
L'associazione annuncia la presentazione di una denuncia e si congratula con i carabinieri forestali per l'operazione a Piombino
Due uomini sorpresi mentre catturavano cardellini, specie di avifauna selvatica protetta, utilizzando una rete di sei metri e richiami acustici vietati. È quanto hanno scoperto i Carabinieri Forestali del Nucleo di Venturina Terme durante un controllo nella zona di Campo all'Olmo, nel comune di Piombino (Qui la notizia). I militari hanno denunciato i due uomini per una lunga serie di reati, tra cui uccellagione, maltrattamento di animali, furto venatorio, uso di richiami acustici e reti vietate, esercizio della caccia in periodo di divieto e porto abusivo di armi. Cinque cardellini ancora vivi sono stati sequestrati e immediatamente liberati in natura.
LNDC Animal Protection in una nota annuncia la presentazione di una denuncia e si congratula con i Carabinieri Forestali "per l'operazione che ha permesso di interrompere un'attività di bracconaggio e salvare gli animali catturati". "Questo episodio dimostra quanto il bracconaggio sia ancora una piaga diffusissima nel nostro Paese e quanto sia fondamentale il lavoro dei Carabinieri Forestali per contrastarlo", dichiara Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. "Reti, richiami acustici e cattura di piccoli uccelli protetti sono pratiche illegali che provocano enormi sofferenze agli animali e sottraggono alla natura un patrimonio che appartiene a tutti".
Per LNDC, però, la vicenda assume un significato ancora più preoccupante alla luce della riforma della legge sulla caccia, il cosiddetto DDL Caccia, attualmente all'esame del Parlamento. "È paradossale che mentre le forze dell'ordine denunciano persone sorprese a utilizzare richiami e mezzi vietati per catturare fauna selvatica, il Governo stia cercando di modificare la legge per rendere molto più permissivo proprio l'utilizzo dei richiami vivi". L'associazione ricorda che tra le numerose criticità del DDL Caccia vi è un "deciso allentamento delle restrizioni sull'impiego dei richiami vivi, una pratica che da anni è al centro delle contestazioni delle associazioni animaliste e ambientaliste". "Quello che oggi, in molti casi, costituisce un reato di bracconaggio rischia di essere normalizzato e reso più tollerato. È una deriva pericolosissima che indebolisce la tutela della fauna selvatica e manda un messaggio devastante: invece di rafforzare i controlli e combattere il bracconaggio, si sceglie di avvicinare sempre di più la legge agli interessi del mondo venatorio", commenta Rosati.
LNDC Animal Protection sottolinea che i cardellini e molti altri piccoli passeriformi sono specie particolarmente vulnerabili durante i periodi migratori e riproduttivi e che l'utilizzo di reti e richiami altera profondamente le dinamiche naturali delle popolazioni selvatiche. "Chi cattura un cardellino non ruba soltanto un animale: ruba un bene indisponibile dello Stato e contribuisce al deterioramento della biodiversità. È inaccettabile che mentre l'Europa chiede agli Stati membri di rafforzare la tutela della fauna, in Italia si tenti di smontare pezzo dopo pezzo la legge che la protegge", prosegue la presidente. LNDC Animal Protection rinnova quindi il proprio appello al Parlamento "affinché il DDL Caccia venga fermato e invita i cittadini a continuare a sostenere la mobilitazione contro una riforma che, secondo l'associazione, rappresenta uno dei più gravi attacchi alla fauna selvatica degli ultimi decenni". Infine la presidente Rosati aggiunge: "Ogni operazione dei Carabinieri Forestali dimostra quanto sia necessario combattere il bracconaggio. Il DDL Caccia, invece, va nella direzione opposta: meno tutele per gli animali e più concessioni a chi considera la fauna selvatica un bersaglio o uno strumento di caccia. È una scelta che continueremo a contrastare con ogni mezzo".
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