Al Tignano Festival Piergiorgio Odifreddi e una notte di flamenco per la pace

Venerdì 3 luglio il conferimento del Premio Incontro tra i Popoli all’intellettuale piemontese. Sabato 4 luglio musica e balli flamenco


Sul palco del Castello di Tignano Debora Rasio e Massimo Citro Della Riva hanno affrontato nei giorni scorsi il tema del cambiamento interiore e nello stile di vita necessari per evolvere e osservare noi stessi come sistemi complessi, dove parte materiale e sottile-energetica sono strettamente connessi.

Venerdì 3 luglio il Comitato culturale Tignano, presieduto da Paolo Gianni, conferirà il Premio Incontro tra i Popoli a Piergiorgio Odifreddi, matematico, logico, saggista e divulgatore. L’incontro con il pubblico, a ingresso libero, inizierà alle 21:30 e sarà moderato dal giornalista Domenico Guarino e dalla filosofa Gloria Germani.

Nel dibattito pubblico contemporaneo, l’intellettuale piemontese ha portato logica, matematica e pensiero scientifico fuori dai confini specialistici dell’accademia. La sua figura si distingue per una difesa netta del razionalismo e della laicità, spesso polemica ma capace di costringere interlocutori e pubblico a misurarsi con argomenti, prove e coerenza logica. Attraverso libri, conferenze e interventi mediatici, ha collegato scienza, filosofia, religione e politica con un linguaggio accessibile, contribuendo ad alzare il livello del confronto culturale anche quando le sue posizioni hanno suscitato controversie.

Le posizioni di Odifreddi su pace e guerra appaiono come una ripresa esplicita dell’eredità di Bertrand Russell: nel libro Cattivo maestro, uscito nel 2026 con Raffaello Cortina editore, valorizza un pacifismo militante, razionalista e anti-conformista. Russell viene presentato come un pensatore incarcerato due volte per pacifismo, promotore di un tribunale contro i crimini di guerra americani in Vietnam e autore, alla fine della vita, di un appello contro i crimini di guerra di Israele in Palestina.
In questo senso, Odifreddi legge la pace come dovere di dissenso: opporsi alla guerra significa contestare le narrazioni ufficiali dei vincitori, rifiutare la logica dei blocchi e giudicare gli Stati non in base alle alleanze, ma ai loro atti.

Sabato 4 luglio alle 21:30, con ingresso libero, il Festival vedrà sul palco musicisti e ballerini dare vita a Noche flamenca por la paz, un’esibizione dedicata alla pace e all’incontro tra i popoli che gode della coreografia e della direzione artistica di Claudio Javarone. Il flamenco è stato dichiarato Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità dall'Unesco il 16 novembre 2010. Questa antica e appassionata forma d'arte è protetta a livello globale come simbolo di identità culturale, fusione di popoli e trasmissione di valori intergenerazionali.

Secondo la visione spirituale di Shri Mataji Nirmala Devi, il flamenco non è semplicemente un ballo folcloristico, ma rappresenta una connessione diretta con le radici sottili e l'energia primordiale dell'essere umano. Nonostante la forza fisica impressa nel ballo, la Madre indiana sottolineava che “il vero flamenco nasce dal duende, la manifestazione dell'energia pura del cuore. La combinazione di gioia intensa e profonda malinconia tocca le corde dello spirito e stimola la sensibilità emotiva illuminata”.

Si esibiranno: Antonio Porro, guitarra; Mariano Manzella, cante; Francesco Perrotta, cajon; Marta Piva e Claudio Javarone, baile; Compañia CJF, cuerpo de baile

Fonte: Ufficio Stampa



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