
Forza Italia ribadisce invece la critica contro la scelta del No alal quotazione in Borsa, critiche da altre forze politiche sulla gestione del servizio
Si è svolta ieri l'Assemblea dei soci della Multiutility Plures durante la quale è stato presentato e approvato il bilancio e si è definitivamente archiviata l'ipotesi della quotazione in borsa. Il bilancio è stato approvato dalla maggioranza dei soci (89%), ma non sono mancate critiche e prese di posizione da parte di amministratori e forze politiche.
Quattordici comuni: "Puntare su qualità servizio e tariffe basse, non sul profitto"
Quattordici Comuni soci in una nota congiunta hanno chiesto alla multiutility "un servizio più efficiente, maggiore attenzione ai bisogni dei piccoli Comuni e tariffe sostenibili". Secondo i primi cittadini, la priorità deve essere quella che Plure resti "orientata alla propria missione pubblica", investire cioé sul miglioramento dei servizi e delle infrastrutture, riducendo progressivamente il peso delle tariffe per cittadini e imprese e garantendo maggiore attenzione alle esigenze dei Comuni più piccoli e delle aree periferiche, ribadendo che una società interamente pubblica non debba avere come obiettivo "la massimizzazione della remunerazione del capitale".
"Una società interamente pubblica che gestisce servizi essenziali deve avere come obiettivo un servizio più efficiente, maggiore attenzione ai bisogni dei piccoli Comuni, delle zone periferiche e tariffe sostenibili, non la massimizzazione della remunerazione del capitale - affermano i sindaci - Se è vero che i dividendi sono fondamentali per i bilanci dei Comuni, non dobbiamo dimenticare che si tratta di entrate da tariffe, e non da una tassazione che risponde al criterio egualitario della progressività. È tempo di rafforzare la solidità dell’azienda, migliorare l’organizzazione, sostenere gli investimenti sulle infrastrutture per contribuire a ridurre progressivamente il peso delle tariffe su cittadini e imprese. Una riorganizzazione che deve valorizzare le professionalità esistenti all’interno e all’esterno dell’azienda, in collaborazione anche con le organizzazioni sindacali, per migliorare la qualità del servizio in ogni comune, a seconda delle proprie caratteristiche e specificità, che ha permesso di raggiungere alti livelli di raccolta differenziata e diminuire la produzione quotidiana di rifiuti".
I Comuni soci hanno inoltre chiesto, in maniera pressoché unanime, un maggiore coinvolgimento nelle scelte strategiche della società ed un rafforzamento delle funzioni di indirizzo, vigilanza e controllo, affinché la governance aziendale operi in piena coerenza con gli obiettivi del servizio pubblico che sono riduzione, riciclo, recupero e corretto smaltimento. Infine, in vista del rinnovo degli organi sociali, i sindaci hanno condiviso la proposta di una proroga tecnica temporanea dell’attuale governance fino al 30 settembre 2026.
Il comunicato è sottoscritto dai sindaci dei Comuni di Agliana, Borgo San Lorenzo, Calenzano, Campi Bisenzio, Cantagallo, Carmignano, Castelfranco Piandiscò, Gambassi Terme, Londa, Rufina, San Godenzo, Sesto Fiorentino, Vaiano e Vicchio.
Sulla stessa linea anche il consigliere fiorentino Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune), che chiede al governo fiorentino di seguire l'esempio di quei quattordici comuni, che hanno "trovato le parole per dirlo in assemblea". In vista del rinnovo della governance a settembre e la fusione con Estra, Palagi chiede a Firenze (primo socio con il 36,8% del capitale) di "esercitare il suo peso da azionista di riferimento". "La multiutility è una realtà che ha solo soci pubblici - commenta Palagi -: non aprire un dibattito vero e aperto sarebbe gravissimo".
Forza Italia ancora per la quotazione in borsa
Se anche tra i più critici nei confronti della multiutility uno dei punti a favore era la rinuncia alla quotazione in borsa, Forza Italia continua a criticare anche quella scelta. La deputata di Forza Italia, Erica Mazzetti, parla di un "dietrofront", accusando la multiutility di aver disatteso le promesse iniziali di riduzione delle tariffe e miglioramento dei servizi: "crescita esponenziale dei costi, zero investimenti sugli impianti, scarsa trasparenza sui conti". Secondo Mazzetti, inoltre, il modello finanziario di Alia-Plures "è al collasso: senza lo sbocco della Borsa, la società si sta esponendo pericolosamente con le banche. Il rischio concreto è che questi debiti vengano poi scaricati direttamente sulle bollette delle imprese, mazzata finale alla nostra competitività".
La parlamentare punta poi il dito contro la tariffa unica regionale, definita una "tassa mascherata" che penalizzerebbe il distretto tessile pratese, e contro la mancanza di impianti sul territorio, che costringerebbe le aziende a "esportare gli scarti fuori regione o all'estero, pagando costi di trasporto esorbitanti". Da qui la richiesta di un maggiore protagonismo di Prato nelle scelte della multiutility: "Prato deve uscire dalla minorità e pretendere risposte concrete. Istituzioni e categorie economiche si facciano sentire. Biffoni ha intenzione di agire o vuole restare spettatore per poche contropartite?".
Critiche sulla gestione del servizio
Sul fronte della gestione dei rifiuti, è emerso il tema delle criticità del porta a porta, che nelle ultime settimane ha messo in difficoltà diverse aree urbane. Gli stessi sindaci soci hanno parlato di "non poche criticità e problemi irrisolti nella gestione del ciclo dei rifiuti", chiedendo un deciso percorso di efficientamento per migliorare la qualità del servizio e il decoro dei territori.
Dura la posizione di Fratelli d'Italia Fucecchio, che chiede al Comune di far chiarezza sulla situazione di Alia Plures, denunciando i disservizi "che stanno mettendo in difficoltà la quotidianità dei cittadini" e un "forte malcontento tra i lavoratori", testimoniato dalla richiesta di dimissioni della direzione produzione avanzata dalle Rsu. Secondo il partito, la riorganizzazione della raccolta nell'Empolese Valdelsa e la rimodulazione dei turni per il caldo hanno aggravato le criticità del porta a porta, con ritardi e problemi sul territorio.
"Il Comune di Fucecchio come socio di Alia Plures, seppur estremamente minoritario deve far valere le proprie ragioni - commenta FdI Fucecchio -. Chiediamo al Sindaco e alla Giunta di farsi portavoce delle nostre istanze, esigendo risposte chiare e un cambio di rotta immediato".
Sulla questione, è netta anche la posizione dei sindaci di Poggio a Caiano e Carmignano, che hanno votato contro il bilancio denunciando "l'insufficienza di un sistema di raccolta che presenta non poche lacune, per giunta a fronte di costi maggiorati".
Secondo i due sindaci, alla base del voto contrario vi è anche la mancata valorizzazione, all'interno del bilancio di Plures, dei risultati raggiunti dai due Comuni in termini di raccolta differenziata: "I due territori medicei, Poggio a Caiano e Carmignano, sono territori virtuosi, i volumi della raccolta differenziata sono sensibilmente cresciuti, le popolazioni, insieme alle due Amministrazioni comunali, hanno sviluppato un percorso di sostenibilità verso il riuso e il riciclo delle materie domestiche, che non è stato premiato, e che non viene riconosciuto dal Bilancio di Plures".
I sindaci ribadiscono inoltre la disponibilità a proseguire il confronto con la società e con gli altri soci pubblici: "Ci auguriamo che possa aprirsi con i vertici di Plures Alia un sereno confronto, teso a risolvere le problematiche che in più occasioni abbiamo evidenziato con la società di gestione del ciclo rifiuti".
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