
Danilo Di Stefano, responsabile del Dipartimento Sicurezza e Legalità di Fratelli d’Italia Provinciale Firenze e consigliere comunale di FDI a Empoli, interviene sui furti di rame nell’Empolese e sui furti nelle abitazioni
“L’appello rivolto dal Comando provinciale dei Carabinieri ai cittadini dell’Empolese attraverso la stampa deve essere raccolto con grande attenzione: chi subisce un furto deve rivolgersi alle forze dell’ordine e, quando previsto dalla legge, presentare formalmente querela. Non si tratta di un’incombenza burocratica, ma di un passaggio indispensabile perché le indagini possano tradursi in un procedimento penale nei confronti dei responsabili”.
Lo dichiara Danilo Di Stefano, responsabile del Dipartimento Sicurezza e Legalità di Fratelli d’Italia Provinciale Firenze e consigliere comunale di FDI a Empoli, intervenendo sui ripetuti furti di rame segnalati nell’Empolese e sul più generale fenomeno dei furti nelle abitazioni.
“L’invito dell’Arma – osserva Di Stefano – merita attenzione e adesione proprio per l’autorevolezza dell’organismo da cui proviene. Non basta che i Carabinieri e la Polizia di Stato abbiano intensificato i controlli, organizzato pattugliamenti mirati e, in alcuni casi, individuato i presunti autori dei furti, sia nell’immediatezza dei fatti sia attraverso successive indagini. Quando la legge richiede la querela, la sua mancata presentazione impedisce al procedimento penale di proseguire. Sembra un paradosso, ma senza la collaborazione formale della vittima non è possibile perseguire i responsabili”.
“La cronaca locale – prosegue Di Stefano – restituisce un quadro che non può essere sottovalutato. I furti di rame hanno interessato strutture pubbliche e private, con la sottrazione di grondaie, docce e calate, provocando non soltanto danni economici, ma anche conseguenze materiali agli immobili. Sono stati segnalati episodi a Monterappoli, dove è stata presa di mira anche l’antica pieve romanica, a Carraia, a Santa Maria e a Ponzano. A Santa Maria risultano sottratte diverse grondaie, mentre a Ponzano almeno un episodio sarebbe avvenuto in pieno giorno. A questo si aggiungono i furti nelle abitazioni, come quello scoperto recentemente in via Puccini, conclusosi con l’intervento dei Carabinieri e l’arresto di due persone”.
“È importante chiarire – spiega Di Stefano – che, dopo la riforma Cartabia, anche alcuni furti che in passato potevano essere perseguiti automaticamente richiedono oggi la querela della persona derubata. Questo può accadere, per esempio, quando vengono sottratti beni collocati all’esterno degli edifici, come grondaie e altri elementi esposti alla pubblica fede. In questi casi non basta che il fatto venga segnalato o che le forze dell’ordine individuino il presunto responsabile: perché la giustizia possa fare il proprio corso è necessario che la vittima manifesti formalmente la volontà di procedere”.
“Questo non significa – precisa Di Stefano – che tutti i furti siano soggetti alle stesse regole. I furti nelle abitazioni e quelli che colpiscono infrastrutture essenziali per servizi pubblici, energia, trasporti o telecomunicazioni continuano a essere perseguiti d’ufficio. Ma proprio perché ogni situazione deve essere valutata sulla base delle sue caratteristiche, il comportamento più corretto è sempre lo stesso: rivolgersi subito alle forze dell’ordine e seguire le loro indicazioni”.
Di Stefano, che per trent’anni ha prestato servizio presso il Commissariato della Polizia di Stato di Empoli ed è stato responsabile dell’Ufficio Anticrimine, tiene a ribadire: “Ai cittadini voglio rivolgere un invito chiaro: non lasciatevi prendere dallo sconforto, non rinunciate a denunciare pensando che sia inutile e non fatevi condizionare da valutazioni generiche sul funzionamento della giustizia. Le forze dell’ordine operano ogni giorno per prevenire i reati e individuare i responsabili, ma hanno bisogno della collaborazione delle vittime. Quando la legge richiede la querela, rinunciare a presentarla significa rendere vano anche il lavoro di chi è riuscito a identificare gli autori”.
“Alla luce dell’iniziativa pubblica assunta dall’Arma – aggiunge il responsabile provinciale del Dipartimento Sicurezza e Legalità di Fratelli d’Italia – sarebbe opportuno che il fenomeno dei furti di rame e dei furti nelle abitazioni nell’Empolese venga valutato nell’ambito del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto, coinvolgendo il questore, i Carabinieri, la Guardia di finanza, i sindaci dei territori interessati e, secondo le competenze e le modalità previste, la Polizia Municipale dell’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa”.
“Il CPOSP è l’organismo nell’ambito del quale sarebbe opportuno verificare se siano necessari ulteriori servizi coordinati di prevenzione, una più efficace condivisione delle informazioni, controlli mirati nelle zone maggiormente esposte e approfondimenti sui canali di commercializzazione del rame sottratto. Altrettanto importante sarebbe valorizzare il ruolo della Polizia Locale, che rappresenta un riferimento operativo per i coordinatori dei gruppi di controllo di vicinato e può contribuire a raccogliere e indirizzare correttamente le segnalazioni provenienti dal territorio”.
“Il controllo di vicinato – precisa Di Stefano – non deve trasformarsi in ronde, iniziative personali o forme di intervento improvvisate, ma può essere uno strumento di osservazione responsabile e di collaborazione istituzionale e segnalazione tempestiva chiamando il 112”.
“La sicurezza si costruisce con la presenza delle istituzioni, il coordinamento tra le forze di polizia e la fiducia dei cittadini. Per questo rilancio l’appello dei Carabinieri: se subite un furto, denunciate; se è richiesta la querela, presentatela. Collaborare con lo Stato è il primo passo per impedire che chi delinque resti impunito”.
Fonte: Dipartimento Sicurezza e Legalità di Fratelli d’Italia Provinciale Firenze
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