
"Dalla Regione serve un cambio impostazione e i comuni non possono chiamarsi fuori. Servono equità, qualità del servizio e sostegno agli utenti"
“Pur riconoscendo le risorse aggiuntive stanziate dalla Regione, i provvedimenti proposti per contenere gli aumenti del biglietto urbano non sono sufficienti a dare una risposta concreta alle migliaia di cittadini che utilizzano ogni giorno il TPL. Dalla Regione serve un cambio impostazione; e i comuni non possono chiamarsi fuori.” E’ il giudizio della Cisl Toscana sull’incontro del tavolo regionale sul TPL convocato dall’assessore Filippo Boni e riunitosi venerdì 17 luglio. “Il TPL – dice la Cisl - è un servizio essenziale per garantire una mobilità sostenibile a lavoratori, studenti e cittadini; aumentare il biglietto senza migliorare efficacia, puntualità e sicurezza significa trasformarlo in un semplice balzello. Per questo abbiamo espresso insoddisfazione per un impianto che continua a chiedere sacrifici ai soliti noti.”
“Gli aumenti tariffari programmati nei prossimi anni – aggiunge il sindacato - rischiano di gravare ancora una volta sugli stessi utenti e contribuenti, ovvero famiglie, lavoratori e cittadini che già sostengono gran parte dei costi del sistema. Occorre dalla Regione un cambio di impostazione, basato su criteri di maggiore equità e sostenibilità, affinché le politiche tariffarie non penalizzino ulteriormente chi utilizza quotidianamente il TPL e si garantisca una qualità del servizio adeguata alle reali esigenze della comunità.”
Pur riconoscendo le risorse aggiuntive stanziate dalla Regione – che portano a 15,5 milioni il totale destinato alla mitigazione degli aumenti – la Cisl al tavolo ha evidenziato come il sistema continui a prevedere incrementi progressivi: l’aumento sterilizzato del 2024; quello previsto nel 2025 e nel 2026 e negli anni successivi per l’inflazione ISTAT; il +7% legato all’introduzione dei nuovi autobus; un ulteriore +7% già fissato per il 2029.
“Una sequenza che desta forte preoccupazione – aggiunge la Cisl - se non verranno individuate misure realmente efficaci per contenere gli impatti sulle famiglie. In questo quadro, l’aumento del biglietto urbano da 1,70 a 2,00 euro e i provvedimenti proposti – come l’estensione della gratuità fino a 11 anni, la possibilità di pagamenti rateali senza interessi o l’introduzione di voucher pari all’incremento inflattivo per tutti gli abbonamenti – non risultano sufficienti.”
Secondo la Cisl, l’impianto “continua a chiedere sacrifici ai soliti noti” e anche i comuni “non possono dichiararsi estranei agli aumenti avendo firmato il contratto di servizio. Se non intendono contribuire con risorse proprie, devono almeno intervenire sulla qualità del trasporto pubblico, con: corsie preferenziali in tutte le città; una reale integrazione tra ferro e gomma con segnaletica chiara e informazioni adeguate; investimenti – da parte di AT e degli enti locali – per installare paline luminose con aggiornamenti in tempo reale.”
Infine, la Cisl ha chiesto di avere un ruolo stabile di confronto nell’Osservatorio TPL, o comunque una interlocuzione continua, per verificare l’efficacia dei provvedimenti e contribuire al miglioramento del servizio anche dal punto di vista logistico, organizzativo e tariffario, con particolare attenzione a tariffe differenziate per durata e percorsi.”
Fonte: Cisl Toscana Cisl Firenze-Prato
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