
Sembrerebbero riconducibili a un malore, "un arresto cardiaco da stress, probabilmente da calore", le cause della morte del detenuto di 75 anni deceduto in ospedale dopo aver trascorso dieci giorni nel carcere di Sollicciano. A fare il punto è stato il direttore generale dell'Asl Toscana Centro, Valerio Mari, al termine di un sopralluogo nel penitenziario fiorentino insieme all'assessora regionale Monia Monni.
"Le cause del decesso sembrerebbero riconducibili a un malore, un arresto cardiaco da stress, probabilmente da calore, perché al momento non ci risulta sia stata disposta neanche l'autopsia", ha dichiarato Mari.
Il direttore generale dell'Asl ha poi ricostruito il quadro clinico del detenuto, sottolineando come si trattasse di "un paziente 75enne cardiopatico, emiplegico a seguito di un ictus di diversi mesi fa, quindi compromesso di base come condizione clinica". Mari ha aggiunto che "le condizioni di salute che si possono sperimentare dentro questi ambienti sono inimmaginabili. Il caldo ha inciso, poter dire che sia la causa non siamo in grado, però sicuramente ha inciso".
Quanto all'assistenza sanitaria ricevuta, Mari ha precisato che il detenuto non era stato collocato nei reparti di detenzione ordinaria, "ma nella parte dedicata agli assistiti, quindi un setting che si avvicina il più possibile a quelle che sono le condizioni di assistenza sanitaria più elevata in carcere", dove era sottoposto a monitoraggio costante, con visite cardiologiche e di altre specialistiche.
"L'accelerarsi dell'aggravamento delle condizioni è testimoniato dal fatto che era in telemedicina, quindi monitorato", ha spiegato ancora Mari. "È stato portato immediatamente al pronto soccorso dove è arrivato vivo, ma probabilmente con condizioni già troppo in là".
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