
Dopo due anni di annunci e impegni solenni davanti ai cittadini di Orentano e Villa Campanile, siamo arrivati alla farsa. Il comunicato dell’amministrazione Mini sul Museo Archeologico di Orentano certifica il fallimento totale della propria linea politica. A metterci la faccia viene mandato, quasi allo sbaraglio e senza che il Sindaco intervenga in prima persona, l'assessore orentanese Nicola Sgueo, chiamato a giustificare una sconfitta penosa: il patrimonio identitario del territorio delle frazioni verrà portato via dalla Soprintendenza e chiuso in qualche magazzino. Un pezzo di storia della comunità che scompare per sempre.
Ci vuole davvero un gran bel coraggio, dopo oltre due anni di legislatura, a dare ancora e sempre la colpa a qualcun altro pur di nascondere la propria totale incapacità di trovare soluzioni. Due anni in cui l’unica azione concreta è stata deliberare la disdetta dell'affitto per smantellare il museo nell’ottobre 2024. Solo davanti alle proteste, alla petizione e a un'assemblea pubblica infuocata a gennaio 2025, il Sindaco aveva fatto un parziale passo indietro dichiarandosi "ottimista" e aperto a soluzioni alternative. Oggi scopriamo che in tutto questo tempo non è stato fatto nulla: nessun progetto, nessuna vera trattativa. L'inerzia ha portato al culmine naturale, con la Soprintendenza che, stanca di aspettare, si riprende i reperti.
Per indorare la pillola, si manda l’assessore Sgueo a fare un gran mescolone di numeri e tentare una debole operazione di distrazione di massa. Ci vengono a raccontare che grazie ai risparmi del museo potranno aprire la biblioteca, sistemare via Giovanni XXIII e completare il fontanello. È un insulto all'intelligenza dei cittadini di Orentano e Villa Campanile. La biblioteca e i servizi per le frazioni sono diritti che vanno garantiti con la normale programmazione e con i canali di finanziamento ordinari, non "barattati" sacrificando il patrimonio materiale archeologico. Cercare di legare la perdita dei reperti storici a questi piccoli interventi serve solo a nascondere una verità lampante: in due anni questa amministrazione non è stata capace di programmare un solo investimento strutturale proprio per le frazioni.
Questo scempio, del resto, allunga la già triste serie di interventi sciagurati perpetrati in questo mandato come la decisione di ridurre l'orario della Biblioteca comunale, così come il vergognoso tentativo di sfrattare la storica associazione La Fototeca dagli spazi comunali; azione sventate solo grazie alla grande mobilitazione dei cittadini, che ha costretto Sindaco e Giunta a frettolosi passo indietro. Il loro intento politico, ormai, è chiaro a chiunque.
La Giunta a guida Fabio Mini, ha scelto la via più facile: arrendersi e lasciare che la storia e l’identità del territorio delle frazioni venisse impacchettata e portata via.
Ilaria Duranti
Simone Benedetti
Gruppo consiliare “Castelfranco Unita”
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