Rapina a Piombino, arrestato a Portoferraio il secondo presunto autore

Avrebbe rapinato un giovane insieme a un complice, ma era riuscito a fuggire. Riconosciuto dai Carabinieri durante un controllo al porto di Portoferraio, è stato arrestato


Un normale controllo nell'area portuale di Portoferraio ha permesso ai Carabinieri di individuare e arrestare il secondo uomo ritenuto coinvolto nella rapina avvenuta negli scorsi giorni in via Roma a Piombino. Si tratta di un cittadino nordafricano, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la sera del 4 agosto avrebbe avvicinato, insieme a un complice, un giovane con l'obiettivo di rapinarlo. La vittima sarebbe stata minacciata con un'arma impropria e costretta a consegnare la bicicletta e il denaro che aveva con sé. A individuarlo sono stati i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Portoferraio che ieri, durante un servizio di controllo nell'area portuale, lo hanno riconosciuto e fermato. L'uomo, già destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per aggressione, è stato arrestato e accompagnato presso la Casa circondariale di Livorno, a disposizione dell'Autorità giudiziaria.

L'intervento dei Carabinieri era stato tempestivo: uno dei presunti autori era stato bloccato sul posto, mentre il complice era riuscito ad allontanarsi. Le indagini sono quindi proseguite per individuare il secondo uomo, anche attraverso controlli estesi a tutto il territorio della provincia.

Gli accertamenti avevano portato il Gip del Tribunale di Livorno, il 6 agosto, a emettere un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del secondo presunto autore. Il provvedimento si aggiungeva a quello già emesso nei suoi confronti nell'ambito di un'altra indagine per aggressione.

A pochi giorni dalla rapina, la svolta è arrivata all'Isola d'Elba. Nella tarda mattinata di ieri, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Portoferraio lo hanno riconosciuto durante un normale controllo nell'area portuale e lo hanno fermato.

Dopo l'arresto e le formalità di rito, l'uomo è stato accompagnato alla Casa circondariale di Livorno, dove è stato messo a disposizione dell'Autorità giudiziaria.

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