
Dopo il femminicidio di Lorena Isceri, la sindaca di Firenze Sara Funaro e l'assessora regionale Cristina Manetti chiedono più prevenzione, educazione e contrasto alla violenza di genere
Il femminicidio di Lorena Isceri, la 45enne uccisa dal suo ex compagno, continua a suscitare reazioni nel mondo delle istituzioni. Dopo la fiaccolata organizzata a Firenze per ricordare la donna, la sindaca Sara Funaro ha definito l'omicidio "una ferita per tutto il Paese", sottolineando la necessità di rafforzare prevenzione e sensibilizzazione sul tema della violenza contro le donne.
"Io penso che sia una ferita per tutto il Paese, nella nostra città in particolar modo perché se andiamo a guardare in questi anni sono troppe le donne vittime di femminicidio. Come rappresentanti delle istituzioni e come donne, oltre a sentire una ferita personale abbiamo sentito che c'era una ferita collettiva e che tutta la comunità sentiva la necessità di stringersi intorno a Lorena e alla sua famiglia".
Funaro ha spiegato di aver lanciato l'idea della fiaccolata, sottolineando però come fosse espressione di una volontà condivisa dalla comunità fiorentina. "Io sono stata la persona che ha lanciato l'idea della fiaccolata ma c'era una comunità intera che voleva questo - ha aggiunto -. Penso che questi momenti servano prima di tutto per far sentire la vicinanza alla famiglia e per scuotere le coscienze".
La sindaca ha quindi richiamato l'attenzione sulla prevenzione della violenza di genere, ma anche sul linguaggio d'odio e sul ruolo delle istituzioni. "necessario lavorare tanto sulla prevenzione seria. Ieri mentre eravamo sotto la casa dove aveva scelto di vivere Lorena c'erano tanti bambini. Quel momento a quei bambini rimarrà. Dobbiamo poi fare un ragionamento molto attento a tutto il linguaggio d'odio che c'è in questo momento, è un altro tassello che rischia di scatenare una serie di micce".
Per Funaro è necessario che il contrasto alla violenza contro le donne diventi un elemento stabile dell'azione istituzionale. "Penso che come rappresentanti di istituzioni, riunendoci, possiamo portare proposte molto concrete per far in modo che non ci siano opzioni ma che l'attenzione al contrasto alla violenza, ai femminicidi sia inserita in tutti i programmi".
Sul tema è intervenuta anche Cristina Manetti, assessora alla cultura della Regione Toscana, che ha definito il femminicidio un'emergenza nazionale.
"Quello che è avvenuto è una tragedia enorme: mi domando quanto ancora dovremo riempire le piazze per far capire che il femminicidio è un'emergenza nazionale, perché è un tema che mai come ora è stato così importante".
Manetti ha invitato a non abbassare la guardia e ha richiamato la necessità di intervenire anche sul piano culturale. "E' importante non abbassare mai la guardia". L'assessora ha inoltre parlato della necessità di contrastare gli atteggiamenti legati al patriarcato e ha citato il dibattito politico sul tema.
Secondo Manetti, la risposta deve partire anche dalla formazione e dall'educazione nelle scuole. "dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo, ad esempio, come Regione Toscana, cioè lavorare a questo cambio culturale".
L'assessora ha quindi ribadito l'importanza dell'educazione sessuo-affettiva: "Sicuramente è molto importante la formazione, lavorare sull'educazione, entrare nelle scuole. Io sono fortemente a favore dell'educazione sessuo-affettiva perché noi dobbiamo parlare ai ragazzi e insegnare loro a gestire le proprie emozioni, a gestire un rifiuto e a stare insieme".
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