
Le indagini della procura nel Comune di Anghiari, scattate dopo un afflusso anomalo di richieste al commissariato. Sotto inchiesta anche un cittadino argentino, ritenuto promotore dell'organizzazione
Si sono concluse le indagini della polizia, coordinate dalla procura di Arezzo, su un presunto sistema finalizzato all'ottenimento illecito della cittadinanza italiana "iure sanguinis". È stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini a 7 persone, tra le quali il sindaco di Anghiari Alessandro Polcri, dipendenti comunali e un cittadino argentino, ritenuto dagli investigatori promotore dell'organizzazione.
Le indagini sono scattate dopo la segnalazione del commissariato di Sansepolcro, agli inizi del 2022, in merito ad un afflusso anomalo di cittadini sudamericani, in particolare argentini, presso l'ufficio di polizia in questione, intenzionati all'ottenimento del passaporto a seguito del riconoscimento della cittadinanza italiana "iure sanguinis" ad opera degli uffici del Comune interessato.
Gli accertamenti, svolti anche con attività di intercettazione ambientale, telefonica e telematica, avrebbero rilevato un sistema fondato sul pagamento di ingenti somme di denaro al cittadino argentino, da parte di cittadini sudamericani interessati ad ottenere la cittadinanza "per diritto di sangue" vantando di avere un avo italiano. Secondo l'accusa si aggiungerebbero una serie di false attestazioni rese dai pubblici ufficiali, volte a consentire la conclusione dell'istruttoria e del procedimento amministrativo con il riconoscimento finale, da parte del sindaco, della cittadinanza italiana "iure sanguinis" e il conseguente ottenimento del passaporto italiano.
Da qui la contestazione dei reati di falso ideologico e falso materiale in atto pubblico, sia nei confronti dei pubblici ufficiali che del cittadino argentino. Quest'ultimo, sempre da quanto ricostruito, dietro il pagamento di somme di denaro forniva servizio di assistenza ai cittadini sudamericani, sponsorizzando il servizio sui social network e gestendo un notevole flusso di persone in ingresso in Italia, curando anche la permanenza sul territorio aretino. Una volta ottenuto il pagamento dai propri clienti, l'indagato avrebbe assicurato un alloggio temporaneo, con tanto di contratti di locazione di poche settimane in appartamenti all'interno del Comune, sfruttando poi rapporti instaurati con alcuni dipendenti comunali per ottenere in tempi più rapidi la conclusione positiva dell'istruttoria. Al centro dell'indagine anche l'ottenimento di residenza anagrafica fittizia nei periodi di permanenza nel Comune, determinata secondo la procura dalla falsa attestazione da parte dei vigili urbani deputati al controllo.
Secondo gli investigatori però nessuno dei sudamericani coinvolti avrebbe avuto la reale volontà di trasferire in Italia la propria abituale dimora, arrivando con il viaggio di ritorno già prenotato e trattenendosi sul territorio aretino per poche settimane, ossia per il tempo strettamente necessario ad ottenere cittadinanza italiana e relativo passaporto, per poi abbandonare il territorio nazionale. Il sistema, dalla ricostruzione della Procura, era volto a far ottenere ai cittadini stranieri interessati la cittadinanza italiana "iure sanguinis" e il relativo passaporto in mancanza dei presupposti di legge richiesti, in particolare sulla base della falsa attestazione di residenza, in tempi brevi e bypassando la procedura consolare prevista che altrimenti avrebbe richiesto tempi lunghi ed esiti incerti. Da quanto emerso sarebbero state oltre 200 le cittadinanze "iure sanguinis" rilasciate negli anni oggetto d'indagine, con tempi di definizione delle pratiche ritenuti anomali, per velocità, rispetto ad altre realtà municipali.
Notizie correlate
Tutte le notizie di Anghiari
<< Indietro





