Liberazione di Firenze, la Martinella torna a suonare: "Un monito per il futuro"

Liberazione di Firenze, la Martinella suona per l'82° anniversario dell'insurrezione dell'11 agosto 1944. Funaro ricorda Resistenza, libertà e ruolo delle donne


La Martinella è tornata a suonare questa mattina dalla Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio per celebrare l'82° anniversario della Liberazione di Firenze dal nazifascismo. Alle 7 i rintocchi della campana hanno rievocato il segnale con cui, l'11 agosto 1944, il Comitato toscano di liberazione nazionale diede il via all'insurrezione della città.

La sindaca Sara Funaro ha sottolineato il significato attuale della ricorrenza: "In un giorno come questo la Martinella deve suonare non solo per ricordare il passato, ma anche come un monito per il presente e per il futuro". Nel suo intervento ha ricordato il contributo di Maria Luigia Guaita, la partigiana che contribuì a far suonare la campana, e ha richiamato la necessità di pace di fronte ai conflitti in corso.

L'omaggio alle partigiane

Per la prima volta il corteo istituzionale ha fatto tappa davanti alla lapide dedicata alle partigiane al Palagio di Parte Guelfa. L'iniziativa ha voluto valorizzare il ruolo delle donne nella Resistenza, anche nel contesto dell'80° anniversario del primo voto femminile.

"Nel passato troppo poco sono state ricordate le donne e le staffette partigiane che sono state fondamentali, come le nostre madri e le nostre nonne", ha detto Funaro, sottolineando la necessità di trasmettere la loro storia alle nuove generazioni.

Nel discorso per l'anniversario, la sindaca ha definito l'11 agosto il giorno in cui Firenze "uscì dall'oscurità della guerra e della dittatura per tornare a riconoscersi nella libertà, nella dignità della persona e nella democrazia". Ha quindi ricordato che "la libertà non cadde dal cielo, fu conquistata da donne e uomini che decisero che esistono valori più importanti della propria sicurezza".

Funaro ha collegato la memoria della Resistenza anche alle guerre contemporanee, affermando: "Dobbiamo dirlo con chiarezza, basta con il massacro dei civili palestinesi", e chiedendo di "fermare le azioni del governo di Netanyahu".

Giani: "Valori quanto mai attuali"

Il presidente della Toscana Eugenio Giani ha ricordato il ruolo svolto dai partigiani nella liberazione della città e il particolare significato del 2026, ottantesimo anniversario del referendum istituzionale, dell'elezione dell'Assemblea Costituente e del primo voto delle donne.

"Tanti significati si uniscono oggi intrecciandosi con i valori dell'antifascismo, della libertà, della democrazia, quanto mai attuali e da difendere", ha detto Giani, richiamando anche il principio costituzionale del ripudio della guerra sancito dall'articolo 11.

L'assessora regionale alla Cultura della memoria, Alessandra Nardini, ha invece posto l'accento sul ruolo delle partigiane e delle donne nella costruzione della Repubblica. "Oggi continuare a scegliere la parte giusta significa anche continuare a lottare per la pace", ha affermato, richiamando il dovere delle istituzioni di contrastare revisionismo, negazionismo e rigurgiti nazifascisti.

Le celebrazioni si sono concluse in piazza della Signoria con le note di "Bella ciao", nella versione cantata da Francesco Guccini, scomparso il 6 agosto. Un omaggio al cantautore, ricordato da Funaro per il suo impegno civile e per aver raccontato attraverso le sue canzoni "la memoria, l'impegno civile, la libertà".

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