
Dopo la richiesta della Prefettura di integrazione alla documentazione trasmessa dal Comune. Il consigliere Tomei (Pd) sui social: "In discussione il voto del Consiglio". Il prefetto: "Procedimento prosegue regolarmente"
Il 29 giugno scorso, il sindaco di Livorno Luca Salvetti annunciava di aver portato in Consiglio comunale l'atto per far nascere Largo Igor Protti, a pochi giorni dalla scomparsa dell'ex attaccante amaranto, protagonista di una pagina indelebile della storia calcistica cittadina. Proposta che, l'intera assemblea, aveva votato favorevolmente "rappresentando a pieno lo spirito della città nei confronti di Igor" scriveva Salvetti sulla votazione per l'intitolazione di una porzione di piazzale Montello al calciatore, profondamente legato alla città e viceversa. "Dopo i passaggi necessari procederemo con la cerimonia d'intitolazione e con la realizzazione di altre belle iniziative per ricordare il grande campione ma soprattutto l'uomo nel suo straordinario rapporto con Livorno e i livornesi".
Richiesta di integrazione dalla Prefettura
Ora, a circa due settimane di distanza, secondo quanto emerso il prefetto di Livorno Giancarlo Dionisi ha inviato al sindaco Salvetti una richiesta di integrazione istruttoria della documentazione che il Comune aveva inviato alla Prefettura per l'intitolazione del piazzale antistante lo stadio alla memoria di Igor Protti, in deroga al termine decennale previsto dalla legge. Il prefetto avrebbe invitato l'amministrazione comunale a trasmettere "una relazione illustrativa contenente una puntuale esposizione delle motivazioni poste a fondamento della richiesta, corredata dalla relativa documentazione" sottolineando che "il prestigioso percorso sportivo costituisce un elemento di indubbio rilievo; tuttavia, ai fini dell'esercizio del potere autorizzatorio previsto dalla normativa vigente, occorre disporre di un quadro istruttorio completo che consenta di valutare l'esistenza di ulteriori elementi di particolare rilevanza pubblica idonei a giustificare l'applicazione della deroga".
La discussione nata sui social: "In discussione il voto del Consiglio"
La richiesta della Prefettura non ha mancato di provocare una discussione, nata sui social. In un post su Facebook, seguito da decine di commenti, il presidente del gruppo consiliare Pd Pietro Tomei scrive: "Da Consigliere comunale provo un sincero disappunto per la richiesta rivolta al Consiglio di dover redigere una relazione che dimostri le qualità umane e l’interesse pubblico della figura di Igor Protti. Non è una questione di norme. Quelle si rispettano. È una questione di rispetto delle istituzioni democratiche. Il Consiglio comunale di Livorno, all’unanimità, ha già espresso il giudizio più autorevole che una comunità possa dare attraverso i propri rappresentanti. Chiedere oggi di motivare per iscritto chi sia stato Igor Protti significa, di fatto, mettere in discussione quel voto. Se la Prefettura ritiene che non vi siano i presupposti per concedere l’autorizzazione, lo dica e se ne assuma la responsabilità. La legge glielo consente. Ma chiedere alla città - aggiunge Tomei - di dimostrare ciò che la città ha già affermato con un voto unanime rappresenta, a mio avviso, uno schiaffo non solo alla figura di Igor Protti, ma anche al Consiglio comunale che rappresenta democraticamente Livorno". "Spero solo - dice il consigliere in un commento aggiuntivo - che sia un errore formale e che si torni alla ragione!".
Il prefetto risponde: "Ordinario rapporto tra amministrazioni pubbliche"
Nella stessa serata di ieri il prefetto ha risposto in una nota, spegnendo la discussione nata in giornata, dicendo di non comprendere "le ragioni della polemica sviluppatasi in queste ore. La documentazione richiesta è stata trasmessa e il procedimento amministrativo può ora proseguire regolarmente. Si è trattato, semplicemente, di un ordinario rapporto tra amministrazioni pubbliche, nel quale un ufficio acquisisce gli elementi necessari per poter esercitare correttamente le funzioni attribuitegli dalla legge".
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