
La nota dei gruppi consiliari Buongiorno Empoli, In Comune per Vinci, L'è tutto da rifare (Cerreto Guidi) e Montelupo è Partecipazione
I gruppi consiliari Buongiorno Empoli, In Comune per Vinci, L'è tutto da rifare (Cerreto Guidi) e Montelupo è Partecipazione annunciano il voto contrario al Piano Strutturale Intercomunale, definendolo "pesantemente critico" nonostante alcune modifiche introdotte dopo il confronto con Regione Toscana e Soprintendenza. In un documento congiunto parlano di una "valanga di cemento" da oltre un milione di metri quadrati di superficie edificabile e contestano un modello di sviluppo ritenuto "superato e non sostenibile", sostenendo che il piano privilegi il consumo di suolo rispetto al riuso del patrimonio edilizio esistente.
La nota congiunta
I nostri consiglieri hanno votato contro al Piano Strutturale Intercomunale che è approdato nelle aule per l’approvazione definitiva dopo le modifiche intervenute a seguito delle riunioni della Conferenza Paesaggistica.
Lo hanno fatto perché le limitate e marginali modifiche positive introdotte al piano già adottato, quali lo stralcio a Vinci di una cementificazione collinare fatta passare come “recupero” dei volumi di un capannone fatiscente, la rimozione della previsione di 80.000 mq di nuovi capannoni nella zona produttiva di Mercatale tra Cerreto e Vinci, ed altre ancora non cambiano un quadro complessivo a nostro avviso pesantemente critico:
• La maggior parte delle critiche di Soprintendenza e Regione Toscana sulla arbitraria estensione del confine del Territorio Urbanizzato (fatte in modo da consentire di costruire residenza anche in aree di fatto agricole) si son trasformate in richiesta di criteri correttivi agli allineamenti edifici, o alla disposizione di cortine verdi, con ciò consentendo queste operazioni di fatto di consumo di suolo agricolo.
• Anche le osservazioni degli uffici sul rapporto ambientale e sulla Valutazione Ambientale Strategica si son trasformate in inviti a verificare la sostenibilità delle singole scelte edificatorie in fase di POC, o sono state evase sulla base delle risposte degli enti gestori su disponibilità di acquedotto e rete fognaria (con accenni nel Rapporto Ambientale allo sblocco del TUBONE tra Pagnana e Cuoiodepur che sbloccano così possibilità edificatorie).
• Le critiche di Regione Toscana e Soprintendenza al tentativo di “svincolare su carta” migliaia di ettari di bosco si è trasformato poi nella scelta dei Comuni (validata in Conferenza) di svincolare solo quei boschi e quelle alberate in zone nelle quali esistono previsioni trasformative (pubbliche o private) che sarebbero impedite o ritardate dalla esistenza di questo vincolo. Ed ecco così che praticamente tutta la fascia perifluviale lungo Arno viene svincolata perché si pensa ad un parco fatto di strutture, piste, non di alberi. Nello stesso momento in cui il cambiamento climatico impatta sulla vivibilità dei centri abitati, si continua a vedere nelle alberature un ingombro o un problema invece che una grande risorsa.
• Il piano in approvazione è un piano che prevede 1.043.731 mq (oltre 100 ettari) di Superficie Edificata totale tra nuova edificazione e recupero che ne è il 26% (recupero che spesso è tale solo di nome, si “spostano” volumetrie ma occupando nuove aree inedificate); si parla di una valanga di cemento in case, capannoni, uffici, alla quale si deve sommare il consumo di suolo collegato per strade, parcheggi, standard. Il PSI adottato a suo tempo arrivava a 1.041.561 mq di Superficie Edificata, quindi nel totale i tagli a residenziale e industriale son stati più che compensati dalle superfici in più previste per commerciale e turistico. A ciò si sommi che una serie di previsioni oggi stralciate di PRODUTTIVO (quali Mercatale), potranno essere probabilmente ripresentate direttamente nei POC successivi grazie alla modifica della LR65.
Riteniamo che sia mancata nel piano una reale valutazione degli effetti di queste previsioni sulla disponibilità esistente di risorse, sulla qualità del vivere degli abitanti, sulla qualità dell’aria che già risente fortemente dell’inquinamento da traffico, produzione e trasporti.
Riteniamo che invece di affrontare la sfida di un ripensamento delle nostre città e borghi in una situazione di decrescita demografica che dovrebbe orientare a mantenere la presenza diffusa sul territorio RIUSANDO il patrimonio esistente si sia ancora inseguito un modello di CRESCITA del costruito ormai superato e NON SOSTENIBILE, oltre che velleitario: di dove dovrebbero venire i quasi 10.000 nuovi abitanti, quando già siamo pieni di case vuote o sottoutilizzate? Quanto si deprezzeranno gli immobili esistenti a seguito di un incremento di offerta? Dove troverà risposta la richiesta di alloggi pubblici o a canone calmierato delle fasce deboli di popolazione?
Riteniamo infine che in questo piano e nei POC che stanno per partire sia visibile il segno della risposta a una serie di sollecitazioni o domande di valorizzazione immobiliare da parte di privati (che siano campi da golf o RSA proposte da grandi finanziarie) mentre ci pare debole se non mancante una visione strategica, sostenibile, fortemente orientata alla valorizzazione delle risorse territoriali e saldamente imperniata sulla tutela dei beni comuni e dell’interesse pubblico.
IL DIMENSIONAMENTO DEL PSI
Tratto da RAPPORTO AMBIENTALE doc. QV1 pagg 535 e segg.
Evidenziato in azzurro quanto modificato a seguito del percorso di discussione, con evidenziatore giallo i
vecchi valori cambiati
TOTALE SE del PSI in approvazione (NE+R)= 1.043.731 mq di cui R 274.10
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