
Da fine settembre il nuovo bistrot nel cortile quattrocentesco: format per colazione, pranzo e aperitivo. FdI e FI chiedono accesso agli atti
Le schiacciate di Tommaso Mazzanti entrano al museo. L'Antico Vinaio sbarcherà a breve a Palazzo Strozzi, a Firenze, dove gestirà il bar-ristorante del cortile interno quattrocentesco. Lo farà con un format nuovo ma mantenendo ciò che ha reso famoso l'Antico Vinaio nel mondo ovvero le focacce.
In una nota di Palazzo Strozzi si spiega proprio che "Tommaso Mazzanti ha ideato per il bistrot del cortile un format completamente nuovo e originale, sviluppato appositamente per il contesto del Palazzo e per i suoi diversi pubblici".
La notizia, riportata anticipatamente da La Nazione, è stata quindi confermata da Palazzo Strozzi che rende noto che il nuovo bistro diventerà operativo da fine settembre.
Il nuovo concetto di bistrot "sarà uno spazio da vivere nei diversi momenti della giornata, dalla colazione al pranzo fino all'aperitivo, con una proposta gastronomica ampia, ispirata alla tradizione toscana e italiana e reinterpretata in chiave contemporanea. Il menu sarà sviluppato con una particolare attenzione alla qualità e alla selezione delle materie prime, privilegiando una dimensione di sosta e convivialità e non incentrata sull'asporto".
Secondo quanto appreso il progetto sarà curato direttamente da Tommaso Mazzanti ma non ci saranno loghi o insegne riconducibili al format dell'Antico Vinaio, proponendo una versione completamente nuova e sviluppata appositamente per il contesto di Palazzo Strozzi.
FdI e Forza Italia chiedono accesso agli atti
I consiglieri comunali di Fratelli d'Italia Angela Sirello e Matteo Chelli e il consigliere di Forza Italia Alberto Locchi annunciano un accesso agli atti sulla gestione del bar-ristorante.
"Abbiamo appreso che L'Antico Vinaio sarebbe destinato ad assumere la gestione del bar-ristorante di Palazzo Strozzi, attraverso un nuovo format e senza attività di asporto", dichiarano i consiglieri, spiegando di voler verificare come sia stata assunta la decisione.
"Presenteremo un accesso agli atti con il solo obiettivo di comprendere come sia maturata la scelta, quale procedura sia stata seguita, se altre realtà siano state interpellate o messe nelle condizioni di partecipare e se abbiano eventualmente deciso di non presentare una proposta", aggiungono.
L'iniziativa, precisano Sirello, Chelli e Locchi, è finalizzata a verificare criteri adottati, caratteristiche del progetto e condizioni dell'affidamento. "Conoscere i criteri adottati, le caratteristiche del progetto e le condizioni dell'affidamento è una richiesta di trasparenza che tutela Palazzo Strozzi, la Fondazione e lo stesso operatore indicato dalla stampa", concludono.
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