Via libera del Consiglio regionale alle modifiche della disciplina di Arpat

Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato a maggioranza le modifiche alla legge regionale 30 del 2009, norma che disciplina l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat). La proposta di legge è passata con i voti favorevoli di Pd, Casa Riformista, AVS e Movimento 5 Stelle. Si sono invece astenuti i gruppi di opposizione Fratelli d’Italia e Forza Italia.

L’atto è stato illustrato in aula dal presidente della commissione Affari istituzionali e Bilancio, Vittorio Salotti (Casa riformista). Il nuovo testo normativo trae origine dall’attività di un gruppo di lavoro istituito all’interno della Giunta regionale, nato per superare le criticità evidenziate dalla Corte dei conti in merito alla qualificazione e alla configurazione del trattamento giuridico ed economico dei direttori degli enti strumentali della Regione.

Nello specifico, la magistratura contabile aveva sollevato rilievi sulla collocazione dei vertici al di fuori della dotazione organica, sulla durata dell'incarico fatta coincidere con la legislatura politica e sull'attribuzione di un trattamento economico fisso non previsto dal Contratto collettivo nazionale di lavoro.

Con l’approvazione della legge, le tre figure apicali dell’Agenzia (direttore generale, direttore tecnico e direttore amministrativo) vengono stabilmente ricondotte nell’alveo della pianta organica, rientrando nella disciplina del Ccnl Funzioni Locali (area dirigenza); la durata dell’incarico del direttore generale non sarà più legata al ciclo della legislatura politica, ma sarà compresa tra i 3 e i 5 anni, con possibilità di rinnovo; l'inquadramento e la durata dell'incarico per i direttori tecnico e amministrativo vengono allineati ai criteri del direttore generale. Per tutti, sono richiesti vincoli di esclusività e dipendenza.

Nel corso della discussione in Aula la capogruppo di Fratelli d’Italia Chiara La Porta che ha sottolineato i progressi della norma, pur richiamando la maggioranza a una maggiore attenzione: “Onestà intellettuale impone di riconoscere che questo testo è stato scritto meglio dei precedenti. Ci sono specifiche chiare sia sulla durata sia sui requisiti dei vertici, e non è servito un nostro emendamento come sul caso Irpet”. La Porta ha poi ringraziato gli uffici e il presidente Salotti, aggiungendo però l'auspicio che “la politica ascolti di più le opposizioni per evitare di dover mettere continue toppe, sollecitate dalla Corte dei conti”.

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

Notizie correlate



Tutte le notizie di Toscana

<< Indietro

torna a inizio pagina