"Non ci sarà il Cas a Castelfiorentino": l'annuncio della sindaca Giannì

Panorama di Castelfiorentino

"C'è chi ha montato un caso sul niente" dice la sindaca, che aggiunge: "È normale pensare che 15 ragazzi possano stare in 100 mq perché non italiani?"


Il Cas in centro a Castelfiorentino non si farà. Non ci sarà il Centro di Accoglienza Straordinaria nel comune della Valdelsa, come ha informato con un post su Facebook la sindaca Francesca Giannì. Nei mesi scorsi si era parlato della possibilità per Castelfiorentino e Susi Giglioli, capogruppo della Lega, aveva pure pubblicato un video fuori da un condominio dato che il Cas avrebbe dovuto nascere in un appartamento dello stabile.

Come è andata poi lo ha spiegato la stessa Giannì: "Qualche settimana fa sono stata informata dalla Prefettura dell'avvenuta richiesta di apertura di un CAS nel centro cittadino. Constatata la singolare richiesta, paradossalmente fatta per una quindicina di persone per poco più di 100 mq, abbiamo proceduto a mandare i nostri pareri negativi, perché questo ci attribuisce la legge come possibilità, solo un parere non vincolante. La competenza rimane invece totalmente in capo alla Prefettura. Ho inoltre fatto i dovuti passaggi formali proprio con la Prefettura e la Questura, dopo essermi consultata con il condominio e il vicinato, concordando con loro i vari aspetti. ​Anche il soggetto gestore, rendendosi conto dell'errore fatto, ha cambiato giustamente la propria posizione. L'ho molto apprezzato. Il proprietario dell'appartamento, spero, farà le sue riflessioni".

La sindaca ha aggiunto anche considerazioni: "Essere contro questa apertura vuol dire essere razzisti? È normale pensare che 15 ragazzi possano stare in 100 mq perché non italiani? Questo doppio standard, di cui non parliamo per paura dell'etichetta del razzismo, mi ha terribilmente colpito. Come può essere un sistema rispettoso e funzionante, quello che pone le condizioni per un abitare così, di emergenza e di esasperazione. Sarebbero stati poi gli stessi 15 ragazzi che, magari tra qualche anno, avremmo trovato vittime di qualche caporale. Era inammissibile accettare un cortocircuito del genere, a maggior ragione perché l'accoglienza di qualità e misurata esiste sul territorio dell'Empolese Valdelsa e va difesa anche da paradossi come questo".

Inoltre Giannì ha scritto: "C'è chi ha montato un caso sul niente o su ciò che, pare, avesse forse capito, a fronte invece di un qualcosa di lineare e trattato nelle sedi ufficiali, non sui social o con qualche messaggino. Una polemichetta, bene chiarirlo, che ha inciso zero su tutta la pratica e non è servita ovviamente a nulla, se non a generare paura, nel bisogno di fare diventare tutto campagna elettorale permanente, a danneggiare l'immagine di quel quartiere e a fare qualche sfogatoio di commenti. Me ne stupisco ingenuamente ogni volta di come la mania comunicativa valga bene tutto, ma mi pare, purtroppo, sia la deriva dei social, dal livello nazionale in giù, cosa che apre a riflessioni ben più ampie di come, purtroppo, queste piattaforme stiano diventando sempre più oggetto politico e non un mezzo di comunicazione come un altro".

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