Raccolta porta a porta, Valiani: "Tutelare dignità, salute e la vita dei lavoratori"

Il medico Mauro Valiani, già direttore del Dipartimento della Prevenzione della ex ASL 11 e con un lungo percorso politico nell’area di sinistra (è stato negli anni candidato alle regionali con SEL e coordinatore di SEL Firenze), interviene sul tema della sicurezza sul lavoro dopo la morte di due operatori della raccolta rifiuti avvenuta nei giorni scorsi a Barberino di Mugello e Bagno a Ripoli. In una nota Valiani richiama l’attenzione sulle condizioni degli addetti al servizio porta a porta e denuncia un progressivo indebolimento del valore del lavoro: "salari che hanno perso potere d’acquisto" e "un arretramento delle tutele e delle condizioni di sicurezza". Al centro della riflessione anche il sistema degli appalti e la necessità di rafforzare prevenzione e controlli.

La nota completa:

Negli ultimi decenni il valore del lavoro si è progressivamente e concretamente indebolito. Lo dimostrano i salari che hanno perso potere d’acquisto (l’Italia è l’unico Paese dell’Unione Eu dove gli stipendi sono arretrati negli ultimi lustri!), la persistente precarietà e, troppo spesso, un arretramento delle tutele e delle condizioni di sicurezza. È un fenomeno che riguarda tutti i lavoratori, ma che appare ancora più grave quando coinvolge attività che hanno un elevato valore sociale, perché direttamente connesse alla nostra vita quotidiana e al funzionamento della comunità: la sanità, l’istruzione, l’assistenza, la gestione dell’acqua e dei rifiuti, solo per citarne alcune. Tra questi vi è il lavoro degli addetti alla raccolta differenziata porta a porta.

La morte improvvisa di due lavoratori addetti a questo tipo di lavoro, avvenuta poche settimane fa, nello stesso giorno, mentre erano al lavoro nei comuni di Barberino di Mugello e Bagno a Ripoli, impone una riflessione che va oltre le indagini sullo specifico accadimento. Parliamo di lavoratori relativamente giovani, 42 e 55 anni, dipendenti di cooperative in appalto per il servizio di raccolta rifiuti. Secondo quanto riportato dalla stampa, almeno uno dei due stava effettuando il servizio nelle prime ore del pomeriggio, durante una delle giornate più calde della recente ondata di calore.

Il porta a porta ha consentito di raggiungere importanti risultati nella raccolta differenziata. Tuttavia è anche un'attività che espone gli operatori a molteplici rischi: biologici, chimici, muscoloscheletrici, legati al traffico, allo stress lavoro-correlato e, sempre più, alle elevate temperature. Rischi che devono essere affrontati con adeguate misure tecniche, organizzative e sanitarie.

Giustamente i sindacati hanno chiesto che le inchieste accertino i fatti e che vengano rafforzate le misure di prevenzione. Tra le questioni emerse vi sarebbe anche la presenza di alcuni mezzi privi di aria condizionata e la pratica del ‘mono operatore’. L'azienda appaltante Alia-Plures ha dichiarato di avere "rinnovato l'invito" alle imprese appaltatrici a rispettare il protocollo aziendale sul lavoro in condizioni di caldo estremo. Ma, di fronte a rischi così rilevanti, è lecito domandarsi se un semplice "invito" sia sufficiente e quale debba essere il ruolo di controllo della committenza lungo tutta la filiera degli appalti. Sicché questi accadimenti richiamano la questione più generale: quello della profonda involuzione della politica degli appalti nel nostro paese.

Saranno naturalmente le indagini a chiarire cause ed eventuali responsabilità. Indagini che non risulta siano svolte dal servizio di vigilanza e prevenzione ASL. (stranamente, visto anche che sul tema ‘rischio lavoro al caldo’ sono state emesse anche ordinanze regionali). A me sembrerebbe, invece, utile uno studio ad hoc – da parte di ASL/Regione - sulle condizioni di salute e di rischio in questo tipo di lavoro. Da questo potrebbero emergere anche elementi utili, base conoscitiva, per proporre cambiamenti nell’organizzazione del lavoro.

E, in ogni caso, non dimentichiamo: il grande cambiamento della nostra epoca (l’innalzamento della temperatura non è un ciclo naturale!) impone una revisione delle politiche in tutti i campi.

 

Mauro Valiani

già direttore Dipartimento Prevenzione – Empoli

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