Migliaia di frammenti di polistirolo e rifiuti in spiaggia a Vecchiano, Legambiente: "Allarmante"

I risultati nel progetto "Epic": trovati polimeri, carta, metallo, cotton fioc, calzature, provette di laboratorio. "Plastica minaccia per gli ecosistemi". Sindaco Angori: "Necessità di sensibilizzazione al corretto smaltimento"


Giovedì 11 giugno Legambiente Toscana ha effettuato la terza delle quattro beach litter previste nell'ambito del progetto “Epic - un marE PrIvo di plastiCa”, cofinanziato dal Programma Interreg Marittimo Francia-Italia e di cui ARPAT è capofila. Il transetto analizzato (di 100 metri di lunghezza) localizzato a Marina di Vecchiano (PI), poco a nord di Bocca di Serchio, ha presentato criticità addirittura superiori a quelle riscontrate nel precedente monitoraggio realizzato nell'ottobre del 2025.

Durante l’iniziativa precedente era stata rinvenuta, nello stesso transetto analizzato, un'elevata quantità di polistirolo, che rappresentava più del 30% di rifiuti trovati (571 frammenti sopra i 2,5 cm su un totale di 1786 rifiuti). Una situazione che decisamente è peggiorata durante l’ultima beach litter dell’11 giugno, poiché non è stato possibile quantificare il numero preciso di frammenti di polistirolo presenti, vista l’elevatissima concentrazione. Secondo un calcolo fatto sul posto, sono almeno 6000 i frammenti di polistirolo che sono stati contati nell’area.

"I dati del monitoraggio raccontano una situazione allarmante. In aggiunta ai 6000 frammenti di polistirolo bisogna considerare gli altri 1241 rifiuti rinvenuti sulla spiaggia, di cui il 90% è costituito da polimeri artificiali, come cotton fioc, suole di scarpe in plastica, bottiglie e provette da laboratorio", dichiara Elisa Turiani, coordinatrice dell’ufficio di presidenza di Legambiente Toscana. "Se a questo numero aggiungiamo anche tutto il polistirolo osservato, la percentuale di plastiche sale quasi al 99%, mentre la densità di rifiuti per metro quadrato passa da 0,62 a 3,6, confermando ancora una volta quanto la plastica rappresenti una minaccia per gli ecosistemi naturali".

"Dai dati di queste rilevazioni emerge la necessità pregnante di mettere in piedi azioni di sensibilizzazione del corretto smaltimento verso la cittadinanza e più in generale gli utilizzatori dei vari utensili, anche monouso, di plastica e assimilabili. In particolare attraverso una sinergia istituzionale tra Arpat e gli enti preposti, risulta necessario organizzare tali iniziative per tutte le comunità che sorgono lungo il corso del fiume Serchio, compresa anche la nostra, interessando anche le associazioni dedite alla pesca, realizzando una sinergia tra i Comuni nel pieno rispetto di una sempre maggiore sostenibilità ambientale", afferma Massimiliano Angori, sindaco di Vecchiano.

Oggetti rinvenuti come suole di scarpe, cotton fioc, provette di laboratorio lasciano presumere un’origine “terrestre”, e un trasporto a opera dei corsi d’acqua vicini all’area monitorata, il Serchio e, più a sud, l’Arno. Altri materiali, come plastica espansa e polistirene estruso, riconducono invece ad attività legate al settore della navigazione e della pesca. È importante sottolineare inoltre come, in queste aree, il legname spiaggiato rappresenti, al tempo stesso, una trappola per i rifiuti (che rimangono sul posto a frammentarsi), e un filtro naturale per la zona a ridosso della duna, che risulta, di conseguenza, molto più pulita rispetto al resto della spiaggia.

I dati raccolti in occasione di questa ultima beach litter sono stati presentati durante l'evento EPIC che si è tenuto sabato 13 giugno a Marina di Massa, nell'ambito dell’iniziativa itinerante "Il Leudo racconta…" organizzata da Regione Liguria per il progetto Interreg Neptune Evolution. Nel corso dell'evento, i risultati del monitoraggio effettuato da Legambiente Toscana sono stati paragonati a quelli emersi da alcune osservazioni condotte da Arpat attraverso rilievi subacquei e con drone. Questo ha permesso di formulare alcune ipotesi circa l’origine e le modalità di dispersione dei rifiuti e pianificare iniziative future che prevedano la combinazione di diverse tecniche di monitoraggio.

Fonte: Legambiente Toscana - Ufficio stampa

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