
Prima i colpi alla cabina, poi la frase "ringrazia che sei donna e che mi hai risposto gentilmente, sennò oggi ti ammazzavo". I sindacati chiedono interventi immediati
"Ogni giorno lavoratrici e lavoratori salgono su un autobus per garantire un servizio pubblico essenziale. Sempre più spesso, però, non sanno se quel turno si concluderà normalmente o se dovranno affrontare l’ennesima aggressione.
Sabato 18 luglio, nel pomeriggio, sulla linea 30 a Firenze, una nostra collega autista è stata vittima di una gravissima aggressione verbale. A seguito della soppressione di diverse corse, un passeggero a bordo del bus ha iniziato a urlarle contro, colpendo ripetutamente il vetro della cabina nel tentativo di sfondarlo. Solo grazie alla sua lucidità la situazione non è degenerata. Prima di scendere il passeggero le ha rivolto una frase agghiacciante: “Ringrazia che sei donna e che mi hai risposto gentilmente, sennò oggi ti ammazzavo”. La lavoratrice è intenzionata a sporgere denuncia.
Questa non è rabbia. Somiglia a una minaccia di morte. Ancora più amaro è sapere che, nonostante l’autobus fosse pieno, nessuno è intervenuto in sua difesa. Purtroppo non si tratta di un episodio isolato. Aggressioni, minacce e intimidazioni nei confronti del personale sono sempre più frequenti. Troppo spesso chi è in servizio diventa il bersaglio della frustrazione degli utenti per problemi organizzativi di cui non ha alcuna responsabilità. La sensazione, sempre più diffusa tra le lavoratrici e i lavoratori, è che la situazione stia sfuggendo di mano. Non possiamo continuare ad affidarci al sangue freddo di chi subisce un’aggressione o sperare che ogni episodio si concluda senza conseguenze. Riconosciamo gli investimenti messi in campo negli ultimi anni, che rappresentano un elemento importante per migliorare le condizioni di sicurezza, ma è necessario ribadire che la prevenzione non può esaurirsi in una singola misura o in un singolo strumento di protezione.
La sicurezza è un sistema integrato che richiede interventi coordinati, procedure chiare, formazione, presidi e una costante attenzione da parte di tutti i soggetti coinvolti. Solo attraverso un approccio complessivo è possibile garantire una reale tutela delle lavoratrici e dei lavoratori. Cosa sarebbe successo se quel vetro si fosse rotto? Per questo rivolgiamo un appello a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori: ogni aggressione, ogni minaccia, ogni intimidazione deve essere segnalata e denunciata. Sempre. Denunciare significa tutelare se stessi, ma anche tutti i colleghi. Significa far emergere la reale dimensione del fenomeno, impedire che venga sottovalutato e rafforzare la richiesta di maggiori tutele e misure di prevenzione. Ogni episodio denunciato è un passo in più verso una maggiore sicurezza; ogni episodio taciuto rischia invece di alimentare l’idea che tutto questo sia normale. Non è normale. E non deve mai diventarlo. Come FILT CGIL continueremo a pretendere interventi concreti e immediati e a sostenere ogni lavoratrice e ogni lavoratore che denuncerà episodi di violenza. La prossima aggressione potrebbe non finire così. La sicurezza non può dipendere dalla fortuna, dal sangue freddo o dalla capacità di evitare una provocazione. Deve essere garantita. Sempre".
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