
Il presidente della Regione Toscana al termine del dibattito generale sul nuovo atto di oltre 1.700 pagine: "Un lavoro straordinario di ascolto e concertazione"
Un atto complesso di oltre 1.700 pagine, frutto di oltre un anno di confronto con associazioni, cittadini e commissioni consiliari. Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, è intervenuto a conclusione del dibattito in Consiglio regionale per illustrare la visione e gli obiettivi del nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale (PFVR).
“Se dovessi trovare una sintesi a questo lavoro, che vada oltre gli slogan e risponda all'efficacia della comunicazione di oggi, vorrei chiamarlo il piano dell'equilibrio. Un equilibrio fondato su un profondo e condiviso amore per l'ambiente da parte di tre componenti fondamentali della nostra società: gli agricoltori, i cacciatori e le associazioni ambientaliste.
Agli agricoltori, ha spiegato il presidente “attribuisco un'importanza fondamentale in questa legislatura. L'agricoltura è un'attività primaria, dobbiamo riportare i giovani, le donne e i nuovi imprenditori alla terra. Ma per farlo occorre garantire loro le giuste condizioni di tutela e di lavoro sui territori. Sui cacciatori Giani è stato altrettanto chiaro: “Siamo passati negli anni da oltre 200mila agli attuali 60mila. Devo dirlo con chiarezza: dobbiamo salvaguardare i nostri cacciatori, perché abbiamo bisogno di loro per garantire la biodiversità e l'equilibrio ambientale. Senza la loro presenza vigile e attiva sul territorio ci troveremmo di fronte a uno squilibrio grave, con danni enormi per il nostro paesaggio e l'immagine della Toscana”. “Le associazioni ambientaliste autentiche sono i nostri custodi ideali. Vanno sostenute e valorizzate perché rappresentano la sensibilità e la tutela della bellezza naturale della nostra regione” ha detto ancora il presidente.
Nel proseguire il suo intervento, Giani ha sottolineato le peculiarità geografiche e demografiche del territorio toscano per spiegare la centralità del Piano. “La Toscana si estende su circa 22mila 900 chilometri quadrati, una superficie pressoché identica a quella della Lombardia, ma con una popolazione di 3milioni 6oomila di abitanti contro 10milioni. In quel terzo di spazio antropico in meno vivono una fauna ricchissima, un patrimonio boschivo tra i più estesi d'Italia e vaste superfici agricole. Qui il governo del territorio e della fauna selvatica ha un valore persino superiore rispetto a realtà fortemente urbanizzate”.
Il nuovo documento rappresenta una discontinuità fondamentale nella governance regionale. Fino ad oggi la Toscana ha operato sulla base di piani provinciali storici e normative in proroga. “Questo – ha chiarito Giani - è il primo Piano Faunistico Venatorio approvato direttamente dalla Regione nella sua complessità e organicità. Approvare un Piano regionale è ben diverso dal coordinare dieci Piani provinciali distinti. Dal 2015 a oggi si è andati avanti con interventi transitori. Oggi, a distanza di anni, la Regione firma un atto organico che si propone come modello e punto di riferimento per tutta Italia”.
Il presidente ha poi evidenziato come l’approvazione del Piano sia uno strumento indispensabile per affrontare le emergenze sanitarie e ambientali in corso, a partire dalla Peste Suina Africana e dalla gestione del sovrannumero di ungulati.
“Sul fronte della Peste Suina stiamo portando avanti un lavoro istituzionale di altissimo profilo in piena intesa con il Commissario nazionale. È una grande emergenza che richiede coesione e responsabilità. Solo la collaborazione con le squadre sul territorio e la definizione chiara delle aree vocate e non vocate all'agricoltura ci permetteranno di proteggere gli allevamenti, tutelare le colture e preservare la nostra identità territoriale”.
In conclusione del suo intervento, il presidente Giani ha espresso un sentito ringraziamento ai presidenti e ai membri delle Commissioni consiliari coinvolte, ai gruppi di maggioranza e di opposizione per il lavoro di emendamento e concertazione, agli uffici regionali e all'assessorato all’Agricoltura e all’Ambiente.
“Questo non è il Piano del presidente o di un singolo assessore: è un atto autenticamente di tutto il Consiglio regionale. Un lavoro corale e democratico che dimostra come la Toscana sappia sintetizzare le diverse sensibilità per offrire una guida sicura, sostenibile ed equilibrata al proprio futuro”.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
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