Polemica Cerreto Guidi, parla Bruni: "Non ho detto nulla" e rigetta richieste di dimissioni

Il consigliere dopo l'accusa di aver detto "hanno fatto bene" ad una consigliera che aveva riferito di aver avuto parenti uccisi dai fascisti: "Valutiamo azioni legali"


"Ho acquisito il filmato del consiglio comunale e non si evince nulla, non ho detto proprio nulla al massimo stavo chiacchierando con chi mi era accanto per i fatti miei. Stiamo valutando azioni legali, risponderanno di quel che dicono", si difende così Maurizio Bruni, esponente del 'Centrodestra per Cerreto Guidi' in consiglio comunale a Cerreto Guidi accusato di aver detto "hanno fatto bene" dopo che la consigliera del PCI Susanna Rovai aveva riferito di aver avuto dei parenti uccisi dai fascisti.

Serve precisare che, stando al racconto dei testimoni in consiglio comunale, tra cui anche alcuni profili non politici, la frase sarebbe stata effettivamente pronunciata, ma non sono ancora disponibili le registrazioni e non è stato reso pubblico il video del consiglio mentre dal gruppo del Cdx al momento è mantenuto riserbo. Oltre alle accuse di Susanna Rovai, anche Francesca Brotini, capogruppo del gruppo consiliare di maggioranza 'Avanti insieme-Simona Rossetti Sindaco' aveva parlato di "inaccettabile intervento del consigliere Bruni che ha offeso la collega Rovai" condannando quanto avvenuto. La capogruppo del gruppo di maggioranza conferma quanto dichiarato: "Le parole sono state sentite da tutti i presenti e sono le stesse riportate nei giorni scorsi".

Bruni rigetta intanto le richieste di dimissioni, "se me lo dicono i miei elettori si, altrimenti non mi dimetto. Anzi potrei diventare capogruppo dell'opposizione", e torna su quanto avvenuto in consiglio comunale. Brandendo nuovamente il pomo della discordia che avrebbe generato lo scontro, ossia il valore dei viaggi della memoria: "Loro fanno sempre così quando si parla di cose serie. Noi gli abbiamo chiesto per quale motivo si è buttato via 20mila euro per andare a vedere i campi di sterminio senza mai andare alle Foibe, non ci siamo mai stati in 40 anni alle Foibe. La Memoria è giusta, ma deve essere a 360 gradi. Abbiamo bisogno di andare ogni anno ai campi di sterminio e mai alle Foibe".

Alle accuse di fascismo risponde in modo piccato: "Il fascismo quando sono nato era finito da 8 anni, non posso essere fascista. Ero un democristiano, quello certo, come lo erano quelli che sono ora del PD. Non sono mai stato fascista. Condannare il fascismo? Certo, come il comunismo, li condanno entrambi, ma relativamente al periodo storico che stavano vivendo".

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