
Il Comune di San Miniato esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Daniele Vergari, agronomo, storico e presidente dell'Associazione G.B. Landeschi.
Promotore della storia dell'agricoltura, del paesaggio e della cultura del nostro territorio, ha dedicato il proprio impegno alla valorizzazione della figura di Giovan Battista Landeschi e alla diffusione della conoscenza del patrimonio storico, ambientale e scientifico di San Miniato, contribuendo con competenza e passione a mantenerne viva la memoria e a innovare il settore.
"Alla famiglia e ai suoi cari le più sincere condoglianze del Sindaco, dell'Amministrazione comunale e dell'intera comunità di San Miniato".
Il commiato del Consorzio di Bonifica
Sarebbe facile raccontare Daniele Vergari limitandosi alla lettura del suo curriculum.
Laureato in scienze agronomiche e in storia, accademico dei Georgofili, membro dell’Accademia di Fisiocritici di Siena e dell’Accademia degli Euteleti di San Miniato, vincitore nel 2008 del premio Antico Fattore, presidente dell’Associazione Giovan Battista Landeschi, consigliere e responsabile della biblioteca della Società Toscana di Orticultura e via e via e via…
Certamente dai titoli e dalle numerosissime pubblicazioni si intuisce la profondità e l’autorevolezza dello studioso, ma il curriculum non basta a raccontare la persona straordinaria che è Daniele.
C’è un tratto della biografia di Daniele che dice molto di lui ed è proprio il fatto che lavorasse al Consorzio di Bonifica.
Un accademico, un erudito, un prolifico autore di scritti e ricerche ha dedicato tanti anni della sua vita alla gestione amministrativa di un ente tecnico – operativo estremamente specializzato e questo non per ripiego o casualità. L’impegno di Vergari al Consorzio portava con sé un’idea di cultura come curiosità per il mondo e volontà di migliorarlo; una forma di “sapere civile” per il quale è importante che un geometra che opera in Val d’Elsa sappia chi fosse Targioni Tozzetti e, di rimando, è un arricchimento che il mondo dell’accademia sperimenti le contingenze dell’attività sul campo.
Al Consorzio di Bonifica Daniele è stato un ambasciatore presso mondi altrimenti irraggiungibili contribuendo in maniera irripetibile a dare profondità e apertura all’attività consortile. Se oggi il Consorzio di Bonifica è un attore riconosciuto in settori accademici e universitari anche assai distanti dall’ambito tecnico – ingegneristico, lo si deve all’impegno e all’ostinata curiosità di Vergari. Non si contano, negli anni, i momenti, le iniziative, i progetti che insieme disegnano un percorso di altissimo valore culturale.
Per Daniele tutto si tiene e si dipana in un racconto fatto di particolari vividi e orizzonti amplissimi. La mostra sulla bonifica in Toscana dal ‘500 ad oggi, il riordino ed il recupero dell’archivio storico dei Consorzi Idraulici di Empoli, con le sue meravigliose mappe settecentesche, la scoperta della terribile storia del lavoro coatto degli ebrei al Consorzio di Sesto; e nel frattempo, progetti come la ricostruzione di porzioni del paesaggio agrario della Piana Fiorentina, ricerche su pratiche agronomiche nelle nostre casse di espansione finalizzate alla cattura della cO2, progetti per la salvaguardia degli insetti impollinatori, ricerche sulla distribuzione della proprietà fondiaria nelle aree interne.
E anche questo non è abbastanza per abbozzare il ritratto di Daniele. Manca tutto ciò che non può trovare posto negli atti e negli scritti ufficiali, ma che ne era l’essenza. L’amore per i frammenti di storia che si scorgono in oscuri atti di archivio, la capacità di appassionarsi ad un verbale di deputazione degli anni ’30, il rigore intellettuale nell’azione amministrativa si fondevano con un’ironia gentile, ma implacabile.
In tempi di intelligenza artificiale e di crescente approssimazione, stupidamente ci si sarebbe potuti chiedere a cosa potesse servire un Daniele Vergari al Consorzio di Bonifica. La risposta sfugge ad ogni algoritmo e ha a che fare con la radice profonda del nostro lavoro, quel bonum facere che non è solo difesa dall’acqua, ma contributo a plasmare il territorio e le sue comunità. Daniele per noi ha rappresentato questo, il legame vivo e pulsante tra storia e presente, tra il patrimonio di idee, opere e pensatori che ci definisce e il nostro presente nel quale siamo chiamati ad operare.
La verità – dolorosissima – è che Daniele non c’è più e la sua figura non è sostituibile. A noi spetta coltivare i mille semi che ci ha regalato in questi anni facendoli germogliare e difenderne la varietà, la delicatezza, la complessità come parte del nostro essere.
Tutti gli amici e colleghi del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno si stringono nel ricordo di Daniele insieme al Direttore Generale Iacopo Manetti e al Presidente Paolo Masetti, che esprime il profondo rimpianto per la prematura scomparsa: “Resta il grande rammarico di aver condiviso con lui solo un breve tratto di strada, un tempo tuttavia sufficiente a farmene comprendere l’immenso valore. Voglio rammentare con profonda stima e commozione la figura scientifica, professionale e umana di Daniele, che per molti anni ha portato un contributo di altissimo livello all’organizzazione del Consorzio e all’intero mondo della bonifica e dell’agricoltura”.
Notizie correlate
Tutte le notizie di Toscana
<< Indietro





