
La ragazza era stata giudicata inoperabile in diversi centri. A Pisa un intervento mini-invasivo di sei ore ha permesso di rimuovere e sostituire il dispositivo
La ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ha elogiato in un post sui suoi profili social l'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana e tutta l'équipe di cardiologi che ha salvato una ragazza di 27 anni con sindrome di Down, colpita da una grave infezione causata dal batterio Pseudomonas aeruginosa, che aveva infettato il pacemaker.
La giovane era stata giudicata inoperabile in diversi centri, a causa dell'altissimo rischio legato soprattutto all'incorporazione del dispositivo nei vasi e nei tessuti, oltre che alla situazione respiratoria e anestesiologica, particolarmente complessa da gestire.
"Grazie alla richiesta della famiglia e alla competenza del gruppo di aritmologi della Cardiologia 2, diretto da Giulio Zucchelli, è stato deciso un intervento mini-invasivo di eccezionale complessità", scrive la ministra nel post -. Con la 'Pisa Approach' tecnica ideata proprio a Pisa e oggi utilizzata in diversi centri nel mondo, il team è riuscito a rimuovere completamente il vecchio stimolatore cardiaco e a sostituirlo".
L'intervento è durato sei ore ed è stato eseguito con una tecnica mini-invasiva, adattata alle condizioni della paziente. A portarlo a termine sono stati il dottor Zucchelli e i colleghi Luca Segreti, Gino Grifoni, Matteo Parollo, Carlo Pasquini, Rubia Baldassarri e Andrea Colli, insieme a tutto lo staff infermieristico e tecnico.
"La capacità, l’esperienza e anche il coraggio di curare hanno fatto la differenza e sono molto orgogliosa di questa équipe e dei grandi risultati raggiunti", commenta Locatelli.
La ministra ha poi rivolto un pensiero alla giovane paziente: "Un abbraccio grandissimo alla ragazza, che mi auguro stia sempre meglio e che possa tornare alla sua vita quotidiana con serenità, e alla sua famiglia".
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