stefano con il convento dei frati Agostiniani. Nella parte Nord, verso l'Arno, si sviluppò invece il complesso delle suore Domenicane, di epoca successiva. Sempre nel settore settentrionale del centro, lungo via Ridolfi, che all'epoca prendeva il nome proprio di via Salaria, venne edificato il famoso Magazzino del Sale, una struttura d'epoca trecentesca che oggi, completamente restaurata, ospita il Museo del Vetro".
Una delle curiosità più affascinanti legata alla cerchia trecentesca riguarda il cosiddetto 'Torrino dei Righi', situato nella piazza del vecchio ospedale. Racconta Guerri: "Questa antica torre difensiva era stata storicamente inglobata e nascosta dalle successive espansioni della struttura ospedaliera. Di recente, grazie a un importante lavoro di recupero e valorizzazione, il torrino è stato finalmente liberato e restituito al suo antico aspetto". Oggi questo storico edificio è rinato al pubblico ospitando la biblioteca dei ragazzi, nota come 'Palazzo Leggenda'.
Nel 1348 un altro evento catastrofico colpì la città di Empoli, la peste, a cui chiaramente seguì un forte calo demografico piegando particolarmente anche la resistenza degli empolesi: "La Repubblica fiorentina deliberò una ricostruzione integrale delle mura di Empoli, ed è così che venne realizzata la terza cerchia muraria di cui sono ancora oggi visibili i resti". La parti ancora visibili dell'ultima cerchia sono il Torrione di Santa Brigida e Porta Pisana.
Guerri lancia anche una polemica rispetto all'arco in cemento armato che chiude Porta Pisana: "La Soprintendenza alle belle arti ha bocciato il progetto di ricostruzione dicendo che, siccome quell'orrendo arco in cemento armato che chiude Porta Pisana è storico, non si può modificare perché sono passati 50 anni".
Con la costruzione della ferrovia Leopolda, la costruzione del ponte sull'Arno e la realizzazione di via Roma, le mura furono in gran parte distrutte.
Teresa Vitrano
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